MeetUp Spazio Libero: "Osservazioni alla variate parziale al PRG"

Meetup Spazio Libero Jesi 3' di lettura 17/07/2019 - Il Coordinamento contro la costruzione della torre Erap al San Giuseppe ha presentato, in data 15 luglio 2019, le proprie osservazioni alla variante al PRG.

Con tale variante l’Amministrazione comunale sta provando a cambiare le carte in tavola al fine di consentire all’Erap di procedere all’edificazione in zona via Tessitori, nell’area che, fino a qualche mese fa, era adibita a parcheggio per i residenti, il centro sociale l’Incontro e la palestra Carbonari. Pur di costruire un palazzo considerato da tutti insensato e dannoso, l’Amministrazione gioca di anticipo sull’imminente pronunciamento del giudice del Tar al ricorso presentato da un residente a riguardo del permesso a costruire.
Come dire: se anche il Tar desse ragione ai cittadini, noi il palazzo lo costruiamo ugualmente!

Le osservazioni del Coordinamento in merito alle modifiche del PRG toccano i seguenti aspetti:
- l’inosservanza degli obiettivi urbanistici previsti dal DM/68; - la scelta, giudicata incongrua e contraddittoria, contro l’interesse pubblico;
- gli innumerevoli danni urbanistici penalizzeranno ulteriormente l’area e chi vi risiede;
- la riduzione della superficie catastale delle due aree pubbliche (palestra e centro sociale) e del Parco del Granita;
- l’introduzione incongrua del comma 7 all’art. 30 del NTG, con l’aggiunta di un singolare asterisco ad una categoria già esistente.

In estrema sintesi, il Decreto Ministeriale 1444/68 - che fissa alcuni limiti per garantire a tutta la popolazione una dotazione minima di standard urbanistici - ammette nuove costruzioni nel limite massimo di 5mc/mq, ma solo per interventi di demolizione e ricostruzione.
L’operazione torre Erap, che si vuole imporre a tutti i costi ad un quartiere già gravato da traffico e forte densità abitativa, non demolisce cemento ma sbanca un parcheggio e limita gravemente un pezzo di parco e di altre aree pubbliche.
I 30 appartamenti previsti comporteranno almeno 60 nuovi abitanti, con altrettante auto parcheggiate all’aperto sulla strada o comunque sugli spazi pubblici, per un impatto visivo verso il paesaggio circostante facilmente intuibile.

E a pensare che perfino gli amministratori degli anni Sessanta considerarono l’area in questione (via Mugnai e via Tessitori) già eccessivamente edificata e per questo non completarono mai il PEEP (Piano di edilizia pubblica). Le idee faraoniche presero piede dal 2005 e tuttora ci ossessionano, benché di altro cemento proprio non se ne sente la necessità.
L’Amministrazione Bacci se ne dovrà assumere tutta la responsabilità, sia di fronte ai suoi cittadini che alla storia jesina. A poco vale la giustificazione per cui a decidere la torre sia stata l’amministrazione precedente alla sua. Lo stesso l’ing. Urbinati dell’Erap, in un recente riunione in Regione, ha dichiarato ai presenti di aver indicato al sindaco la possibile soluzioni di una permuta di quell’area con un'altra esistente.
La medesima soluzione indicata da più parti, da suoi concittadini, compresi ex sindaci di Jesi. Stando così le cose, resta una legittima preoccupazione per il modo di amministrare Jesi.
Un modo che vede un sindaco che non sa o non vuole argomentare ai suoi concittadini le sue decisioni, imponendo con arroganza una gestione dei quartieri da serie A e serie B.


da MeetUp “Spazio Libero – Jesi”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2019 alle 16:11 sul giornale del 18 luglio 2019 - 329 letture

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