Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 8 dicembre

5' di lettura 10/12/2019 - Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. Parola del Signore

MARIA SS. L’IMMACOLATA
Oggi celebriamo la solennità dell’Immacolata. La liturgia ci presenta il Vangelo dell’Annunciazione. Questo testo termina con quelle meravigliose parole di Maria Santissima: Ecco la serva del Signore: avvenga per me quello che tu dici …. Maria ha capito che è veramente il Signore all’azione. Ha capito che è il Signore a chiamarla, il Signore al quale nulla è impossibile: e anche se lei è piccolissima, attraverso di lei il Signore può fare cose grandi. E pertanto il suo Sì è pieno di fiducia. Maria capisce che pur nella oscurità della fede, di fronte a Dio si deve manifestare solo una vita piena di disponibilità.

ECCO… LA SCHIAVA… AVVENGA…
Tre parole importanti notiamo nell’obbedienza di Maria: Ecco... la schiava... avvenga Ecco: come tutte le grandi risposte La schiava: non colei che compie semplicemente un servizio, ma colei che totalmente appartiene a un altro Avvenga, si compia: questo verbo nel testo originale greco, esprime quindi desiderio. Maria non subisce la volontà di Dio, ma la desidera.
E la vita di Maria si identifica con il suo ECCOMI e il suo FIAT, si faccia di me... Non è l’eccomi di un momento, ma è l’eccomi di una vita. La sua vita spesa, consumata, arsa nella obbedienza, fino alla morte. E quell’eccomi, posto all’inizio del Vangelo, illumina l’intera esistenza di Maria, in ogni istante. Si inizia nell’Annunciazione, da un SI’ pieno detto senza comprendere tutto: Non capisco, ma mi fido.
Poi ci sono Gli anni della crescita di Gesù: Maria è custode di un segreto più grande di lei. Si interrogava sul suo futuro e su quello del Figlio. Al tempio avverte che quel Figlio le sta sfuggendo, perchè aveva una missione più grande e doveva compiere la volontà del Padre. E lei, silenziosamente accettava i disegni del Padre.
Poi c’è La predicazione di Gesù: con amore e umiltà Maria ha accompagnato il Figlio. Ha sentito dire che contavano più i legami della fede che quelli della carne e ha dovuto cominciare a morire alla sua umanità.
E poi vediamo Maria ai piedi della croce: ha offerto il suo Figlio e ha accettato che una spada trafiggesse il suo cuore... anche lei di fatto ha offerto la sua vita per le pecorelle del Buon Pastore. E ai piedi della croce Maria ha accettato di divenire madre della Chiesa, di ogni credente. Lì ha generato il Cristo Totale.
Infine durante i primi passi della Chiesa Maria in maniera nascosta ha incoraggiato i dodici, li ha sostenuti nelle prime persecuzioni, è stata la consolatrice di tanti cristiani della prima generazione e fin da questa terra ha manifestato tutta la sua tenerezza materna per i figli della Chiesa

MARIA OGGI E LA CHIESA
E oggi Maria continua ad essere l’Avvocata, la Soccorritrice, la Mediatrice delle Grazie... Anche oggi chi ricorre a Lei non resta deluso. E la Chiesa sa che alcune cose le appartengono come appartengono a Maria: per cui essa, la Chiesa di cui Maria è parte eminente, sa che anche lei è associata all’opera del Redentore come Maria. La Chiesa sa di essere custode della grazia, ma non è padrona di nessuno; sa di essere annunciatrice del Regno e della vittoria di Gesù, ma lei non si identifica con il Regno, anzi è a servizio del Regno. La Chiesa sa che per la sua vicinanza al Redentore, anzi per il suo essere corpo visibile del Redentore, ha un grande ruolo nella intercessione. E come Maria e la Chiesa anche ogni singolo cristiano, nel suo piccolo, nella sua situazione modestissima e carica di peccato, partecipa all’opera di Gesù. E da questa missione di donare Gesù, servire il Regno, collaborare alla salvezza degli uomini, intercedere per loro, non si tira indietro. E il singolo cristiano sa che partecipa, nel suo piccolo, nella sua situazione modestissima e carica di peccato, all’opera della Chiesa. E in questa missione di donare Gesù, servire il Regno, collaborare alla salvezza degli uomini, intercedere per loro, trova la sua gioia.






Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2019 alle 15:34 sul giornale del 11 dicembre 2019 - 4 letture

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