Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di sabato 4 aprile

8' di lettura 04/04/2020 - Sicuramente tutti quanti avevamo sperato che con il 4 aprile si potesse ritornare ad una certa forma di normalità. E invece tutte le restrizioni il sono state prorogati fin dopo Pasqua. Ci è difficile accettare di non poter andare a celebrare l’Eucaristia, cioè il sacramento della morte e resurrezione del Signore, proprio il giorno di Pasqua.

Sarà una Pasqua diversa, ma non perdiamone il significato. Ci dice il libro degli Atti degli apostoli che in attesa del dono dello Spirito santo gli Apostoli erano in preghiera nel canacolo,riuniti insieme con Maria. Mi piace oggi, che è sabato, fare ancora questo riferimento a Maria. Stiamo con lei. Preghiamo con lei.
Non vi sembri strano quanto dico. Quando San Giovanni Paolo II scrisse la lettera apostolica sul rosario, disse che il Rosario più che una preghiera a Maria, è una preghiera con Maria, è un contemplare i misteri della salvezza con gli occhi di Maria e sentirli con il cuore di Maria. Maria sia nella nostra casa, così come è accaduto a Cana: preghi con noi e per noi e ci permetta di vedere tutto con i suoi occhi e di sentire tutto con il suo cuore.

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».Parola del Signore

Meditiamo
Il vangelo odierno ci presenta i discorsi e le preoccupazioni dei sacerdoti del tempio e dei farisei dopo la rianimazione di Lazzaro. Di fronte ai miracoli di Gesù erano state date tante spiegazioni. Addirittura c’era chi diceva che Gesù era uno stregone e pertanto faceva i prodigi per l’intervento di Beelzebul. Ma la resurrezione di Lazzaro è un’altra cosa. E’ un miracolo oltre ogni misura: è difficile attribuirlo a Satana. E non era nemmeno possibile dire che forse Lazzaro non era morto: era stato nella tomba per ben quattro giorni. Insomma quel segno fa pensare. E’ chiaro che tanta gente ormai dà fiducia a Gesù. E questo farisei, scribi e sacerdoti del tempio non possono accettarlo. Nella durezza del loro cuore non riescono a riconoscere in Gesù l’opera di Dio. Riprenderemo questa riflessione alla fine.

Infatti accanto a questo discorso di fondo, cioè la scelta decisamente diabolica dei capi, c’è un’altra preoccupazione. E’ tanta la gente che segue Gesù per cui sorge la paura che si crei qualche disordine e quindi ci sia l’intervento repressivo di Pilato. Che fare? Insomma alla fine i capi non vedono di meglio che eliminare Gesù ed eliminare anche Lazzaro che è un testimone scomodo. Il vangelo di oggi ci riporta appunto questi discorsi che si vengono facendo nei palazzi del potere. Leggiamo così: I capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Il problema è ritenuto grave e finalmente Caifa, sommo sacerdote, propone la soluzione di un despota invasato. Dice infatti: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!».

Evidentemente è un discorso ipocrita. Caifa maschera con motivazioni che fanno pensare ad un grande senso di responsabilità la sua paura di perdere tutti quei privilegi che ha e la sua mancanza di fede. Ma in ogni caso, commenta l’evangelista Giovanni, Dio gli aveva messo sulla bocca delle parole che contenevano una verità: Non capite quanto sia conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!

Caifa dice una grande verità. Gesù doveva morire per tutti, la morte di Gesù sarebbe stata causa di vita per tutti. Infatti è proprio per quel sangue che siamo riconciliati e otteniamo la salvezza. E’ per quell’amore fino al dono di se stesso, che Gesù ci rende figli di Dio, preziosi ed amati. Sembra di vedere una rivincita di Dio. Alla fine gli stessi nemici di Gesù, pur nella loro cattiveria, pur nel loro peccato, contribuiscono alla realizzazione del disegno di salvezza che Dio sta portando avanti.

Non possiamo fare a meno, però, di pensare che quando il cuore è indurito, alla fine si arriva ai comportamenti più assurdi. E qui si apre un discorso grande, proprio sulla fede. Scribi, farisei, capi, come del resto la gente, avevano sempre chiesto un segno. Volevano delle prove per credere. Ora che Gesù si è manifestato come la vita e la resurrezione dando un segno grande, loro cercano di nascondere quel segno, cercano di distruggere.

Questo ci fa capire che non sono i segni a portare alla fede. Semmai è il rovescio: chi ha fede riesce a cogliere i segni. E là dove c’è un cuore diabolico, impietrito nel male, Dio può dare tutti i segni che vuole, ma si resterà sempre nemici suoi, sempre dall’altra parte. Se non c’è il cuore disponibile, il cuore che cerca sinceramente, il cuore che invoca e desidera, si resterà sempre inchiodati alla incredulità, anzi addirittura nemici di Dio, come marionette nelle grinfie di Satana. E l’atteggiamento dei capi: Satana ha preso possesso del loro cuore e non c’è nulla che fa loro cambiare opinione.

Del resto è la stessa cosa che accadrà a Giuda. Lo stesso evangelista Giovanni commenta che nel cuore di Giuda c’era la notte: egli ormai era in balia di Satana, aveva permesso al diavolo di entrare in lui, aveva consegnato il cuore a Satana; e, pertanto nemmeno le parole del Signore, che sempre rispetta la libertà dell’uomo, riescono a scuoterlo. Questa è la realtà del male presente e operante in mezzo agli uomini. Come è necessaria la preghiera per poter rimanere uniti a Gesù. Come è necessario l’ascolto obbediente della Parola di Dio per poter mantenere un cuore docile e trovarsi dalla parte giusta, dalla parte di Colui che salva.

Sì, perché resta comunque vero che il male, per quanto ci prova, alla fine non prevarrà. Satana è uno sconfitto. E riesce a vincere soltanto su chi glielo permette. E pertanto il Signore i suoi disegni di amore, di misericordia, di salvezza li realizzerà non ostante gli ostacoli che gli uomini mettono. Certo, Dio salva! E allora come andrà a finire la storia? Dio salva! Il Regno di Dio che è già in mezzo a noi e alla fine si manifesterà in tutto il suo splendore. L’ultima parola sarà di Dio; e la vita e la resurrezione sono fin da ora il dono del Signore per coloro che lo accolgono. Con la preghiera, i sacramenti, la docilità alla Parola, diciamo al Signore che non ci accada mai di trovarci dalla parte sbagliata, dalla parte di chi lo rifiuta. Chiediamo che il Signore ci conceda di essere strumenti docili nelle sue mani affinché i fratelli riescano a vedere e capire quanto il Signore compie.

Domani, domenica delle Palme, non potremo andare in processione gridando: Osanna. Ma il nostro cuore nel silenzio della nostra stanza, o, perché no, la nostra voce dalle finestre gridino: Osanna, Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. Chiediamo il dono di saper sempre riconoscere il Signore, di non vacillare nella fede e di saper seguire il Signore fino alla croce.

Il Signore ci custodisca e ci benedica.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-04-2020 alle 16:45 sul giornale del 04 aprile 2020 - 90 letture

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