Biodigestore, il Comitato Tutela: 'Fretta cattiva consigliera del Re della città regia"

2' di lettura 27/01/2020 - Apprendiamo da fonti stampa del vicolo cieco in cui sembrerebbe essere finito il biodigestore e, insieme a questo, tutta la procedura frettolosamente messa in piedi da ATA e dal sindaco “regio” Bacci la scorsa estate. Evidentemente le criticitá procedurali che avevamo illustrato con osservazioni e memorie presentate sia in assemblee pubbliche sia ufficialmente anche ai consiglieri comunali avevano un loro fondamento.

Ribadiamo che, a nostro parere, il principale vulnus giuridico, politico e amministrativo di tutta questa operazione era ed è soprattutto uno: non esiste una reale e preventiva valutazione di TUTTI gli scenari alternativi, di tutte le possibili soluzioni in merito alla gestione della FORSU nel nostro ambito.

Abbiamo da subito tenuto il punto su questo imprescindibile presupposto spiegandolo bene ai cittadini assieme al giurista ambientale Marco Grondacci nella assemblea di ottobre scorso.

A dicembre abbiamo poi presentato un’istanza di annullamento in autotutela della delibera del Consiglio Comunale del 3 agosto 2019, basata proprio su tali presupposti giuridici e su comprovata giurisprudenza nazionale ed europea.

La comparazione degli scenari alternativi è infatti prevista per legge, oltreché essere ovvia e logica in contesti in cui si dovrebbe ragionare puntando al solo ed unico interesse della comunità.

Nella nostra provincia si è da subito imboccata la strada pessima del mega biodigestore, con tanto di bandi e soldi pubblici per studi e progetti, senza preventivamente valutare e dimostrare adeguatamente cosa serve, dove serve, che tipo di tecnologia, quanti e quali impianti.

La soddisfazione per questa ammissione di uno dei principali responsabili di questo stallo, ovvero il sindaco Bacci, rimane comunque amara: l’arroganza politica di certi amministratori infatti non ha permesso ad oggi di seguire i giusti passaggi logici, politici e amministrativi per arrivare ad una soluzione del problema FORSU nella nostra ATA. I conseguenti aumenti dei costi hanno quindi delle chiare responsabilità politiche!

Ci auguriamo che questa assurda vicenda, evitabile con un po’ di buonsenso e di capacità di ascolto dei cittadini, serva da lezione per ricominciare in sede di ATA un processo serio, con un piano d’ambito degno di tale appellativo da sottoporre a VAS e ad una fase realmente aperta e partecipata di valutazione delle possibili soluzioni.

Continueremo a vigilare sulla vicenda, ribadendo la nostra ferma opposizione ad un impianto economicamente senza senso ed ambientalmente non accettabile in un territorio già fortemente compromesso come quello della ex AERCA.


dal Comitato Tutela Salute Ambiente Vallesina





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2020 alle 18:17 sul giornale del 28 gennaio 2020 - 495 letture

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