Tutte le Stelle della Champions: Inter e Napoli annegano tra rimpianti e limiti

12/12/2018 - Niente poker italiano agli ottavi di Champions League. Gli ultimi novanta minuti sono serviti per riportare le ambizioni del Napoli sulla terra e quelle dell'Inter negl'inferi.

La 'Scala del Calcio' ha fischiato il solito psicodramma nerazzurro. Stecca davanti a un pubblico encomiabile il 'direttore artistico' Spalletti che davanti a telecamere e microfoni sciolina tanta maestria ma una volta salito sul palcoscenico si fa piccolo, timido e lascia cadere dalle sue tasche sempre inadeguatezza che segna il suo cammino mentre prova senza successo le vie maestre del calcio.
Troppo emotiva, confusa e arruffona l'opera portata in scena ancora una volta. Certe notti non ci si può permettere tanta improvvisazione e sperare in un colpo di scena sudamericano che salvi tutto e tutti. Direttore artistico di provincia e attori che spesso e volentieri si scordano la parte. Le rose e gli applausi se li sono meritati veramente in pochi, più o meno i soliti : Icardi, Skriniar, Politano e il ricordo di Vecino e della Garra Charrua che tanto è mancata in campo, quanto la qualità a tutti gli altri interpreti ( da quelli più decantati Brozovic e Perisic in giù). Un teatro da brividi e un pubblico sempre all'altezza meriterebbero sicuramente molto di più. Peccato ma in fondo in sede di sorteggi le forze in campo erano queste e queste sono rimaste fino all'ultimo giro d'orologio, i sei punti dopo le prime due gara avevano illuso tutti in modo accecante...purtroppo.

Forze in campo mantenute anche per il povero Napoli che deve chinare la testa all'Anfield contro il Liverpool. Pregiata la stoffa dimostrata da Ancelotti e i suoi durante tutto 'il girone della morte' sempre propositivi e mai domi...peccato che un piede dell'ex portiere romanista Alisson abbia negato il miracolo a Milik, un miracolo che avrebbe giustamente premiato i partenopei ma anche qui i valori in campo sono stati mantenuti senza sorprese purtroppo.
P.S.G. e Liverpool avevano e hanno esperienza, qualità, storia nella competizione e attitudini a certe sfide che gli uomini di Ancelotti devono ancora maturare. La differenza è stata tutta qui, nei particolari si nasconde la differenza tra Champions ed Europa League.
Una differenza tra Inter e Napoli viene rimarcata da questo amaro martedì di coppa: Ancelotti sembra avere la situazione in mano : fiducia della squadra, del popolo napoletano e addirittura ( strano a dirsi da quelle parti) del presidente De Laurentis, fondamenta solide per costruire un futuro importante; Spalletti le chiavi di tutto l'ambiente sembra averle smarrite da qualche mese, perso nei suoi umori altalenanti che negativamente si ripercuotono sui giocatori in campo. Dopo la caduta col Parma in casa, la goleada subita dall' Atalanta in trasferta ieri è stata portata agli atti la terza prova.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2018 alle 18:10 sul giornale del 13 dicembre 2018 - 396 letture

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