Civitanova: Furti e atti vandalici a non finire: Cognigni sorprende due magrebini che bivaccano all'interno di uno chalet

4' di lettura 02/04/2020 - Una situazione da vero allarme rosso quella degli chalet che in questi giorni di quarantena continuano ad essere devastati da ladri, vandali e senza tetto. Pure l’assessore alla sicurezza Giuseppe Cognigni ha potuto toccarla con mano trovandosi davanti due magrebini che avevano trovato riparo all’interno di uno stabilimento balneare all’interno del quale Cognigni si era presentato per un sopralluogo su segnalazione dei titolari.

«Mercoledì assieme a due proprietari di chalet, ci siamo recati all’interno delle loro proprietà – racconta Cognigni – scene da incubo: devastazione, feci e urina, cibo rovesciato su pavimenti e mura, cucchiai da preparazione droga e siringhe. Inoltre, in uno chalet, abbiamo sorpreso due magrebini che stavano dormendo. Sono stati allontanati dalle forze dell’ordine giunte sul posto, andando via con scherno e fare prepotente, sicuri che la legge non li tocchi. La scorsa settimana ho ricevuta una vera e propria richiesta d’aiuto da parte di molti commercianti del centro. Con l’emergenza Covid-19, purtroppo, la città si svuota la notte ed è preda di chi approfitta, da sciacallo, per depredare negozi indisturbato. Anche i proprietari degli chalet mi hanno contattato per lo stesso motivo, forse anche peggiore. Lamentano effrazioni, atti di vandalismo, dalle porte spaccate ai teloni di protezione fatti a fette, furti ma anche, questa la differenza, l’allocarsi abusivo di senza fissa dimora, soprattutto extracomunitari, che si stabiliscono all’interno come se fosse casa loro».

Una piaga che ha due radici. Da un lato i malviventi, nella città deserta, hanno gioco facile per potersi intrufolare all’interno dei locali e trafugare ciò che possono. Dall’altro, però, c’è il problema di chi non ha una fissa dimora e che deve arrangiarsi in qualche modo per passare la notte. I risultati, alla fine, sono analoghi: un mix esplosivo per il quale, però, l’amministrazione comunale ha armi spuntate. «Il sindaco ha prontamente avvertito i Carabinieri, io stesso il Commissario, entrambe le forze hanno assicurato pattugliamenti e presidi, la Polizia Locale due interventi notturni con turno da mezzanotte alle 6 del mattino – spiega Cognigni – ma è evidente, fermo restando l’impegno cui tributo ogni stima da parte delle forze dell’ordine, che è una lotta impari con unità insufficienti rispetto a chi si muove, criminale, nell’ombra. Non si può, per legge, irrompere nei locali senza mandato, io sono entrato grazie ai proprietari a cui mi sono affiancato. Se vogliamo anche a rischio perché chi poteva immaginare di trovarci dentro due abusivi? I nostri concittadini e concittadine titolari di attività stanno contattando, giustamente, servizi privati di vigilanza, con costi aggiuntivi alla già precaria situazione economica e produttiva. Come assessore, impegnato in prima linea, posso arrivare fino ad un certo punto e ringrazio i miei e le mie concittadini e concittadine in continuo contatto, sempre pronti e pronte a segnalare, mi muovo e si muovono giunta e forze dell’ordine ma è evidente l’imparità della lotta. Molti di questi “esponenti della civiltà futura” hanno sul capo decreti di espulsione pendenti, eppure sono ancora qui e tantomeno finiscono in galera perché sembra sia arduo far valere questi due punti».

A chiudere l’assessore lancia un appello al Governo, che «non ci aiuta né è attento a certune problematiche, pensando quanto è orientato, più che a svuotare l’Italia dalla clandestinità, a decreti svuota-carceri – tuona l’assessore comunale – perbenismo, buonismo, falsa solidarietà hanno portato una città come Civitanova Marche ad avere paura. Senza personaggi di questo rango, Civitanova sarebbe una città con il minimo fisiologico di criminalità e non nelle condizioni in cui versa. E per fortuna noi ci siamo adoperati fino a perdere il fiato per migliorare le condizioni di sicurezza ma è evidente, ancora, la strada da fare».

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Questo è un articolo pubblicato il 02-04-2020 alle 12:17 sul giornale del 03 aprile 2020 - 256 letture

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