Biodigestore, Jesi in comune: "Ci stanno prendendo in giro"

Jesi in Comune 2' di lettura 05/08/2019 - Abbiamo deciso di non prestarci alla votazione di un atto di indirizzo preso in un consiglio comunale illegittimamente convocato e su questioni mai dibattute ed affrontate prima, né con i consiglieri e le consigliere di minoranza, né con la città.

Una vera e propria presa in giro, grave, ed avallata da tutta la maggioranza indistintamente, assessori ed assessore compresi. Per non piegare il regolamento all'incapacità politica della maggioranza Bacci sarebbe stato sufficiente fare un consiglio comunale lunedì 5 agosto.

Perché non è stato fatto, quale urgenza poteva mai esserci? Forse le ferie dei consiglieri e delle consigliere di maggioranza e probabilmente nemmeno il vincolo di mandato arrivava a tanto!

Ed allora ci troviamo ad approvare nel primo sabato di agosto un atto di indirizzo che mette sul piatto questioni tecniche complesse ed altre possibili localizzazioni dell'impianto rispetto a quella di cui abbiamo discusso fino ad ora, ma sempre nel comune di Jesi, senza specificazioni di alcun tipo, almeno per noi comuni mortali delle minoranze.

Ma allora chi deciderà poi? L'uomo solo al comando che ci chiedeva sostanzialmente di sottoscrivere una cambiale in bianco? Questo se lo potrà permettere con i suoi, ma non certo con noi. E poi avremmo dovuto condividere un atto che prevede, senza mai averne discusso prima, che un servizio essenziale per la comunità venga dato in mano ai privati, quando uno dei motivi per cui si stava ragionando intorno alla realizzazione di un biodigestore unico nella provincia di Ancona era legato anche alla necessità di tutelarci proprio da eventuali privati, spinti solo dagli incentivi economici? Ma davvero ci si chiedeva di votare un atto del genere?

Ed ancora, l'altro tema cruciale di questa vicenda: il dimensionamento dell' impianto. Abbiamo provato a dire che si deve necessariamente tener conto degli impianti già esistenti ed in divenire, se quello che ci interessa davvero è il virtuoso smaltimento dei rifiuti. Ma quanti biodigestori "unici" vogliamo fare nella nostra provincia? Altrimenti, se avalliamo, come è stato fatto da questa maggioranza, la possibilità di smaltire nella provincia di Ancona anche i rifiuti di fuori provincia, probabilmente ciò che interessa sono solo soldi, soldi... E quindi uscire dall'aula al momento di votare a "scatola chiusa" è stato un gesto di protesta e responsabilità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2019 alle 13:15 sul giornale del 06 agosto 2019 - 946 letture

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