Mons. Gerardo Rocconi, la Parola del Signore di oggi

8' di lettura 31/03/2020 - Ho scritto ai nostri sacerdoti che in questi giorni possiamo esprimere la nostra fede, soprattutto per quanto riguarda le celebrazioni, in maniera ridotta o in maniera diversa.

In maniera Ridotta: non possiamo cantare, non possiamo sentire l’organo o le chitarre, non possiamo celebrare solennemente, non possiamo incontrare la comunità. Esprimere in maniera ridotta vuol dire sottolineare che ci mancano tante cose. E questo dà tristezza. Celebrare in maniera diversa vuol dire riscoprire aspetti della nostra vita che avevamo dimenticato.

E dipende solo da noi stabilire se vogliamo vivere la fede in maniera ridotta, con tristezza, o in maniera diversa e quindi arricchente. Per secoli la chiesa ha dovuto vivere nelle catacombe. Oggi deve vivere restrizioni in tante parti del mondo. Magari non ci abbiamo mai pensato o ci abbiamo penato poco.

Questi giorni di quaresima di fatto sono stati per noi i giorni delle catacombe. In altre parole sono stati giorni di purificazione, di desiderio di libertà, di desideri di comunità, di desiderio di bellezza anche nella liturgia. Allora non pensiamo a quello che ci manca. Pensiamo alle scoperte che possiamo fare oggi. Riscopriamo una fede che sia più del cuore che dei riti; riscopriamo una fede che esprime una comunione con gli altri ben più profonda della presenza fisica; riscopriamo che possiamo essere uniti a tanti fratelli cristiani sofferenti che non sono solo quelli della nostra piccola cerchia; riscopriamo e desideriamo sacramenti come via della grazia e non semplicemente come rito abitudinario. Se riusciamo a vivere in maniera diversa la nostra fede, poi saremo più ricchi perché avremo potuto riscoprire tante cose dimenticate.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui. Parola del Signore


Meditiamo

Anche il racconto del vangelo di oggi si situa a Gerusalemme durante la festa delle Capanne. Come vi avevo già ricordato nei giorni scorsi, questa festa era diventata un ricordo dell’Esodo, allorché Israele uscì dalla schiavitù di Egitto. E soprattutto attraverso la liturgia dell’acqua e della luce, si ricordava che Dio nel deserto aveva dato acqua da bere e con la colonna luminosa aveva guidato il popolo nel suo difficile cammino. E Gesù in quei giorni della festa aveva ancora fatto conoscere se stesso, si era ancora rivelato. Ricordate: di fronte alla liturgia dell’acqua, Gesù aveva detto che era lui a dissetare veramente con il dono dello Spirito Santo.
E di fronte alla liturgia della luce, si era presentato come la luce che illumina ogni uomo: in altre parole chi lo segue e crede in lui, chi lo accoglie come luce e guida, viene tolto dalle tenebre del peccato e dell’ignoranza e può camminare nella luce e avere il dono della vita.
Di rimando, chi non accoglie Gesù rimane nei propri peccati e non ha la luce della vita. Per cui Gesù lascia intendere che una vita senza di lui, specialmente se c’è il rifiuto esplicito, è una vita non riuscita, una vita che ha sbagliato bersaglio.
E queste parole Gesù le rivolge in modo particolare ai farisei. Dice loro: Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. ” E’ durissima l’espressione di Gesù: Se non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati . Moriranno nel loro peccato, sì, perché il peccato, il peccato più grande, che è il rifiuto di Gesù, porta alla morte.
Anche per noi queste parole sono un forte invito alla fede. E nello stesso tempo queste parole ci dicono cosa è la fede: è seguire Gesù, è accogliere Gesù e obbedire a lui, è aprirgli il cuore e trovare in lui pace, salvezza, gioia.

