Il Comitato "No Jesi pattumiera delle Marche" contro Legambiente

05/11/2018 - Il comitato - NO Jesi pattumiera delle Marche torna sull'argomento del biodigestore alla Coppetella: “Non comprendiamo le dichiarazioni di Legambiente in merito all’impianto dei rifiuti che dovrebbe sorgere a Jesi".

Come coordinatore del comitato contrario alla realizzazione dell’impianto, ritengo doveroso procedere con alcune precisazioni e porre, al rappresentante di Legambiente, alcune domande rispetto alle dichiarazioni apparse sui quotidiani locali.

Per quello che riguarda l’intervista, da me rilasciata, tengo a precisare che nessuno di noi è contrario all’utilizzo di tecnologie che permettano di recuperare gas-metano, dal trattamento dei rifiuti quindi se l’impianto serve esclusivamente a produrre biometano da immettere in rete, dal punto di vista impiantistico, noi siamo d’accordo.
Di contro, siamo assolutamente contrari a qualunque impianto che produca gas da bruciare per produrre energia elettrica. Questa nostra posizione nasce dal fatto che siamo contrari a continuare ad immettere in atmosfera, i fumi inquinanti, dei gas bruciati.

Cio’ premesso riteniamo comunque assolutamente non idoneo il sito individuato dall’ Ambito e dall’ amministrazione Comunale . Fatte queste doverose precisazione vorremmo comprendere meglio la posizione di Legambiente su alcune dichiarazioni.
Jesi non è “centrale” rispetto all’ipotesi progettuale che sta prendendo campo all’interno dell’Ambito territoriale competente, infatti l’impianto che si andrà a realizzare, oltre ai rifiuti della provincia di Ancona dovrà andar e a gestire anche tutto l’organico della provincia di Pesaro- Urbino.
Mi domando quindi come si possa considerare Jesi e la Vellesina baricentrica rispetto a questo scenario. Crediamo che l’area, eventualmente più idonea, andrebbe individuata a cavallo fra le due provincie e quindi in un’area vasta che va dalla zona industriale di Fano fino ai primi comuni confinanti della provincia di Ancona. Diversamente ci troveremmo a gestire mezzi pesanti che partiranno da Cagli, Fossombrone, Acqualagna, ecc. per arrivare dopo un lungo viaggio a Jesi.

Sempre a Legambiente vorrei chiedere come pensa che i rifiuti di due province arriveranno a Jesi visto che ha dichiarato che “ci sarebbero meno camion su strada” forse si pensa di emulare la raccolta virtuosa avviata dall’amministrazione comunale di Riace che prevedeva la raccolta differenziata in centro storico con i muli? Noi abbiamo stimato che per 850 mila abitanti circa residenti nelle due province saranno decine e decine i camion che giornalmente attraverseranno la Vallesina per portare i rifiuti di due Province nel mega impianto che si intende realizzare a Jesi.

Le ultime due riflessioni riguardano invece aspetti meno tecnici ma comunque che sono stati trattati nella dichiarazione rilasciata.
erché il rappresentante di Legambiente cita l’impianti di Trento come struttura che funziona bene e senza impatti rilevanti sulla salute e sull’ambiente, forse non è a conoscenza che sono due progetti completamente diversi? Oppure sa qualcosa che noi non conosciamo?
L’amministrazione Comunale negli incontri avuti con il Comitato, ha sempre ribadito che l’impianto non brucerà il gas, come invece avviene a Trento, ma si limiterà a depurarlo e immetterlo nella rete collegandolo al metanodotto.

Dal punto di vista occupazionale non credo che l’impianto in questione potrà incidere, neppure minimamente, sul grave livello di disoccupazione presente a Jesi e Vallesina, infatti si parla di circa una decina di unità lavorative su base annua.

Per concludere quindi il comitato, come detto in premessa, è assolutamente favorevole alla tecnologia ma riteniamo che, in un territorio ambientalmente compromesso e sotto una pressione di agenti inquinanti che derivano dal confinare con una Area ad Elevato Rischio Ambientale, così come riconosciuto dalla Regione e dalla Commissione Europea, dalla presenza di tre centrali di biomassa che producono energia e quindi bruciano collocate a pochi chilometri di distanza l’una dall’altra, da una discarica per rifiuti speciali posta a Moie, oltre alle necessarie zone industriali, non ci sia spazio per caricare ulteriormente un territorio di impianti di questo genere.
Quando il rappresentante di Legambiente parla di area “geograficamente e logisticamente” idonea, ha valutato oltre alle strade e alle ferrovie il carico di ulteriore pressione sull’ambiente che si andrà ad inserire in questo contesto. Infine non ho ben compreso altri due aspetti contenuti nelle dichiarazioni rilasciate durante l’intervista.
Nel primo caso, faccio riferimento all’impianto di Trento che personalmente ho visitato e ho potuto direttamente constatare, insieme anche ad alcuni amministratori locali, la presenza di un forte e acre odore generato dalla lavorazione del rifiuto organico e questo, nonostante che la stessa Legambiente lo ritenga uno dei migliori impianti presenti in Italia.
Per il secondo, visto che l’intervistato ha dichiarato che l’impianto genererà un’opportunità anche economica vorrei che chiarisse pubblicamente a cosa faccia riferimento. A chi andrebbero in tasca queste risorse? Chi pensa di fare utili e profitti danneggiando l’ambiente e un intera comunità di cittadini ?





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2018 alle 16:29 sul giornale del 06 novembre 2018 - 2258 letture

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