Jesi in Rima: la poesia ai tempi del Coronavirus, "L'Incoronada"

1' di lettura 13/03/2020 - Marinella Cimarelli, la nostra poetessa e scrittrice ma anche assistente sociale in pensione (che ha dato la sua disponibilità a dare un aiuto), non ha smesso di scrivere ed ecco una poesia per stemperare un po' la tensione e magari dedicare qualche secondo ad una lettura diversa, rispetto alle notizie che riguardano il Coronavirus. Buona lettura!

L’unniga Corona armane quella de lo’ Rosario,

sta’ a vede che pure a Jesi ‘ncumincia ‘l Calvario..

Stamme lontano mucciolo’ che me ‘nfètti,

ha ditto ‘l Ministero de mette i paletti!

Sci’ non c’hai ‘n fazzoletto dopra sso’ braccio,

c’hai ‘n colorido che pari no’ straccio..

Non te vvicina’ a meno de ‘n mèdro,

o vòi mannamme su da San Pièdro?

Anco’ non è ora, pazienta ‘n bocco’

che almeno rivassi a pija’ la pensio’.

Sci’ i Scenziadi se crede che rinuncio al Circoletto

o pensa che à le otto già me colco ntel letto

se sbaja de grosso, perché vòjo scappa’,

pija’ l’aria bòna e gi’ a scazzafrulla’…

(ovviamente questa è una rima scherzosa, ma NON è assolutamente un invito a non rispettare le regole: lo ripetiamo ancora una volta, STATE A CASA!!)

Giusto la moje la tiengo lontana,

co’ la scusa del virus a lìa non je spiana

che durmimo assieme… girò sul divano

me sento no’ Re, finalmente Sovrano!






Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2020 alle 16:14 sul giornale del 14 marzo 2020 - 2258 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo

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