Al Galilei il generale Pellegrini, combatté la mafia a fianco di Falcone e Borsellino

21/10/2018 - Venerdì 19 ottobre l'incontro con gli studenti in Aula magna. Pellegrini: "Quando si chiede un favore non si è più uomini liberi".

Accompagnato dal dirigente scolastico Floriano Tittarelli e da Alessandra Antonelli, coordinatrice provinciale di Agende Rosse - che ha organizzato numerosi incontri in tutto il territorio regionale - l’allora Capitano dei Carabinieri Angiolo Pellegrini, Comandante della Sezione Anticrimine, ha ripercorso gli anni bagnati dal sangue delle vittime della mafia siciliana. Uno ad uno caddero vittime di attentati quegli uomini coraggiosi dello Stato che il generale chiama "martiri e non eroi, perché hanno dato la vita mentre facevano solo il loro dovere". E con amarezza ricorda “Potevamo arrestarli tutti, mafiosi e pezzi infedeli dello Stato, ma qualcuno ai piani alti, sul più bello, si è tirato indietro”.

Gli studenti del Galilei hanno ascoltato con attenzione anni di storia raccontati da uno dei protagonisti, poi tante domande. Hanno ammirato il coraggio con cui un pool di uomini si è opposto ad un sistema radicato da oltre 150 anni, nato quando la Repubblica era ancora giovane. "Hanno provato a spararmi ma non ci sono riusciti e ho lasciato moglie e figli lontano da Palermo - ha risposto così alla domanda se avesse mai temuto per la sua vita e quella della sua famiglia - feci mettere il divieto di sosta sotto casa perché quando uscivo temevo attentati. E poi mi chiedo perché non fu fatta la stessa cosa anche sotto casa della madre di Borsellino (dove fu ucciso nella strage di via d'Amelio, ndr), voglio pensare che fu una semplice leggerezza..".

La coordinatrice di Agende Rosse ha ricordato che le vittime della mafia sono quasi 1000, tra cui tante donne e bambini.

Il generale ha concluso con un importante messaggio per i giovani: "Siate curiosi, studiate, fare ricerche..E soprattutto siate liberi, perché chi chiede favori sarà sempre schiavo di qualcun'altro".


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it




Questo è un articolo pubblicato il 21-10-2018 alle 10:21 sul giornale del 22 ottobre 2018 - 710 letture

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