Domenica alle ore 16 al Teatro Pergolesi va in scena la replica di "Turandot" di Puccini

2' di lettura 30/11/2019 - Torna al Teatro Pergolesi di Jesi la “Turandot” di Puccini, per la replica dell’opera domenica 1 dicembre ore 16, dopo il successo della ‘prima’ di venerdì. In vendita presso la biglietteria del Teatro Pergolesi i posti di loggione, da un’ora prima dello spettacolo.

L’Opera viene proposta nella versione originale rimasta incompiuta, la stessa che debuttò il 25 aprile 1926 al Teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Arturo Toscanini, il quale interruppe la rappresentazione a metà del terzo atto, due battute dopo il verso «Dormi, oblia, Liù, poesia!», ovvero dopo l'ultima pagina completata dall'autore. L’opera è il terzo titolo nel cartellone della 52esima stagione lirica di tradizione del “Pergolesi”, e sarà replicata domenica 1 dicembre alle ore 16. La dirige il M° Pietro Rizzo con la regia, le scene, costumi e luci di Pier Luigi Pizzi, in una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini in coproduzione con Fondazione Rete Lirica delle Marche, nello storico allestimento dell’Associazione Arena Sferisterio. L’orchestra è la Filarmonica Marchigiana, il coro Ventidio Basso di Ascoli Piceno è diretto da Giovanni Farina; i Pueri Cantores “D. Zamberletti” di Macerata sono guidati da Gian Luca Paolucci. Nella compagnia di canto, Turandot è il soprano Tiziana Caruso che, nel corso dell’anno, è stata già la principessa “di gelo” alla Shanghai Opera House e all’Ópera de Tenerife. Il principe ignoto (Calaf) è il tenore Francesco Pio Galasso, il basso marchigiano Andrea Concetti canta Timur, Maria Laura Iacobellis è Liù, Cesare Catani è l’imperatore Altoum, Paolo Ingrasciotta con Ugo Tarquini e Vassily Solodkyy, formano il trio dei ministri imperiali Ping, Pang e Pong. Completano il cast Egidio Egidi (il principe di Persia) e Erika Rombaldoni (la tentazione).

La Turandot è un'opera in 3 atti e 5 quadri, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, lasciata incompiuta da Giacomo Puccini che nel dicembre del 1923 completò tutta la partitura fino alla morte di Liù; il compositore morì a Bruxelles il 29 novembre 1924, lasciando le bozze del duetto finale. Successivamente la partitura fu completata da Franco Alfano, uno dei suoi allievi. Dopo la ‘prima’ al Teatro alla Scala di Milano, la sera successiva, sempre sotto la direzione di Arturo Toscanini, l'opera fu rappresentata nella sua completezza, includendo anche il finale di Alfano.

Info: Fondazione Pergolesi Spontini www.fondazionepergolesispontini.com








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2019 alle 14:07 sul giornale del 02 dicembre 2019 - 708 letture

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