Maiolati: questione discarica, Rifondazione "Di furbi, mercanti e voltagabbana..."

2' di lettura 27/01/2020 - L’ATA, cioè l’assemblea territoriale d’ambito, composta dai sindaci della Provincia di Ancona, colpisce ancora. Sempre deliberando in tema d’impianti (anzi mega impianti) che intervengono sulla gestione del ciclo dei rifiuti, sempre cercando le soluzioni più lucrose, sempre appoggiandosi sulla disponibilità supina dei sindaci della Media Vallesina.

Stavolta si tratta dell’impianto di trattamento dei rifiuti da spazzamento, pensato di dimensioni doppie rispetto alle necessità dell’ambito (arriveranno clienti si spera e quindi profitti) da ubicarsi, udite udite, sui resti della discarica della Cornacchia, che sarà chiusa entro la fine di marzo.
Così i cittadini che in questi anni si sono battuti perché terminasse la discarica e i suoi disagi vedranno continuare il via vai di traffico pesante e, soprattutto, saranno di nuovo “rassicurati” sul basso impatto sull’ambiente di questa nuova attività nociva (il pompieraggio istituzionale è compreso nel prezzo).
Quindi quello che a furor di popolo è stato negato a Pozzetto di Castelplanio, tra cori e fanfare verrà ospitato a Maiolati (cioè a pochi chilometri l’uno dall’altro).

Ora che sia necessario provvedere anche allo smaltimento di questi rifiuti è certo (per altro riguardando in gran parte quelli che derivano dalla pulizia degli arenili sono in gran misura prodotti dalle città costiere) che la localizzazione dell’impianto sia in Vallesina (dopo il biodigestore di Jesi, la discarica di Moie che avrà lunghi tempi di post mortem avrebbe meritato una discussione attenta e ponderata.

Purtroppo, i comitati della Vallesina, sembrano distratti e la nuova amministrazione Comunale di Maiolati, nata anche per la pessima prova della giunta Domizioli sulla vicenda discarica, dopo aver incassato il risultato ora, più realista del re si è precipitata a supplicare perché questo impianto sia realizzato nel suo territorio.
Insomma, una triste e dolorosa farsa a monte della quale ci sono i furbeschi ritardi dell’ATA che a tutt’oggi non ha ancora realizzato il piano d’ambito e quindi consentendo blitz come quello del biodigestore e ora dei questo impianto, fatti al solo scopo di lucrare al massimo sulle attività di gestione e smaltimento sulle tasche e sulla pelle dei cittadini.

Noi, con coerenza continueremo a denunciare lo stato di cose presenti e ad opporci, ci attendiamo che chi, in altri momenti ha sostenuto queste battaglie, ritrovi la voglia e la dignità per continuare.


da Rifondazione Comunista
Circolo Karl Marx




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-01-2020 alle 17:46 sul giornale del 28 gennaio 2020 - 888 letture

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