Sempre nel vangelo troviamo questo invito a prendere posizione di fronte a Gesù, ma in questi giorni di quaresima l’invito diventa più pressante. Di fronte all’incredulità dei farisei Gesù non si ferma. Sa bene l’importanza dell’annuncio che porta. E’ un annuncio di vita. Abbiamo ascoltato queste parole: “Se non credete che Io Sono,
morirete nei vostri peccati”. Che vuol dire: Se non credete che Io Sono…? Se poteste vedere il testo, notereste che l’espressione Io Sono è scritta con la lettera maiuscola. In altre parole Gesù sta dicendo che quell’Io Sono, è il suo nome. Gesù si dà il nome Io Sono. Coloro lo ascoltano non capiscono, per cui non danno particolare significato a quell’espressione e continuano il discorso prendendo solo il significato immediato, per cui gli chiedono: “E allora chi sei?”.
E Gesù risponde alla loro domanda, ma senza venir meno all’insegnamento e alla rivelazione di sé che aveva iniziato a dare. E pertanto Gesù spiega così la sua identità: Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono.
Il momento dell’innalzamento è il momento della rivelazione in cui si comprenderà che Gesù è Io sono . Discorso a prima vista difficile e che richiede un attimo di concentrazione.
Innalzare Gesù: è la crocifissione, è la condanna. Ma in quel momento, dice Gesù, potrete conoscere che il suo nome è Io Sono, cioè si potrà conoscere la sua vera identità.
E allora qual è questa identità a cui Gesù fa riferimento?
- Anzitutto si potrà conoscere chi è veramente Gesù: egli è colui che, mentre i nemici lo innalzano sulla croce, anche il Padre lo innalza e lo glorifica per cui la croce non è solo luogo di supplizio ma è soprattutto trono glorioso da cui Gesù conquista un regno e salva gli uomini;
- In secondo luogo si potrà conoscere che Gesù si chiama Io Sono : Io sono è il nome che Dio si è dato sul Monte Sinai parlando con Mosé: in questa maniera Gesù rivela la sua origine divina.
- In terzo luogo si potrà conoscere che colui che si chiama Io Sono, cioè Dio, ha portato avanti la storia amando il mondo fino a consegnare il proprio Figlio. Quando sarò innalzato, dice Gesù, quando sarò elevato sulla croce si comprenderanno tutte queste cose. Sì, nella croce Gesù si rivela, rivela l’amore del Padre e rivela il suo amore e la sua obbedienza, rivela la via
necessaria per arrivare alla vita.
E’ qui il paradosso cristiano: dalla morte nasce la vita, ma da una morte per amore. Ecco perchè perdere la vita per amore, cioè per il Signore è in realtà ritrovarla e custodirla per sempre.

Carissimi, impariamo a guardare, a fissare il Crocifisso. Si potrà capire l’amore di Gesù e l’amore del Padre. Guardando Colui che hanno trafitto si cresce nella fede.
E soprattutto non abbiamo paura di una grande verità: la salvezza passa attraverso la croce. Certo che la vittoria di Gesù è la resurrezione e la vita che ci dona, ma il passaggio della croce è un passaggio necessario, dove tutto l’amore di Dio ci viene manifestato: quell’amore di Dio che vuole vincere Satana, il peccato, la morte, per donarci così la vita dei figli. Quello che ho appena detto ha tante conseguenze: né sottolineo solo una. Sta qui, nel fatto che Gesù regna dalla croce, il motivo per cui nessuna vita è inutile, nessuna vita è sprecata, nessuna vita è meglio non viverla. Tutto, se vissuto con amore, è prezioso nella vita dell’uomo, pure la fatica, pure la malattia, pure un momento difficile come questo: dalla croce Gesù ha dato valore ad ogni croce e ne ha fatto la via verso la resurrezione e la gioia.


Il Signore vi benedica e vi custodisca nel suo amore






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2020 alle 12:02 sul giornale del 01 aprile 2020 - 226 letture

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