Sulle tracce di Federico II e degli Svevi nelle Marche

5' di lettura 09/01/2020 - La figura di Federico II di Hohenstaufen (1194 – 1250) ha incantato i suoi contemporanei e ha continuato per secoli e secoli ad affascinare studiosi, curiosi e appassionati di un’epoca lontana quanto leggendaria. Il suo personaggio è complesso, poliedrico, ricco di sfaccettature. Ha incarnato al meglio lo spirito del suo tempo, sorprendendoci però ancora oggi per la sua modernità.

Federico II è nato a Jesi il 26 dicembre 1194. La sua nascita nella città della Marca Anconitana è documentata da numerose fonti. Costanza d’Altavilla, madre dell’Imperatore, era in procinto di raggiungere Palermo, quando viene sorpresa dalle doglie del parto. L’Imperatrice, aveva quarant’anni, un’età avanzata per l’epoca e molte erano le voci che mettevano in discussione la sua gravidanza. Costanza d’Altavilla dà quindi alla luce suo figlio nella piazza di Jesi. Tutte le donne della città possono assistere all’evento e testimoniare quindi l’avvenuto.

Così la città di Jesi è rimasta legata in modo indissolubile alla figura dello Stupor Mundi, a lui è dedicata la piazza principale della città, così come una statua, la cui collocazione a lungo ha fatto discutere. Molte anche le attività a lui intitolate, punti di riferimento nei più svariati campi che vanno dal settore alberghiero alla produzione vitivinicola. Negli ultimi tempi il dibattito cittadino si è infiammato non poco sulle sorti del museo multimediale dedicato all’Imperatore. Molte le iniziative rivolte alla conoscenza e alla promozione della sua figura nelle Marche, e non solo.

Ad esempio, il 4 gennaio 2020 è stata inaugurata al museo Stupor Mundi la mostra degli elaborati desinati alla realizzazione del logo “Jesi città Regia”. Al bando sono stati ammessi più di 140 elaborati, tutti in esposizione. Sono stati selezionati dieci tra i lavori più belli e i visitatori potranno votare il migliore elaborato della top ten.

All’evento di inaugurazione hanno preso parte personalità di spicco legate al mondo federiciano come Gennaro Pieralisi, promotore del museo dedicato all’Imperatore, e Franca Tacconi, vice presidente della Fondazione Federico II Hohenstaufen, come anche i Sindaci delle città aderenti al progetto “Federico II e le Marche nel Medioevo”. Questo progetto, finanziato dalla Regione Marche, mira a creare un itinerario svevo che tocchi tutta la regione. Ben 13 sono le città coinvolte, non solo Jesi, ma anche Ascoli Piceno, Camerino, Cessapalombo, Fabriano, Macerata, Mogliano, Montecassiano, Pollenza, San Severino Marche, Sarnano, Sefro e Treia. Previsti anche dei percorsi paralleli che vedono coinvolte Acquaviva Picena, Corridonia, Urbisaglia e i Comuni dei Monti Sibillini. Forte è la volontà di promuovere una sinergia tra le città marchigiane, in particolare dopo il grave sisma del 2016, calamità che ha lasciato profondamente ferito un territorio già in difficoltà come quello dell’Appennino Umbro-Marchigiano. A dicembre si è tenuta anche una tavola rotonda intitolata Federico II mito-motore per cultura e turismo coinvolgendo altri comuni del “cratere”. Non secondario è anche il coinvolgimento delle autorità delle città europee gemellate con Jesi, ovvero la francese Mayenne e la tedesca Waiblingen (città dalla quale si fa derivare il nome dello schieramento ghibellino). È impossibile far riferimento a Federico senza pensare alla dimensione europea (ed extra-europea) della sua visione.

L’omaggio alla figura di Federico II non passa solo per grandi progetti, ma coinvolge tutti in modo diverso. Tra le idee più brillanti, vi è stata sicuramente quella di intitolare una linea cosmetica all’Imperatore, con il lancio di “Federico II Profumum – Stupor Mundi”. L’idea è di Donatello Raffaelli, che ha deciso di realizzare nel suo laboratorio artigianale delle essenze per la cura della persona, per diffusori di profumo nell’ambiente e per la biancheria intitolate proprio a Federico II. Un ricordo della città di Jesi di alta qualità e dall’indubbia originalità. L’immagine di Federico II unisce e diventa un simbolo importantissimo di eclettismo, di visione coraggiosa, di sfida di fronte alle grandi problematiche del nostro tempo. Il Puer Apuliae piace.

Federico II è stato visto da molti come un sovrano illuminato ante-litteram, come un uomo coltissimo, dai vasti interessi. Il suo interesse per l’architettura ci ha regalato opere come Castel Del Monte, uno degli edifici medievali più misteriosi e affascinanti del nostro paese. Il trattato che dedicherà alla caccia, De arte venandi cum avibus (L’arte di cacciare con gli uccelli), rappresenta una testimonianza preziosissima della vita del tempo. In quell’epoca si diffondono molti nuovi giochi da tavolo, che diventano presto i passatempi preferiti dell’élite dell’epoca. Il contemporaneo re Alfonso X, re di Castiglia e León, scrive addirittura un libro sul tema. Così anche Federico è appassionato di dadi e un eccellente scacchista. Ama la musica e le arti, è mecenate di poeti e d’inventori. Parla diverse lingue, conversa con i maggiori filosofi della sua epoca, alla sua corte erano presenti raffinati intellettuali musulmani ed ebrei.

L’interesse per la storia si rinnova, in questo periodo il Medioevo si riscopre e si rivaluta. Ci si allontana sempre di più dal pregiudizio illuminista che lo dipinge come epoca buia, di dogma e autoritarismo. Si riscopre un Medioevo di grandi personalità, di lotte per la libertà, di esperimenti politici audaci. Si guarda ad un’epoca complessa alle sue luci, ai suoi colori, alla sua varietà di lingue, all’arazzo delle sue culture. Sempre più festival e conferenze vengono dedicate alla storia medievale, ottenendo grande riscontro di pubblico. In questi tempi più che mai diventa importante riunirsi intorno ad una figura come quella dello Stupor Mundi, per il suo potenziale turistico e di marketing territoriale, ma anche per l’audacia e la visione di un personaggio che ancora oggi sorprende e ispira.






Questo è un articolo pubblicato il 09-01-2020 alle 16:32 sul giornale del 09 gennaio 2020 - 614 letture

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