PD sul decreto sicurezza: "Solidarietà al sindaco Orlando"

partito democratico 05/01/2019 - Solidarietà al sindaco Orlando dal PD di Jesi; gravissime le affermazioni di Salvini che denigra i sindaci.

Non si tratta di chiedere la “disobbedienza” anche se di fronte alla INCIVILTA’ si ha il dovere di affermare la CIVILTA’, di avere un sussulto di UMANITA’, di aprire la strada all’OBIEZIONE DI COSCIENZA E’ esploso in questi giorni il dibattito sull’applicazione e sulle conseguenze nei territori locali del Decreto sicurezza. Il PD di Jesi esprime solidarietà al Sindaco Leoluca Orlando che con grande coraggio si è assunto personalmente la responsabilità di denunciare gli aspetti presumibilmente incostituzionali del cosiddetto “decreto sicurezza” e di sospenderne temporaneamente l’applicazione nell’attesa di approfondimento dell’intera questione; ritiene gravissime le affermazioni del Ministro Salvini che denigra i Sindaci affermando che “la pacchia è finita”, mentre lui e la sua Lega si godono la “pacchia” di avere in cassa 49 milioni dei soldi dei cittadini da restituire in 90 anni! Un Partito politico non è competente a pronunciarsi sulla costituzionalità o meno di una legge, ma ha l’obbligo di non rimanere in silenzio davanti a determinazioni disumane, di dire quali politiche di accoglienza e integrazione possono essere attuate nel rispetto della convivenza umana e dei diritti universali di ogni persona. E questo Decreto non rappresenta una soluzione bensì una complicazione della questione immigrazione perché rende irregolari quanti sono in possesso del permesso di soggiorno e li lascia sul territorio in preda a sfruttatori o peggio malavitosi, smantella il sistema SPRAR (servizio protezione richiedenti asilo e rifugiati) a cui molti Comuni hanno dato l’adesione realizzando buone prassi diffuse di integrazione riuscita, mette i Sindaci con le spalle al muro scaricando sulle loro spalle le nefaste conseguenze di una scellerata normativa centralistica di cui il Governo si vanta , con una propaganda social ossessiva, ma i cui pesi, costi, restrizioni ricadono solo sui primi cittadini. Senza parlare poi dell’imposizione delle tasse alle tante realtà del Terzo Settore impegnate da anni in attività di accoglienza e di integrazione. Non a caso la manifestazione della Consulta della pace di domani 6 gennaio ha scelto saggiamente le parole “RESTIAMO UMANI” per ché la pace si fonda sul riconoscimento dei diritti umani universali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-01-2019 alle 20:43 sul giornale del 07 gennaio 2019 - 564 letture

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