Successo per il terzo Congresso Ambiente e Salute a Pesaro

15/05/2019 - A Pesaro Sabato 4 Maggio 2019 dalle 9:30 il 3° Congresso Ambiente e Salute – THE ZELDA CONGRESS, ideato da Simone D. Aspriello, dottore di ricerca in patologie, nel cuore del parco San Bartolo a Santa Marina Alta per affrontare con gli esperti il tema della Tutela della Biodiversità e del Paesaggio Agrorurale promosso dall’Università di Urbino, SIGEA e I Prodotti Nobili Marchigiani e Italiani.

Il tema del convegno presieduto da Natale Frega Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari dell’Università Politecnica delle Marche (UNIVPM) e Presidente dell’Accademia dei Gerogofli Sezione Centro-Est rappresenta una sfida importante di fronte all’inquinamento ambientale, al cambiamento climatico, all’agricoltura industrializzata che troppo spesso non rispetta il suolo e diviene concausa di smottamenti e dissesto idreogelogico, fonte importante di contaminazione delle falde acquifere con l’uso improprio dei fitofarmaci, moria delle api con gravi danni agli apicoltori. 130 paesi riuniti a Parigi nella Piattaforma Intergovernativa scientifico-politica sulla Biodiversità e gli ecosistemi (IPBES) dell’ONU hanno dichiarato tramite il Presidente Robert Watson forte preoccupazione perchè 1/8 di tutte le specie del pianeta rischia l’estinzione !!! Dopo l’apertura del Prorettore Giorgio Calcagnini dell’Università di Urbino (UNIURB), di Federico Sartini Docente della Scuola di Agraria “A. Cecchi” di Pesaro interviene Enrico Gennari Consigliere Nazionale SIGEA che sottolinea la eccezionale bellezza del paesaggio agrorurale del San Bartolo dovuto alle particolari caratteristiche geologiche e geomorfologiche del luogo, con una falesia a picco sul mare; condizioni di base che caratterizzano un ecosistema unico, con uso del suolo e paesaggi straordinari, ricchi di biodiversità di rilevanza eccezionale (mondiale), tali quindi da essere proposti alla FAO come sito GIAHS (global important agricultural heritage systems) in quanto sviluppato grazie al co-adattamento di una comunità con l'ambiente circostante, per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile. Si tratta di tesori ed eccellenze quindi da tutelare e valorizzare prima di essere compromessi, anche attraverso una candidatura a "Paesaggio naturale e culturale Unesco", di cui SIGEA si farà portavoce assieme ad altre associazioni, il cui riconoscimento porterà ricadute economiche, al pari di quanto si sta verificando in altri "gioielli" della penisola, con incremento di un turismo selezionato e di "elevata qualità culturale" (oltre 50-100 €/anno pro capite) in un contesto agrorurale che può fornire prodotti biologici sicuri e servizi ecosistemici fondamentali, dal quale si ricevono, vivendoci e sapendo ben leggere e interpretare lo straordinario valore e bellezza dei luoghi, benefici fisici ed emozionali con un inesauribile guadagno spirituale.

Non fanno mancare la loro presenza per i saluti il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, il Presidente del Parco San Bartolo Davide Manenti, giunti in bike con il Presidente della Commissione Ambiente del Consiglio Regionale Marche Andrea Biancani, relatore al convegno.

E’ necessario fare una seria e profonda riflessione sulla opportunità di mantenere ancora pratiche agricole convenzionali dannose per l’ambiente e pericolose per la salute dell’uomo. Il 24% di specie di cibo selvatico come piante, pesci mammiferi, sta diminuendo. L' Adusbef, spiega il segretario generale Floro Bisello, avverte: scomparsi dalle tavole 3 frutti su 4. La BIODIVERSITA' sta calando. E quello che viene e verrà perso - cioè piante, animali e microrganismi - non potrà essere recuperato. Mettendo il nostro cibo e il nostro ambiente in pericolo. È in pericolo lo stato della biodiversità per l'alimentazione e l'agricoltura incentrato sull'analisi sulla condizione di piante, animali e microrganismi che sostengono gli alimenti e la produzione agricola, a livello genetico, delle specie e degli ecosistemi. La biodiversità alla base dei nostri sistemi alimentari sta scomparendo mettendo a rischio il futuro dei nostri alimenti, dei mezzi di sussistenza, della salute umana e dell'ambiente. Un grido d'allarme, quello lanciato dall'Adusbef, a causa delle multinazionali a discapito dei piccoli produttori d'eccellenza, locali. La biodiversità è fondamentale per la salvaguardia della sicurezza alimentare e per il futuro dei nostri figli. Dobbiamo usarla in modo sostenibile, per rispondere meglio alle crescenti sfide del cambiamento climatico e produrre cibo senza danneggiare l'ambiente e la salute dei Consumatori.

Nelle Marche sono scomparse dalla tavola tre varietà su quattro nell'ultimo secolo, che riguarda frutta, mucche, maiali, pecore e capre. . Un pericolo per i produttori e i consumatori marchigiani per la perdita di un patrimonio alimentare, culturale ed ambientale del proprio territorio.

Fabio Taffetani, Docente di Botanica sistematica UNIVPM e direttore dell’Orto Botanico Selva di Gallignano ha presentato il tema "Coltivare la biodiversità Le radici del futuro". La biodiversità degli agro-ecosistemi, della quale viene spesso considerata solo la porzione costituita dalle varietà coltivate, è costituita soprattutto dalle forme di vita animale e vegetale del suolo e della superficie dei territori coltivati (in quanto rappresentano la capacità ambientale portante). Oggi sappiamo quello che i nostri nonni avevano acquisito sul campo al costo di una lunga serie di errori e correzioni e cioè che il patrimonio più importante di un’azienda agricola è il suolo e la sua vitalità, e come questo tesoro sia strettamente collegato alla ricchezza di vita che coltiviamo e che permettiamo di svilupparsi nel nostro intorno rurale (quello che oggi chiamiamo agro-ecosistema, ma di cui nessuno si pre-occupa, se non nel misurare le conseguenze nefaste a livello locale e globale)».

