Mons. Gerardo Rocconi, la Parola del Signore di oggi

9' di lettura 30/03/2020 - Un augurio all’inizio di questa settimana. Che sia piena di Dio, della sua pace. Io credo che il Signore in questi giorni sta lavorando nel cuore di tanti, almeno di coloro che glielo permettono. Li sta conducendo a comprendere come è necessario uscire diversi da questa crisi.

Più umani, più attenti gli uni agli altri, meno indifferenti, più semplici, un po’ meno ricchi di cose, ma un po’ più di umanità. Più misericordiosi, così come il Padre è misericordioso. Oggi Gesù ci accompagna a capire cosa è la misericordia, ci aiuta a contemplare la misericordia sul suo volto, dove si riflette la misericordia del Padre.

Ascoltiamo, allora la Parola del Signore

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più». Parola del Signore

MEDITIAMO
In questo tempo di quaresima spesso il Signore ci ha parlato di tutta la sua misericordia. Tanti episodi, tanti insegnamenti in cui, in Gesù. abbiamo potuto vedere il volto misericordioso del Padre. Oggi ci viene presentato un altro episodio della vita di Gesù in cui si approfondisce ulteriormente questo insegnamento sulla misericordia e come Gesù voglia conquistarci facendoci capire che lui ci salva, gioisce se ritorniamo a lui con cuore pentito. Si tratta di una storia di peccato e misericordia: la nostra storia. Quella donna sorpresa in adulterio e di cui parla il vangelo, ancora una volta ci rappresenta tutti. Gli adulteri siamo noi , in quanto abbiamo tradito lo sposo, il Signore Dio, e abbiamo seguito con i nostri peccati gli idoli falsi che hanno il nome dei sette peccati capitali, sintesi di tutto il male che può entrare nel nostro cuore.

Li ricordiamo questi sette percorsi idolatrici di cui parla la tradizione della Chiesa:
1 superbia: che va dalla stupida vanagloria, ad una relazione sbagliata con gli altri allorchè ci si pone un gradino sopra, fino alla presunzione di poter fare a meno di Dio;
2 avarizia: che è fiducia nelle cose terrene, è ingiustizia, è furto, è corruzione;
3 lussuria, che va dai pensieri e desideri sbagliati, alla pornografia, all’uso disordinato del proprio corpo, fino all’abuso violento e all’adulterio;
4 ira: cioè relazioni basate sulla durezza, l’arroganza, fino all’omicidio,
5 gola: che va dall’ingordigia alla droga;
6 invidia: che arriva fino al desiderare e provocare il male e l’insuccesso per i fratelli;
7 accidia: che significa tristezza, disimpegno, avvilimento, disinteresse.

