Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 9 dicembre

10/12/2018 - Dal vangelo secondo Luca.

Nell'anno quindicesimo dell'impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea. Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell'Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto. Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; le vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!». Parola del Signore

DIO SI RIVELA NELLA STORIA DEL’UOMO
Con grande solennità inizia il vangelo di oggi, seconda domenica di Avvento: nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto. La parola di Dio si manifesta in u momento e in un luogo preciso. I riferimenti di ordine storico ci riportano al 27-28 dell’era volgare. Luca fa una introduzione circostanziata perchè vuole che sia chiaro a tutti che non sta i raccontando una favola. L’intervento di Dio nella storia dell’umanità è accaduto in un tempo e in un luogo ben preciso. Il primo personaggio che si presenta è Giovanni Battista. In lui si manifesta la Parola di Dio. E tutto accade nel deserto.

IL DESERTO, LUOGO DELL’INCONTRO
Il Deserto: luogo di tentazione e di rifiuto ma anche luogo dell’esperienza forte di Dio. E’ nel deserto che si ritirano coloro che vogliono fare una forte esperienza spirituale.
Ma il deserto è anche luogo di tentazione e di aridità. Simboleggia anche il vuoto su cui la Parola di Dio cala, la durezza del cuore degli uomini, la situazione di peccato.
Giovanni dal deserto si sposta lì vicino, sul fiume Giordano: il punto, probabilmente in cui Israele aveva attraversato il fiume per entrare nella terra promessa. E Giovanni
svolge il suo ministero, invitando ad un ritorno deciso al Signore. Giovanni è la voce che grida: in realtà presta la sua voce a Dio il quale vuole richiamare i suoi figli, non si stanca
mai, offre amore e misericordia.

CHI ACCOGLIE LA PAROLA VEDRA’ LA SALVEZZA
Di fronte alla parola di Giovanni che chiede di accogliere il Signore ci può essere disinteresse, sfiducia, rifiuto, disturbo, stizza. Ma ci può essere una accoglienza profonda,
docile.... con questo risultato meraviglioso: ogni uomo vedrà la salvezza di Dio, sperimenterà il suo amore misericordioso.
Grida Giovanni: Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri! Ogni burrone sarà riempito, ogni monte e ogni colle sarà abbassato; e vie tortuose diverranno diritte e quelle impervie, spianate. E a questo rinnovamento è legata la promessa: “Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio”. I monti e i colli rappresentano nel linguaggio biblico la superbia, l’arroganza di chi vuole imporsi e dominare. Il Regno di Dio è incompatibile con questi atteggiamenti altezzosi e tracotanti, non può giungere là dove regna lo spirito competitivo. Nel Regno entra solo chi cerca la logica apposta: il dono di sè, l’umile servizio reciproco, la ricerca
dell’ultimo posto.
Poi ci sono i burroni da riempire. Sono le disuguaglianze economiche denunciate dai profeti. Sono anche le lacune nella vita di ogni uomo: la mancanza delle virtù, la mancanza della preghiera, della fede, della speranza, della carità. Le vie tortuose e impervie sono le astuzie, le scelte insensate, le situazioni ingiuste che devono essere riviste e ripensate.

CHE SIA UNA VERA CONVERSIONE
La conversione che il Battista chiede è radicale. Ma prima della fatica dell’uomo c’è il dono di Dio. Dio stesso opera il miracolo della guarigione del cuore. Ad ogni uomo per quanto debole, per quanto peccatore potrà essere offerta la salvezza. Nessuno è escluso dalla misericordia di Dio.
La predicazione del Battista è esigente: vuole suscitare una domanda: Cosa dobbiamo fare? E allora chiediamolo anche noi al Signore: Cosa ti aspetti, cosa ci chiedi?
E’ una domanda che ci deve accompagnare in questo Avvento!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-12-2018 alle 18:05 sul giornale del 11 dicembre 2018 - 470 letture

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