Coronavirus, così l'ospedale Carlo Urbani ha gestito l'emergenza

18' di lettura 05/04/2020 - Il direttore di Area Vasta 2 Guidi, il direttore del nosocomio dott.ssa Bacelli e i dirigenti delle unità operative hanno organizzato la trasformazione della struttura, una delle prime a gestire l'ondata di pazienti affetti da Covid 19 (LEGGI QUI)Ora ci spiegano come si è nel concreto organizzato ogni reparto, sia per accogliere i viruspositivi sia per garantire le funzioni essenziali ospedaliere.

Già dalla fine del mese di febbraio, è iniziato presso il PS di Jesi l’accesso di pazienti con sintomatologia respiratoria per i quali veniva poi diagnosticata la patologia SARS-Covid19. Secondo le indicazioni aziendali, questi pazienti sono stati via via centralizzati presso le strutture dedicate al trattamento della suddetta malattia (Reparti di Malattie Infettive di Ancona e Fermo).

A fronte dell’aumento del numero degli accessi e della progressiva saturazione dei posti letto dedicati in ambito regionale, in data 4 marzo u.s., si registrava il primo ricovero di paziente Covid+ presso lo Stabilimento di Jesi: per uno dei pazienti ricoverati in osservazione temporanea presso il PS, infatti, visto l’aggravarsi della patologia respiratoria, si rendeva necessario procedere ad intubazione e, dopo aver verificato l’indisponibilità di posti letto di Terapia Intensiva dedicati al trattamento di pazienti Covid in ambito regionale, si disponeva il ricovero presso la Terapia Intensiva di Jesi, in box isolato.

Preso atto dell’andamento epidemiologico e della insufficiente capacità di continuare a trattare i pazienti solo in ambito di PS/Medicina d’Urgenza, in data 7 marzo si procedeva all’attivazione di un reparto Covid dedicato (Covid1 con 24 pl). Per le stesse motivazioni, il 10 marzo si procedeva ad una ulteriore riorganizzazione per dedicare un secondo reparto all’accoglienza dei pazienti con patologia Covid (Covid 2 con 12 posti letto) e, parallelamente, i posti letto di Terapia Intensiva venivano progressivamente utilizzati per il trattamento dei pazienti Covid+.

Nei giorni 11 e 12 marzo, a seguito della saturazione ricettiva dei presidi ospedalieri dell’AO Marche Nord, la Direzione ASUR disponeva la centralizzazione verso Jesi dei trasporti della CO118 di AV1 determinando un notevole aumento di pazienti con necessità di ricovero in area Covid. A fronte di ciò, in data 14 marzo si procedeva ad ulteriore riconversione di un altro reparto di degenza per creare il reparto Covid 3 (26 posti letto).

A seguito del perdurare dell’emergenza nel territorio pesarese, dal 17 al 21 marzo sono state date nuove disposizioni alla CO118 di AV1 di centralizzare i trasporti dei pazienti con sintomatologia respiratoria verso il PS di Jesi. Per far fronte a tale nuovo massiccio afflusso, che si aggiungeva contemporaneamente a sempre più numerose ammissioni del CO118 di AV2, si procedeva quindi a nuova riorganizzazione interna con conseguente attivazione, in data 18 marzo, della Terapia Intensiva 2 (7 posti letto) e del reparto Covid4 (22 posti letto), in data 20 marzo del reparto Covid 5 (14 posti letto) e in data 21 marzo del Pronto Soccorso 2 per la gestione dei pazienti non sospetti Covid.

A seguito delle riorganizzazioni sopradescritte, dettate dall’emergenza di rispondere al massiccio afflusso di pazienti con patologia Covid provenienti da AV1 e AV2, in assenza di alternativa ricettività da parte di altre strutture ospedaliere regionali, attualmente presso lo stabilimento ospedaliero di Jesi sono attivi i seguenti posti letto Covid: - 82 posti letto di degenza ordinaria - 18 posti letto semintensivi - 15 posti letto di terapia intensiva

La riorganizzazione sopradescritta è stata realizzata in tempi brevissimi, con il coordinamento dell’Unità di Crisi presieduta dalla Direzione Medica Ospedaliera dell’Ospedale C. Urbani, e grazie alla fondamentale condivisione delle scelte da parte di tutti i Direttori/Responsabili delle UU.OO. ospedaliere, laddove, inoltre, ciascuno reparto ha garantito un indispensabile apporto nell’affrontare questa enorme ed imprevista problematica. Ciò ha reso il “Carlo Urbani” di Jesi la prima struttura ASUR in grado di accogliere il maggior numero di degenti Covid positivi, raggiungendo quindi l’obiettivo richiesto dai vertici aziendali in tempi rapidissimi e permettendo quindi di dare efficace risposta all’emergenza.

La DGRM 320 del 12 marzo 2020 ha inoltre ufficialmente individuato l’Ospedale Carlo Urbani quale struttura tenuta a garantire le necessarie attività assistenziali rivolte ai pazienti Covid positivi, ma nonostante la riorganizzazione a ciò finalizzata, sono state comunque mantenute le attività di tutte le UU.OO. Ospedaliere, come ad esempio quelle di presa in carico dei pazienti con patologie croniche nonché quelle dell’area materno-infantile. Sono quindi di seguito descritte le rimodulazioni delle attività ordinarie realizzate in ciascun reparto ospedaliero e il contributo fornito da ognuno di essi in funzione del piano di emergenza attuato per il trattamento dei Pazienti affetti da COVID-19.