Siamo pertanto noi quegli adulteri che hanno preferito l’idolo, cioè il peccato, nella speranza che desse felicità, tradendo così l’amore di Dio.
Ecco allora l’episodio nel quale dobbiamo entrare, vedendoci in quella donna, alla quale Gesù vuole donare il perdono e che soprattutto vuole recuperare come sposa. Portano, pertanto, da Gesù una donna sorpresa in adulterio.
La legge di Mosè diceva di lapidare gli adulteri. E’ vero che i Romani avevano avocato a sé le sentenze capitali, ma non mancavano teste calde. Portando già le pietre in mano, vanno da Gesù. Pensano di metterlo in difficoltà, perché qualunque sia la presa di posizione di Gesù, sperano di aver motivo di condannarlo. Gli dicono: “Cosa dobbiamo fare? E attendono una risposta.
Quale? Prima ipotesi: Ci dici di praticare la legge e ucciderla? Ma allora dov’è quella mitezza per cui il popolo ti ama ?
Seconda ipotesi: Ci dici di rimandarla libera?
Ma allora tu permetti che il male dilaghi, che un esempio cattivo contagi altre persone e quindi il mondo peggiori!”
L’abilità di Gesù sta nel far capire che lui è veramente misericordioso e nello stesso tempo estremamente serio, nemico acerrimo del peccato. E inoltre Gesù invita quella gente a guardare dentro di sé, a non presumere mai di essere migliori degli altri, a saper vedere quanto ciascuno è traditore dell’amore di Dio.
Ecco. Gesù innanzitutto Gesù invita alla riflessione. E si mette a scrivere per terra. Cosa avrà scritto? Forse niente. Era solo un modo per prendere tempo. Ma possiamo immaginare che quella gente piena di rabbia avrà allungato il collo nel tentativo di leggere; si sarà protesa cercando di capire cosa significavano quei segni. In realtà Gesù vuole semplicemente aiutare tutti a fermarsi, pensare, vedere dentro di sé, rendersi conto che quella donna è il simbolo di noi oggi, ma anche di tutti quegli accusatori, allora. Magari quella gente sollecita Gesù a dare una risposta, ma Gesù continua a fare segni per terra finché non cala il silenzio, finché tutti non sono arrivati a guardarsi dentro. E soltanto a questo punto Gesù dà il suo affondo finale.
Si alza, li fissa, forse punta il dito su ciascuno, e quindi con voce potente grida: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».
La misericordia di Gesù arriva anche a quegli scribi e farisei, invitandoli a capire che anche loro hanno bisogno di perdono, anche loro sono i destinatari dell’amore di Dio. In silenzio, lasciano cadere le pietre e se ne vanno, uno per uno, guardando dentro di sé. E qualcuno forse ringrazia Dio perché ha capito di non essere migliore di quella donna, ringrazia perché non è stato complice in un omicidio e magari supplica il perdono del Signore per i propri peccati.
Ma la vicenda non è finita. Ancora l’episodio deve raggiungere il culmine, oserei dire la parte più bella e significativa. Infatti il Signore ama veramente quella donna, è veramente misericordioso con lei e allora non può accontentarsi di averle salvato la vita. E’ ben poca cosa salvarle soltanto la vita! Questa è la misericordia: un amore immenso di Dio, un amore che arriva fino in fondo, un amore che cerca il vero bene di una persona.
Dice il vangelo: Lasciarono solo Gesù, e la donna era là in mezzo. In mezzo a chi, se se ne erano andati tutti. Era nell’abbraccio della misericordia. E qui si apre un’altra riflessione. Sembra che ci sia un grande assente: il marito tradito. Deve pure dire la sua. In realtà lo sposo tradito c’è. Lo sposo tradito è Gesù. E’ quello sposo tradito che ora abbraccia con la sua misericordia quella donna che rappresenta tutti noi. Quella donna rappresenta la Chiesa nel momento della sua chiamata. Come noi: raccolti da una situazione di povertà e chiamati ad essere figli, chiamati ogni giorno a ritornare nella pienezza dell’amore con lo sposo, Gesù.
Ecco allora il messaggio conclusivo verso quella donna, verso noi: “Non ti condanno, non ti tolgo la vita. Ma non mi basta. Voglio che tu abbia anche una vita ben più grande, voglio che tu diventi figlia di Dio: e allora va’, non peccare più” Ecco il vero significato della misericordia: Dio conosce il nostro vero bene. Il nostro vero bene è non fallire nella nostra vita, è non sprecarla, è non buttarla via. Per questo la misericordia di Dio esige la nostra conversione, esige l’abbandono del peccato: Dio sa che il peccato è la nostra distruzione. Ma l’amore di Dio vuole farci figli, vuole che siamo felici nella nuova condizione di figli di Dio. Ci piace immaginare la donna successivamente al seguito di Gesù a prestare i vari servizi di cui Egli aveva bisogno, una di quelle donne piangenti durante la salita al Calvario. Quella donna è stata conquistata da Cristo. Non se ne è approfittata della misericordia, ma accolto la misericordia del Signore per rinascere.
Dalla misericordia di Dio non scaturisce una superficialità: “tanto Dio lascia correre”. Tutt’altro. Dall’esperienza di misericordia nasce una vita nuova, santa. Misericordia e conversione sono inseparabili. Anche perché per essere misericordioso Gesù è salito sulla croce. A caro prezzo il Signore è stato misericordioso. Ecco perché non possiamo fare a meno di lasciarci conquistare da Cristo e di ritornare a lui, in maniera decisa. Noi Chiesa: chiamati da una situazione di estrema povertà e di peccato, chiamati ad essere sposa e ad essere regina, spesso abbandoniamo quanto ci è stato donato per ritornare nel fango, sperando di trovare chissà cosa. E il Signore chiama ancora, e con forza ci grida: Io sono il tuo amore, io sono il tuo sposo, io solo posso essere la tua gioia.

Carissimi, invoco ogni benedizione: il Signore vi custodisca, vi accompagni, vi doni la pienezza di gioia nel suo amore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2020 alle 17:19 sul giornale del 31 marzo 2020 - 199 letture

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