Basket: La Termoforgia perde e getta al vento l’ennesima occasione: stavolta è davvero finita, è serie B

21/04/2019 - C’era un’unica combinazione di risultati che avrebbe condannato la Termoforgia alla retrocessione diretta e puntualmente è accaduto. Eppure la parità nella classifica finale con Cento e Bakery Piacenza sembrava una delle eventualità più difficili.

Purtroppo è accaduto, ma va detto subito, per sgombrare il campo da dubbi e illazioni sul comportamento di altre squadre, che la squadra se l’è andata a cercare, dal momento che, sebbene sapeva di dover vincere a tutti i costi per salvare la pelle, non è riuscita a battere una Pompea che ha giocato una onesta partita, senza esasperazioni eccessive, lasciando che la squadra di Cagnazzo esprimesse il proprio gioco.

Si sperava in una vittoria, che potesse quanto meno per allungare la stagione per provare a conquistare la salvezza passando per i play-out.

Invece si è vista la solita Termoforgia, quella squadra senza carattere che nei momenti importanti, a parte il match con Cagliari, non ha trovato la forza di imporsi. Certo, la squadra è stata costruita con risorse economiche molto limitate, si è parlato del budget più esiguo di tutta la Lega, ma è evidente che sono state indovinate poche scelte.

A fine partita Cagnazzo e Ligi sono saliti in sala stampa per scusarsi, ognuno per ciò che gli competeva, il direttore sportivo ha parlato di qualcuno dei giocatori rimasto in lacrime nello spogliatoio per il dispiacere, ma se ance non sono lacrime di coccodrillo, inutile disperarsi al termine della stagione nella quale si sono avute diverse possibilità per salvare la stagione.

Contro Mantova la partita è durata più o meno 10’, dopo un primo quarto giocato molto bene, chiuso sul 16-8, figlio di una buona intensità difensiva, La Termoforgia ha smesso di giocare e sentirsi squadra. Si è vista una serie infinita di soluzioni offensive individuali, qualcuna perfino irritante. Dopo il riposo si è vista una squadra molle, che ha subito un parziale di 14-0 che ha cambiato il match, dando ai lombardi i primi vantaggi ma soprattutto la sicurezza di potercela fare, pur senza strafare.

L’ultimo quarto è stato un incubo, mentre la squadra di Cagnazzo si affannava in un estremo tentativo di rimonta, dagli altri campi arrivavano i temuti risultati. C'è stato perfino un retroscena nella vittoria della Bakery nel derby di Piacenza: le azioni decisive sono passate per le mani di due ex, che molti hanno sottolineato (ora è facile dirlo) che potevano far comodo anche quest'anno, Green che ha segnato i due tiri liberi del +3 finale e Piccoli che ha fallito la tripla del sorpasso.

Per la Jesi dei canestri non sarà facile assorbire il colpo e forse ripartire. Finisce male, molto male, un ciclo che sembrava non doversi mai chiudere.

Ma lo sport è anche questo.

TERMOFORGIA JESI-POMPEA MANTOVA 81-87 (16-8; 27-26; 18-26; 20-27)

Termoforgia Jesi: Knowles 6 (0/1, 2/8), Mascolo 21 (7/11, 1/6), Rinaldi 4 (2/3, 0/2), Rice 32 (4/9, 5/10), Totè 10 (4/8, 0/3), Kouyate ne, Mentonelli ne, Baldasso 3 (0/1, 1/3), Maspero 2 (1/1, 0/3), Montanari ne, Lovisotto (0/0, 0/0). All.: Cagnazzo.

Tiri liberi 18/26. Rimbalzi 38, 11+27 (Totè 13). Assist 6 (Mascolo 3).

Pompea Mantova: Vencato 7 (1/5, 1/2), Morse 20 (8/13, 0/0), Veideman 24 (5/9, 3/6), Raspino 8 (0/5, 2/3), Ghersetti 7 (3/5, 0/4), Guerra ne, Poggi 2 (1/3, 0/1), Visconti 16 (1/2, 3/6), Ferrara (0/0, 0/1), Albertini ne, Maspero 2 (1/2, 0/1). All.: Finelli.

Tiri liberi 20/33. Rimbalzi 47, 15+32 (Morse 13). Assist 13 (Vencato 7).

Arbitri: Gagliardi, D’Amato, Tallon.

Spettatori: 1868






Questo è un articolo pubblicato il 21-04-2019 alle 00:06 sul giornale del 23 aprile 2019 - 3965 letture

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