Macerata: Scoperta coppia di spacciatori, 34enne finisce in carcere. La moglie incinta ai domiciliari

3' di lettura 05/12/2019 - Nell’ambito della vasta e complessa attività di prevenzione e repressione del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, obiettivo preminente del Questore di Macerata, Dott. Antonio PIGNATARO il quale, con i continui servizi antidroga, anche nell’ambito dell’operazione “Scuole Sicure” è riuscito a contrastare efficacemente il fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti ad opera della criminalità nigeriana con continui, ininterrotti e persistenti servizi di polizia giudiziaria nella serata di mercoledì si è data una imponente battuta di arresto anche al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ad opera della criminalità albanese.

Nella serata di mercoledì la Squadra Mobile di Macerata diretta dalla D.ssa Maria Raffaella ABBATE, dopo una rapida ed efficace attività di indagine durata alcuni giorni e concretizzatasi con appostamenti e pedinamenti lungo gli spostamenti di un uomo ha chiuso la rete attorno a due soggetti albanesi, rispettivamente marito e moglie, residenti in città, trovati in possesso di un quantitativo importante di cocaina e di oltre 4.000 euro in contati, frutto dell’attività di spaccio.

Gli uomini della Squadra Mobile sono entrati in azione nella serata di mercoledì ed hanno circondato l’abitazione della coppia fino a quando dopo alcune ore l’uomo è uscito dall’abitazione. L’uomo, di anni 34, era già noto alle forze dell'ordine.

In particolare, intorno alle 20:30 l’uomo é uscito dal proprio palazzo in cui vive ed è stato notato muoversi con un con passo spedito ed in maniera guardinga verso la propria autovettura parcheggiata poco distante ma é stato subito bloccato e sottoposto ad un controllo. A questo punto il fermato chiamando la moglie ad alta voce ha tentato di avvertirla del controllo in atto. La donna, immediatamente rientrata a casa, si è affacciata da un’altra finestra presente al lato opposto dello stabile, probabilmente nel tentativo di disfarsi di sostanza stupefacente, ma vedendo che anche quel lato della casa era presidiato dagli operatori della Squadra Mobile è rientrata immediatamente.

L’uomo intanto manifestava agli operatori segni di irrequietezza evidente. A questo punto gli operatori della Squadra Mobile, diretti e coordinati sul posto dal dirigente D.ssa Maria Raffaella ABBATE, hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento.

L’uomo, un albanese di 34 anni, sottoposto a perquisizione personale, aveva indosso la somma di 2000 euro in banconote da 100/50/20 euro, di cui non forniva giustificazioni circa il possesso.

All’interno dei locali cucina gli agenti hanno rinvenuto dentro un mobile attrezzatura idonee al confezionamento delle dosi termo saldate oltre ad una bilancia elettronica funzionante.

La successiva perquisizione dell’abitazione, eseguita con l’ausilio di unità cinofile, ha consentito di individuare subito addosso alla moglie, anch’essa albanese di 28 anni, nascosti all’interno del suo reggiseno 5 confezioni in plastica termo saldate tramite specifico apparecchio, del peso di 8 grammi ognuna per un complessivo di 40 grammi, che, successivamente sottoposta a narcotest, è risultata essere cocaina.

Sempre sulla donna, nel reggiseno, si è rinvenuto anche un pacchetto di banconote avvolte in plastica termosaldata, per un totale di 2000 euro in banconote da vario taglio.

Vistosi ormai scoperto l’uomo dava in escandescenza, scagliandosi violentemente contro i poliziotti dando vita ad una colluttazione al termine della quale l’uomo é stato bloccato e arrestato.

Per quanto sopra, entrambi i coniugi, sono stati tratti in arresto poiché ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti oltre che per la resistenza e violenza posta in essere nei confronti dei poliziotti impegnati nell’operazione.

Il denaro per un totale di 4000 euro, frutto dell’attività di spaccio, come pure gli strumenti utilizzati per il confezionamento: bilancia, coltello e soprattutto l’apparecchiatura termo saldante sono stati sequestrati perché ritenuti strumenti e provento dello spaccio di droga.

Al termine delle predette attività l’uomo è stato associato al carcere di Montacuto di Ancona mentre la moglie posta agli arresti domiciliari, presso il proprio indirizzo di residenza, in ragione dell’evidente stato avanzato di gravidanza.






Questo è un articolo pubblicato il 05-12-2019 alle 15:36 sul giornale del 06 dicembre 2019 - 418 letture

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