Calcio, la rivoluzione dello jesino Mancini: la Nazionale torna ad entusiasmare e far sognare un paese intero

6' di lettura 12/12/2019 - A due anni di distanza dalla delusione mondiale, con l’Italia clamorosamente fuori da quella che sarebbe stata l’edizione del 2018 della Coppa del Mondo di calcio, la Nazionale azzurra si è ripresa la scena, almeno in campo continentale, conquistando a suon di vittorie e record la qualificazione agli Europei del 2020 che si disputeranno il prossimo anno nel nuovo format itinerante in dodici città europee.

Il merito di un rinnovato e ritrovato spirito vincente di squadra degli Azzurri è senza dubbio del nuovo timoniere della Nazionale maggiore, Roberto Mancini, l’allenatore che ha preso in mano le redini di una squadra ormai senza più una identità, ridonandole grinta e fame di successo.

Al tecnico jesino, tra le varie, va dato atto di aver rivoluzionato l'organico della Nazionale azzurra, puntando soprattutto sul merito, indipendentemente dall'età anagrafica (si veda anche il caso di Fabio Quagliarella). E così, anche giovani promesse provenienti dalla Serie B hanno avuto il loro spazio nel cammino delle qualificazioni a Euro 2020. Il primo tra i cadetti ad essere promosso lo scorso anno è stato Sandro Tonali, centrocampista del Brescia che ha conquistato la promozione in Serie A in questa stagione e che adesso è diventato l'oggetto prezioso del mercato delle big. Tra gli altri, a ben impressionare il ct della Nazionale negli ultimi tempi è stato proprio Gianluca Scamacca. L'attaccante di proprietà del Sassuolo in prestito all'Ascoli, grazie al suo possente fisico (sono in tanti tra gli addetti ai lavori a paragonarlo a Zlatan Ibrahimovic), si è subito ritagliato un ruolo da protagonista sia nella selezione dell’Under 21 azzurra, sia soprattutto nel club marchigiano, oggi in lotta per i principali bookmakers per conquistare i piani alti della Serie B.

Mancini, che nelle ultime settimane ha compiuto 55 anni, è in striscia di vittorie consecutive sulla panchina della Nazionale italiana da ben undici gare di fila. Un record, quello stabilito dal tecnico jesino, che ha ulteriormente limato verso l’alto il picco toccato in precedenza (nove match) dal mostro sacro Vittorio Pozzo, il commissario tecnico due volte campione del mondo con gli Azzurri negli anni Trenta. Ancora. I numeri dicono che Mancini ha raccolto più vittorie di chiunque altro allenatore azzurro nelle prime diciannove partite, ben (tredici successi (tanti quanti quelli di Arrigo Sacchi), uno in più dei vari Giovanni Trapattoni e Azeglio Vicino, addirittura due in più dell’ultimo tecnico campione del mondo con l’Italia Marcello Lippi.

L’allenatore di Jesi è stato chiaro: ai prossimi Europei del 2020 si parte con l’unico obiettivo di vincere. E se il buongiorno si vede dal mattino, allora l’ex allenatore di Inter e Zenit San Pietroburgo può dirsi soddisfatto dei sorteggi. La Dea bendata infatti ha regalato all’Italia un girone iniziale assai abbordabile, con Turchia (la cui sfida all’Olimpico di Roma sarà il match d’esordio di tutta la competizione continentale il prossimo 12 giugno), Svizzera e Galles. Insomma, nulla a che vedere con il più classico dei gironi di ferro (parliamo del gruppo F dove giocheranno contro la Francia campione del mondo in carica, il Portogallo vincitore dell’ultimo campionato europeo e la temibile Germania). Passeranno le prime due per ogni girone (e le quattro migliori terze classificate): poi sarà la fase a eliminazione diretta fino alla finalissima che si giocherà allo stadio di Wembley di Londra un mese dopo l’inizio ufficiale del torneo (ovvero il 12 luglio).

Nella sua carriera da allenatore, il tecnico jesino ha già vinto tre scudetti in Serie A con l’Inter (nel 2006, 2007 e 2008), quattro volte la Coppa Italia (con la Fiorentina nel 2001, Lazio nel 2004 e Inter nel 2005 e 2006) eguagliando il record di Sven Goran Eriksson e Massimiliano Allegri. Non solo. All’estero, Mancini ha vinto anche uno scudetto in Premier League con il Manchester City (nel 2012), una Coppa d’Inghilterra (sempre con i Citizens nel 2011) e una Coppa di Turchia con il Galatasaray nella stagione 2013/2014. Un allenatore vincente, insomma, che punta a riportare la nazionale azzurra sul tetto del mondo. Tra gli altri record del Mancio nazionale c’è anche quello delle vittorie consecutive raccolte in un unico anno solare. Pozzo nel 1938 era riuscito a conquistare otto successi di fila: Mancini, quest’anno, è arrivato a quota dieci (su dieci gare disputate).

Eppure, nonostante gli ottimi risultati ottenuti sinora sulla panchina azzurra, del pluripremiato Mancini calciatore, tra gli anni ottanta e novanta, non si ricordano grandi prestazioni con la casacca azzurra sulle spalle. In verità, il nativo di Jesi ha vissuto un rapporto sempre controverso con la Nazionale, grazie a quel suo carattere irruente, a quel genio e a quell’estro che sul rettangolo verde hanno fatto innamorare migliaia di tifosi. Eppure, si diceva, in nazionale non è mai sbocciato questo amore. Arrigo Sacchi (ma, successivamente, anche Cesare Maldini e Dino Zoff) non lo vedeva di buon occhio. E così Mancini ha vestito la maglia azzurra solo 36 volte, andando in gol 4 volte.

Oggi però sono tutti d’accordo: con Mancini la Nazionale azzurra potrà finalmente risollevarsi e tornare a vincere. Il doppio confronto degli spareggi contro la Svezia è ormai soltanto un brutto ricordo: l’Italia ha bisogno di ripartire e di non sprecare quell’enorme bacino di talento (ma anche di esperienza) accumulato negli anni. E allora chi saranno i protagonisti del prossimo campionato europeo? Su quali giocatori punterà Mancini? Per quello che abbiamo potuto vedere nelle gare di qualificazione, il tecnico azzurro farà affidamento su di un gruppo ormai solido e coeso. Partendo ovviamente dai giovani, dal portiere del Milan, Gianluigi Donnarumma, per passare poi al centrocampista dell’Inter, Nicolò Barella. Ma nella rosa azzurra di Mancini ci sarà spazio anche per l’esperienza e la grinta degli juventini della vecchia guardia, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci. Altri elementi di spessore saranno senza dubbio Marco Verratti, Lorenzo Insigne, Ciro Immobile, ovvero i protagonisti dell’ultimo grande Pescara di Zdenek Zeman. Insomma, il lavoro e la nuova mentalità vincente portata a Coverciano da Mancini sta dando i suoi primi frutti. Ma per arrivare al successo, per salire sul gradino più alto del podio già nel prossimo anno, in occasione dei campionati europei, gli azzurri dovranno sudare le proverbiali sette camicie. La speranza è che l’avventura del Mancio in azzurro finisca il più tardi possibile, possibilmente riportando a casa qualche trofeo che da tanti, troppi anni manca dalla bacheca azzurra.






Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2019 alle 17:44 sul giornale del 12 dicembre 2019 - 127 letture

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