Jesi: Università in via di chiusura, la posizione della Fondazione Colocci

16/11/2018 - In considerazione dei recenti sviluppi, seguiti alla ridefinizione della convenzione con l’Università di Macerata, la Fondazione Colocci ritiene necessario chiarire qual è stata e qual è la sua posizione nella vicenda.

La Fondazione Colocci ha impiegato diversi anni per sistemare le vicende societarie legate al crack di Banca Marche e per gestire la conseguente impossibilità della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi a fornire il proprio contributo finanziario. Nonostante ciò, con l’impegno dei Soci e con notevoli sacrifici, particolarmente dolorosi perché hanno coinvolto il personale, è riuscita a garantire la piena funzionalità della sede e l’erogazione dei servizi agli studenti e ai docenti. Relativamente alla convenzione decennale in atto con l’Università di Macerata, firmata nella metà del 2015, la Colocci ha lavorato per la modifica della durata e dell’importo da erogare, in quanto non sussistevano più le condizioni economiche per il rispetto di quanto siglato in passato.

Nel chiedere e nell’ottenere ciò, è stata fornita la massima disponibilità ad affrontare tutte le questioni utili, in modo da poter successivamente rinnovare gli accordi e far sì che l’Università di Macerata, seppur con condizioni diverse, potesse rimanere a Jesi, anche ampliando e migliorando la propria offerta formativa. Questa intenzione è stata ribadita dalla Fondazione e dal Comune di Jesi, nella persona del Sindaco dott. M. Bacci e dell’Assessore dott.ssa M. Campanelli, sia negli incontri con il Rettore prof F. Adornato, sia nelle comunicazioni scritte intercorse tra la Fondazione e l’Università.

Nell’eventualità non ci fossero state le prerogative per rinnovare gli accordi, la Fondazione Colocci si è sempre resa comunque disponibile a fare il possibile affinché quanti fossero già iscritti a Jesi potessero regolarmente terminare il ciclo di studi in sede: ciò per permettere agli studenti del territorio (che sono la maggioranza degli iscritti) di completare senza sconvolgimenti logistici il proprio corso di laurea.

Ad oggi resta invariata la nostra volontà a proseguire il progetto culturale intrapreso con Macerata, poiché siamo convinti che la presenza dell’Università a Jesi rappresenti un arricchimento fondamentale per le centinaia di studenti che frequentano i corsi, per le loro famiglie, ma soprattutto per la città e il territorio circostante.

Pertanto diamo il pieno appoggio agli studenti che, nel rispetto dei propri diritti morali ed economici, chiedono di terminare gli studi laddove li hanno iniziati e ci impegniamo a favorire, in accordo con i nostri Soci istituzionali (in primis il Comune di Jesi), il dialogo tra le parti, affinché tutte le componenti trovino piena soddisfazione delle decisioni che verranno prese.

Mentre continuiamo a lavorare, animati dallo spirito costruttivo con cui abbiamo affrontato tutte le difficoltà degli ultimi anni, ci preme informare che stiamo portando a termine una profonda ristrutturazione della nostra compagine sociale e del nostro Statuto, nell’ottica di proseguire e incrementare l’attività di alta formazione che da 22 anni ci caratterizzano.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-11-2018 alle 11:38 sul giornale del 17 novembre 2018 - 556 letture

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