Mons. Gerardo Rocconi, il Vangelo di domenica 10 febbraio

11/02/2019 - Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono. Parola del Signore.

TANTA GENTE… COME PECORE SENZA PASTORE
L’episodio che l’evangelista Luca ci narra si situa ancora sul lago di Tiberiade, in Galilea. Gesù vede tanta gente. Gli evangelisti commentano che quelle persone, stanche e abbandonate, sono come pecore senza pastore. E Gesù, il Buon Pastore, le prende subito a cuore. Offre loro la sua Parola e dà loro cibo in abbondanza. Concretamente Gesù, per non rimanere schiacciato dalla folla, chiede a Simon Pietro di scostarsi con la barca un po’ dalla riva e Lui, Gesù, avrebbe parlato dalla barca. Questa scena è significativa. Sulla barca c’è Gesù, c’è Simon Pietro e qualche altro dei Dodici Apostoli. La barca, pertanto, rappresenta la Chiesa. Sulla barca - nella Chiesa- c’è Pietro e ci sono altre persone, ma Gesù è il Maestro. Di fronte, sulla riva, tutta la gente - che rappresenta il mondo - guarda la Chiesa e attende un annuncio di salvezza. Qual è, allora, il compito della Chiesa di fronte al mondo? La Chiesa deve portare la parola di Gesù avventurandosi fra la gente. Gesù infatti invita subito dopo Pietro a prendere il largo per pescare.

PRENDI IL LARGO E GETTATE LE RETI
Questo invito a pescare significa la missione ad andare nel mondo per portare fuori gli uomini da una situazione di morte, di sconforto e disperazione, di peccato. Gesù vuol far capire a coloro che stavano sulla barca, insomma alla Chiesa, ai cristiani che sono chiamati ad essere pescatori di uomini. E in particolare questo vale per Pietro. Sì, Pietro dovrà tirare fuori gli uomini dalle onde impetuose del mare dalle quali rischiano di venire sopraffatti, sommersi, trascinati sul fondo. E pertanto l’attenzione si focalizza su Pietro. Invitato a prendere il largo, Pietro obietta, gli sembra che l’ordine datogli da Gesù sia insensato: non è quella l’ora per pescare. Ma si fida. E’ un po’ la tentazione nostra. Vale la pena impegnarsi per Gesù, vale la pena portare sempre la sua Parola? E’ proprio così: quante volte si può avere l’impressione che non valga la pena impegnare tempo per aiutare gli altri a conoscere Gesù. Ma dopo un primo momento di incertezza Pietro e gli altri si decidono e si mettono all’opera. Credono che la Parola di Gesù può realizzare l’impossibile. E il risultato è sorprendente, la quantità di pesci catturata è enorme: le reti stanno per rompersi, si deve ricorrere all’aiuto di altri, le barche sono stracolme.

COINVOLTI NELL’OPERA DI SALVEZZA DI GESU’
Pietro capisce che non è merito suo, e ha una reazione interessante. Dice : “Signore, allontanati, sono un peccatore”. Ma Gesù chiede una grande fiducia a Simon Pietro e per questo gli chiede dimettere la propria vita a disposizione del suo Vangelo. Certo, ci vuole coraggio, umiltà, accettazione del rischio... e anche tanta fiducia. Infatti da un punto di vista umano, diciamolo pure, siamo perdenti e ignorati (il mondo in maniera catastrofica cammina per una via che non è quella indicata dalla Chiesa): ma sulla parola del Signore sappiamo che Egli troverà le vie per salvare questo mondo e il sangue di Gesù non sarà sparso invano. Questa missione personalmente viene data a Pietro. Con lui e sotto la sua guida è di tutti. Gesù ci coinvolge. Nella vocazione di Isaia leggiamo così: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E Isaia rispose: “Eccomi, manda me!”. E’ la risposta che dobbiamo dare tutti: “Signore ci sentiamo responsabili di annunciare il Vangelo, di portare la tua parola. Eccomi, eccoci. Dicevamo che la barca rappresenta la Chiesa. Ma è una barca particolare: su questa barca non ci sono passeggeri. Tutti fanno parte dell’equipaggio. Cioè tutti hanno un compito, un servizio. Ciascuno per la sua parte, ciascuno secondo la sua vocazione, tutti siamo chiamati a portare il vangelo e ad offrire questo servizio all’umanità: donare Gesù. La preghiera di oggi e sempre allora sarà questa: Cosa vuoi da me, Signore; cosa vuoi che io faccia? Eccomi, manda me!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2019 alle 09:17 sul giornale del 12 febbraio 2019 - 471 letture

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