Lutto per la tragedia di Corridonia, la vicinanza del territorio alle famiglie delle vittime

lutto 10/12/2018 - La tragedia accaduta nel comune di Corinaldo, diffusa anche dai media nazionali, ha sin da subito destato l'attenzione di tutta la Vallesina e del comune di Jesi: amministrazioni comunali, associazioni, cittadini si sono stretti attorno al dolore delle famiglie delle sei vittime della Lanterna Azzurra.

Oltre ad aver cancellato tutti gli eventi previsti per il fine settimana dell'Immacolata, l'8 e il 9 dicembre, a Jesi come in tutti i comuni della Vallesina, sono state diverse le iniziative per ricordare le vittime. A Jesi, domenica alle 18.30 sono state spente le luminarie del centro per 5 minuti e in filo diffusione è stato letto un messaggio di solidarietà. Non canti natalizi quindi, ma dimostrazioni di vicinanza profonde e sentite.

Anche Castelbellino, che proprio sabato 8 dicembre avrebbe dovuto inauguare la Festa dell'Albero con l'accensione del grande albero luminoso e fuochi d'artificio, ha deciso di accenderlo solo per sei minuti, sei come le giovani vittime, in segno di lutto. Poi le luci si sono spente.

Anche il mondo dello sport si è fermato: stop dei campionati regionali e provinciali, deciso dalle federazioni locali, e un minuto di raccolgimento e silenzio in tutti i campi dove si sono regolarmente disputate partite interregionali e nazionali. L'appello a fermare i campionati era partito dal presidente del Coni Marche, Fabio Luna, nel suo messaggio di cordoglio: "Vorrei esprimere a nome mio e di tutto il CONI Marche il cordoglio del mondo sportivo per l'immane tragedia accaduta nella notte a Corinaldo. Con immensa tristezza ci stringiamo alle famiglie dei ragazzi che hanno perso la vita e siamo vicini ai feriti perché possano superare questo drammatico momento. Faccio appello alla sensibilità di tutti i dirigenti sportivi delle Marche affinché possano adottare tutte le azioni possibili per esprimere rispetto al dolore dei ragazzi e delle loro famiglie".

Lunedì 10 dicembre è giorno di lutto per il mondo della scuola, lo stesso vissuto dalle giovani vittime, il mondo dove siedono sui banchi quei ragazzi che si sono salvati quella sera, che erano compagni o amici delle vittime, che non li conoscevano ma che sono rimasti scioccati e adirati dalla fine assurda quanto tragica hanno fatto dei loro coetanei. Lunedì hanno deciso di indossare una maglia nera in ricordo di quei compagni che non ci sono più.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2018 alle 10:06 sul giornale del 11 dicembre 2018 - 822 letture

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