Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 14 ottobre

15/10/2018 - Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”». Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza».
Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni. Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!».
I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».
Pietro allora prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà
».

IL GIOVANE RICCO IN CERCA DI UN SENSO
Il vangelo di oggi ci presenta un tale che pone una domanda importante a Gesù. L’evangelista Matteo ci ricorda che si tratta di un giovane. Un giovane buono, con ideali grandi, che vuol dare senso alla sua vita. E pone pertanto una domanda da giovane. Chiede infatti come impostarla la vita per non correre il rischio di buttarla via: “Maestro, Cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”
E Gesù propone una prima via di salvezza. Gli dice: osserva i i comandamenti. E’ una strada di obbedienza, una strada che Dio ha indicato. E’ quel giovane è felice: li ha sempre osservati. E Gesù potrebbe accontentarsi, potrebbe fargli una serie di elogi e congedarlo. E invece no: Gesù lancia una seconda proposta: “Lascia perdere tutto, dai via tutto, poi vieni e seguimi”.

“VIENI, SEGUIMI!”: UNA PROPOSTA DI AMORE
Sia ben chiaro che questa proposta di Gesù è una proposta di amore. Non per niente il vangelo sottolinea che Gesù, guardandolo intensamente gli manifestò tutto il suo amore. E proprio perchè lo amò Gesù gli propose un ulteriore passo. I comandamenti sono importanti: sono regole di vita, strade da percorrere. Ma ormai la nostra legge è una persona. La nostra vita deve essere modellata su un incontro, su una esperienza, l’incontro con Gesù, l’esperienza di Gesù. Per questo Gesù dice al giovane, come una proposta di amore: Segui me, imita me, abbi i miei stessi sentimenti, prendimi come il tuo punto di riferimento, nutriti della mia Parola, impara da me ad essere un dono, libera il tuo cuore da tante pesantezze, non fare delle cose il tuo idolo...

UNA PROPOSTA DI AMORE PER TUTTI Se leggiamo oggi questo vangelo, vuol dire che la proposta è anche per noi. Quale sarà la nostra risposta? Abbiamo almeno fatto il primo passo, quello di osservare i comandamenti?... santifica la festa, prega, ama il prossimo, non odiare, sii casto, non rubare e non essere ingiusto, non coltivare desideri cattivi... Ma l’amore del Signore ci vuole portare un po’ più in là perchè la nostra vita sia nella pace. Come reagiremo? Quel giovane di fronte alla proposta di Gesù ebbe paura, non se la sentì di impostare totalmente la sua vita sul Signore: certo, osservava i comandamenti, ma nel suo cuore dava tanta importanza alle cose che aveva... troppa! Il suo cuore non era libero. Non ci vuole tanto a vedere in quel giovane la nostra storia. Le preoccupazioni del mondo, gli affanni della vita, il tentativo di cercare la nostra gioia nelle cose della terra non ci permettono di seguire Gesù totalmente; e la conseguenza è che non si è mai contenti.

I VERI NEMICI: LA PAURA E GLI IDOLI E quel giovane se ne va. E alla stessa maniera a noi accade di non tuffarci mai pienamente nell’amore del Signore. Da qui il lamento di Gesù: Quanto è difficile che chi è ricco entri nel regno di Dio. Le ricchezze di cui parla Gesù non sono solo soldi o mezzi: Gesù parla di tutto ciò che può prendere il posto di lui: anche cose importanti e buone ma che non vengono vissute con equilibrio.
Ma come si fa a prendere sul serio quanto il Signore ci sta dicendo? Anzitutto la capacità di seguire il Signore dove lui ci vuole bisogna chiederla. E’ un dono da supplicare quello di pensare come Lui, di fare scelte giuste. E così importante perchè anche noi possiamo sentirci la risposta meravigliosa che Gesù da a Pietro: “In verità vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già nel presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2018 alle 08:48 sul giornale del 16 ottobre 2018 - 604 letture

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