Rifondazione: "La crisi c’è, la ricchezza pure, ridurre le diseguaglianze e restituire i diritti"

Partito della rifondazione comunista 2' di lettura 29/11/2019 - Rifondazione Comunista scende in piazza.

La prima settimana di dicembre Rifondazione Comunista sarà nelle piazze, nei luoghi di lavoro, nei centri per l’impiego di molte località della nostra regione per incontrare lavoratori, pensionati e cittadini ed illustrare i temi di una campagna nazionale dedicata al lavoro e ai suoi diritti.

I racconti di tanti e le indagini, come quella di poche settimane fa dell’ Ires Cgil, rivelano nelle Marche più che altrove un panorama disperante. Cresce la disoccupazione, si allarga la precarietà, i salari sono sempre più bassi mentre aumentano gli infortuni sul lavoro, troppo spesso anche mortali. Nei centri dell’ impiego che scoppiano a volte anche risse. Alcune realtà ci raccontano, come è accaduto nel fermano, sacche di lavoro nero e sfruttamento bestiale. In "premiate“ aziende, come, ad esempio, la Cnh di Jesi, i lavoratori sono scesi in sciopero per sottolineare il ripetersi di incidenti durante il processo lavorativo.

Nel settore pubblico, a cominciare della sanità, cresce la fascia grigia della precarietà, nelle Marche inesorabile la privatizzazione. Aziende storiche sono passate in mano straniera (Guzzini, Ariston le più note) e asset strategici (Aerdorica) finiti in mano a gruppi finanziari privati, nel settore della distribuzione una riorganizzazione feroce crea disoccupati e aumenta i precari.

E, purtroppo, l’elenco dei dolori potrebbe continuare. Intanto, la politica tutta, mentre ciancia di cambiamento, continua ad omaggiare l’austerità e ossequiare i “forti”, così la parola patrimoniale diventa bestemmia, le spese militari aumentano, il meno tasse è regalo per i ricchi, l’evasione fiscale , come sempre un mantra senza che si mettano in moto provvedimenti veri.

Non solo, le leggi che costringono i lavoratori al ricatto, come il famigerato job acts, la cancellazione dell’articolo 18, l’istituzione dei “lavori forzati“ implicita nella Fornero, restano in piedi sorvegliati a vista dai guardiani del finanzcapitalismo.

Saremo in strada quindi per chiedere l’istituzione del salario minimo a tutti i lavoratori, la pensione a 62 anni, il ripristino dell’ Art 18, l’abrogazione di tutte le norme sulla precarietà. I soldi ci sono, e tanti, quelli delle plusvalenze finanziarie, quelli accumulati in anni e anni di rapine al lavoro, quelli dei ricchi a cui si vogliono abbassare le aliquote fiscali. Come pure le cose da fare, tante a cominciare dalla messa in sicurezza del territorio a cominciare dalle aree del terremoto, alla riorganizzazione della sanità pubblica, ad un piano dei trasporti pubblici efficiente, diffuso ed economico, al sostegno alle attività artigiane e agricole che nascono dalla fantasia e dall’ ingegno di tanti giovani. Sarà pure un’iccasione per ascoltare e conoscere e così accrescere e migliorare la nostra proposta.



dal Partito della Rifondazione Comunista
Segreteria Prov.le Ancona





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2019 alle 11:16 sul giornale del 30 novembre 2019 - 463 letture

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