Fiume Esino, riaffiorano i resti dell’antica passerella

2' di lettura 09/08/2019 - Come la casa, il fiume “nasconde ma non ruba”! Così, a sorpresa, nel tratto d’acqua proprio ai piedi di via Esino, riaffiorano i resti (figura 1) dell’antico ponticello o “passerella” che consentiva di attraversare il fiume e di immettersi subito nella storica strada che portava dritto dritto al cuore della città (figura 2/3).

Ad accorgersene, un volontario della Croce Rossa Jesina - e collaboratore di Piccola Biblioteca Jesina -, Michele Ciarimboli, che passando sul ponte San Carlo durante un servizio, ha notato la particolare disposizione dei grossi spuntoni di legno che affioravano dall’acqua (fig.4)

Dalle foto poi scattate sul posto, è emerso chiaramente che si tratta di grossi pali di legno, spezzati, allora disposti probabilmente su tre file attraversanti il corso d’acqua da una sponda all’atra.

Nel corso di ulteriori approfondimenti, cui hanno contribuito, con la fornitura di carte storiche, il geologo Andrea Dignani e il ricercatore Giorgio Garbin, è stato possibile formulare delle ipotesi sulla natura dei reperti e individuare altri resti della struttura, posti di traverso, sulla sponda opposta(fig.5) “La passerella - sostiene Giorgio Garbin - era messa leggermente di traverso per impedire che il continuo sciabordio dell’acqua la indebolisse. Più volte è stata ricostruita, in seguito a devastanti inondazioni. Prima della passerella, il fiume veniva attraversato a piedi e l’accesso alla città, da questa zona, era costituito dal passaggio per via Esino”.

Non è possibile stabilire quando venne costruito il primo ponte su questo tratto del fiume. Si sa che nella seconda metà del 1100 un ponte traversava l’Esino presso Santa Maria del Piano, scrive Luconi in “Conoscere Jesi”. Si ha notizia anche di lavori per la riparazione del ponte eseguiti nel 1434 e nel 1492.

Il ponte venne ricostruito nel 1564-65 e, per memoria del protettore della città, il cardinale Carlo Borromeo, porta il nome di San Carlo. Il ponte si trovava allora una cinquantina di metri più a monte dell’attuale, in corrispondenza di via Esino (fig.6).

Solo molto più tardi venne edificato il primo ponte in muratura in corrispondenza di quello attuale: con undici arcate, era lungo 213 metri, largo sette e mezzo e alto sette (fig.7).

Fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata nel luglio del 1944, venne sistemato alla meglio nel 1946 (fig.8) e infine ricostruito nel 1965: con dieci arcate, lungo 215 metri, largo nove metri e mezzo (fig.9).

Oggi il nostro “eroe” è nuovamente ammalato e in attesa di un nuovo drastico intervento, ma questa è un’altra storia...(fig.10)








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2019 alle 16:19 sul giornale del 10 agosto 2019 - 3203 letture

In questo articolo si parla di attualità, Paola Cocola

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