Altra questione centrale è relativa alle agricolture sostenibili: possono infatti essere definite tali solo quelle che hanno come primo ed inderogabile obiettivo la salvaguardia del suolo e della biodiversità sia delle coltivazioni che degli ambienti rurali, quelle che non usano veleni e concimi di sintesi, che non eliminano piante e animali solo perché tra di loro si trovano organismi considerati dannosi, ma si sforzano di utilizzare e rafforzare quegli equilibri naturali che svolgono un servizio gratuito ed efficiente a vantaggio dei processi produttivi. Tra le forme di agricoltura sostenibile ci sono purtroppo tutte quelle che non hanno accesso, affatto o in forma largamente inadeguata, a fondi di ricerca o alla collaborazione con enti che si occupino della ricerca».

Il suolo è un nostro prezioso alleato, senza il quale non esiste un futuro. Un suolo di qualità è la base di una vita di qualità. Purtroppo questa preziosissima risorsa è esauribile e per poter recuperare le perdite di suolo fertile sono necessari secoli. La comunità scientifica che si occupa di suolo, in particolare la Società Italiana di Scienza del Suolo e la Società Italiana di Pedologia, hanno prodotto in collaborazione con il FAI e con l’ANA (Accademia Nazionale di Agricoltura), un decalogo per conoscerlo e per salvarlo! Il suolo è minacciato dall’erosione, dall’inquinamento, dalla salinizzazione, dalla compattazione, dalla sigillazione, dalla riduzione di sostanza organica e dalla riduzione della sua biodiversità. Tutti noi dobbiamo essere coinvolti nella diffusione della conoscenza di quelle pratiche rispettose che ci consentono di conservarlo ha spiegato Stefania Cocco, ricercatore di Pedologia UNIVPM.

Il suolo è ricco di vita e nel coltivarlo va considerato come un ecosistema se si desidera ottenere una buona autonomia e produzioni elevate con pochi implementi esterni e con costi contenuti ha spiegato Valerio Ballerini Agronomo della Cooperativa Efedra. La diversificazione colturale può essere realizzata utilizzando le rotazioni e le consociazioni può essere una valida opportunità per un’agricoltura sostenibile. I primi risultati del progetto H2020 DIVERSsify” suggeriscono che la consociazioni tra cereali (frumento duro, frumento tenero, orzo) e leguminose da granella (favino, pisello proteico) mostrano ottimi risultati spiega Stefano Tavoletti docente di genetica agraria UNIVPM.

Elena Viganò docente di Economia del sistema agroalimentare e Modelli di gestione di territorio e ambiente dell’Università di Urbino, in collaborazione con l’architetto paesaggista Lucia Falcioni, ha parlato di come la biodiversità (ambientale e storio-culturale) dei paesaggi rurali rappresenta un indicatore di benessere delle popolazioni. Essa è strettamente connessa al tipo di modello produttivo agricolo che si afferma nei diversi territori. Intensivizzazione dei processi produttivi, meccanizzazione, specializzazione e monocolture sono repsonsabili, infatti, di fenomeni quali la banalizzazione del paesaggio, la riduzione della biodiversità, l’inquinamento di acqua, aria, suolo, l’aumento dei gas serra, la perdita di sostanza organica e di fertilità. Viceversa, l’agricoltura biologica/agroecologica rappresenta un modello sostenibile in termini ambientali ma anche sociali ed economici, in grado di tutelare le risorse naturali e contenere l’effetto serra, garantendo una minore esposizione al rischio di contaminazione per operatori e consumatori e una maggiore redditività agli imprenditori.

Per aumentare la diffusione di conoscenze su questi temi, Uniurb porta avanti attività di ricerca e formazione, come il Corso di Alta Formazione "Modelli, politiche e strategie per lo sviluppo dell’agricoltura biologica”. Simone Galeotti Docente di Paleontologia e Paleoecologia UNIURB ha chiuso il convegno parlando del fenomeno del global change nel breve e nel lungo termine in particolare per quel che riguarda le variazioni di temperatura e piovosità. Quindi degli impatti che queste variazioni potranno avere nei prossimi decenni sui sistemi agricoli anche da un pounto di vista economico.

L’associazione I PRODOTTI NOBILI MARHIGIANI E ITALIANI ( www.prodottinobili.it ) presidente Mario Civerchia è da tempo impegnata nella formazione scientifica indipendente e nel promuovere e diffondere i valori dell’agroecologia come unica via possibile da percorrere per garantire la tutela e sicurezza del territorio, dei prodotti agroalimentari e degli esseri viventi. Le aziende agroalimentari associate sono impegnate moralmente ad essere custodi del territorio, ad adottare comportamenti ecosostenibili, ricercare un uso mirato e limitato dell’agrochimica preferendo metodiche biologiche ed alternative fitosanitarie come l’ozonoterapia, tutelare la biodiversità e qualità degli alimenti per salvaguardare insetti impollinatori preziosi come le api ed il benessere dell’uomo.

E’ seguita una sfiziosa degustazione nel giardino dell’auditorium di Santa Marina Alta di Pesaro.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-05-2019 alle 14:12 sul giornale del 16 maggio 2019 - 814 letture

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