Il marito di Eleonora, la mamma tra le vittime di Corinaldo: "Siamo stati ingannati, non era un concerto"

10/12/2018 - Il dolore è sempre quello del primo momento, ma deve farsi forza e andare avanti per il bene dei suoi quattro figli. Di quella tragica notte Paolo Curi non vuol parlare perchè tra le sei vittime della Lanterna Azzurra c'è anche la moglie, Eleonora, 39 anni, la mamma coraggio che con il suo corpo ha fatto da scudo alla figlioletta di undici anni.

Eleonora ha salvato la vita della figlia a costo però della sua. Sotto quella maledetta ringhiera che è crollata e sotto il peso della calca di decine e decine di giovani rimasti intrappolati, Eleonora non ce l'ha fatta. Dal giorno della tragedia la villetta nelle colline senigalliesi dove vive con il marito e i suoi quattro figli è un via vai incessante di amici e parenti. Nessuno vuole abbandonare Paolo, una padre che ora, straziato dal dolore, deve pensare ai sui figli. Alla più grande, che ha visto morire la mamma, ai due gemellini che chiedono di lei, e al piccolo di neanche due anni che di notte si sveglia perchè vuole il latte della mamma. Paolo è molto provato ma trova il coraggio per dire che “quella tragedia poteva essere evitata”.

“Non era un ambiente adatto a dei ragazzini, non era un concerto, era una discoteca -dice a fatica- provo rabbia perchè siamo stati in qualche modo ingannati. Se avessimo saputo che non era un concerto non saremmo mai andati”. E a pensarla come Paolo sono tantissimi genitori che si erano fidati dell'orario indicato nel biglietto. Ore 22,05. Le ore passavano e di Sfera Ebbasta neanche l'ombra. A mezzanotte e un quarto era sul palco di Rimini. Non sarebbe mai arrivato prima delle 2 di notte. Un orario certamente non indicato per i giovanissimi (la maggiora parte dei ragazzi non arrivavano a 17 anni). “La nostra bimba è una fan di Sfera Ebbasta, l'abbiamo portata ad altri concerti, per altro con un pubblico della sua età e tutto si è svolto regolarmente -racconta Paolo- al Mamamia, ad un concerto, nel biglietto c'era scritto ore 22 e così è stato. Alle 23,30, tutto era finito, e ce ne siamo andati via per lasciare spazio a chi andava in discoteca. Alla Lanterna Azzurra non è stato così”.

Nel mirino della protesta di molti genitori anche il flyer, identico a quello di Rimini dove Sfera Ebbasta ha effettivamente fatto un concerto, dove non si menzionava il fatto che in realtà quella del trapper era solo una comparsata, in gergo, un DJ set. “Ci sentiamo ingannati perchè da nessuna parte c'era scritto che sarebbe stato un dj set -aggiunge Paolo- se lo avessimo saputo, se avessimo saputo che l'ospite sarebbe arrivato solo a tarda notte non saremmo mai andati. Quando ci siamo trovati li abbiamo aspettato, il tempo passava, poi è successa la tragedia”. Paolo, che si trovava in un'altra zona del locale, ha sentito come tutti il forte fastidio in gola e il sapore del peperoncino. Sua moglie ed Eleonora invece erano in un'altra zona e sono scappate dall'uscita maledetta.

“Se avessimo saputo il reale ambiente in cui ci saremmo trovati non saremmo mai andati -continua a ripetere- non usciamo mai, abbiamo fatto sacrifici, lasciando gli altri bambini ai nonni, ma nostra figlia ci teneva tanto, volevamo solo farla felice”.








Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2018 alle 23:58 sul giornale del 11 dicembre 2018 - 3330 letture

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