L’U.O.C. di Medicina Interna diretta dal Dr. Marco Candela è stata la prima struttura ospedaliera coinvolta nella lotta alla pandemia da Coronavirus dedicando totalmente, dall’ultima settimana di Febbraio, una figura medica con competenze infettivologiche sia al coordinamento del MicroTeam Area Vasta 2 dedicato alla esecuzione di tamponi rinofaringei domiciliari sia al ruolo di collegamento con le strutture regionali (GORES, ASUR Marche) nei percorsi di centralizzazione dei pazienti Covid positivi. Forte inoltre della flessibilità assistenziale e del buon senso clinico insiti nella disciplina, la UOC Medicina Interna ha svolto nei giorni seguenti e tuttora svolge un ruolo di primaria importanza, in continua collaborazione con la Direzione Medica Ospedaliera, nella formulazione e nella condivisione di percorsi decisionali volti alla definizione di soluzioni operative in merito, talora anticipando quanto emanato a livello centrale. In ambito strettamente assistenziale, in due settimane la UOC Medicina Interna ha progressivamente coordinato e supportato l’apertura di 4 aree Covid dedicate per un totale di 76 posti letto, dedicando tuttora 6 dei 7 medici disponibili in organico al loro funzionamento e continuando anche a garantire 20 posti letto, in regime di degenza ordinaria e post-acuzie, per pazienti internistici non affetti da Covid 19.

L’U.O.C. del Pronto Soccorso/OBI/MURG diretta dal Dr. Mario Caroli, incaricato dal Presidente della Regione a svolgere il ruolo di Referente Sanitario Regionale e Coordinatore del GORES, in risposta all'emergenza COVID 19 ha provveduto alla definizione di due percorsi differenziati per la gestione dei Pazienti afferenti all’Ospedale C. Urbani dedicando Personale Medico, Infermieristico ed OSS in modo esclusivo a queste attività. Gli abituali ambienti del Pronto Soccorso sono stati dedicati all’assistenza di tutti i pazienti con sospetta infezione COVID 19 mentre in una struttura campale eretta nell’immediata adiacenza dell’Ospedale e fornita delle migliori tecnologie disponibili, viene garantita l’assistenza di Pazienti non COVID 19 affetti da patologie tempo-dipendenti e il mantenimento dell’attività con funzione di Osservazione Breve Intensiva. Il personale del Pronto Soccorso oltre a garantire l’abituale attività di guardia notturna interdivisionale garantisce la copertura di circa una guardia notturna settimanale nelle aree Ospedaliere COVID 19.

L’U.O.C. di Terapia Intensiva diretta dal Dr. Tonino Bernacconi ha effettuato il primo ricovero di un Paziente affetto da Covid 19 in data 4 marzo garantendo da allora la massima assistenza ai propri Pazienti in termini di terapia sistemica e ventilatoria, come da protocolli e linee guida nazionali. In data 18 marzo la capacità di ricovero della U.O.C è stata implementata da 8 a 15 posti letto usufruendo dei locali dell’U.T.I.C., a sua volta trasferita in altra sezione ospedaliera, e nei giorni successivi è stata avviata la collaborazione con i Colleghi delle U.O. di Medicina Interna e Pneumologia per la cura dei Degenti ricoverati nei 18 posti letto di Terapia Semintensiva. L’assistenza del maggior numero di pazienti che necessitano di cure intensive è stata resa possibile oltre che dall’attività dei Medici, Infermieri ed OSS dell’Unità Operativa di Terapia Intensiva anche dalla disponibilità alla ricollocazione offerta da parte di molti Infermieri ed OSS appartenenti ad altre Unità Operative. In questa drammatica situazione di emergenza nazionale il Personale Medico ha sempre continuato a garantire per tutti i pazienti ospedalizzati il più opportuno trattamento, intensivo, semintensivo o palliativo, in base alle loro condizioni cliniche, ha sempre garantito, tramite mezzo telefonico, informazioni quotidiane veritiere, inequivocabili ed argomentate ai familiari dei Degenti e, nonostante le difficoltà, ha infine portato avanti il progetto di umanizzazione delle cure consentendo contatti telefonici diretti tra i Pazienti risvegliati in Terapia intensiva e i loro familiari.

L’U.O. di Broncopneumologia diretta dal Dr. Paolo Spinaci ha dedicato i suoi 24 posti letto all’assistenza di pazienti positivi al Coronavirus con 4 Medici in degenza ordinaria, mentre altre 2 figure professionali fanno parte del pool dedicato all’assistenza nell’area Covid Semintensiva per la gestione di pazienti in ventilazione meccanica non invasiva. Continua inoltre ad essere attivo l'ambulatorio di Pneumologia per visite urgenti e per l'attività in post ricovero dei Pazienti con broncopneumopatie.

L’U.O.C di Cardiologia UTIC diretta dal dottor Giorgio Di Noto, avendo ceduto i suoi locali per l’implementazione dei posti letto di Terapia Intensiva, è stata momentaneamente integrata all’U.O. Neurologia e per quanto riguarda la sezione UTIC l’integrazione è avvenuta con l’Unità Stroke con una dotazione complessiva di 8 posti letto dotati di monitoraggio multiparametrico continuo. Vengono inoltre garantite le prestazioni ambulatoriali urgenti (cod. U) e Brevi (cod. B) nonché le visite di controllo dei Pazienti presi in carico dopo ricovero nell’Unità Operativa di Cardiologia. Il Personale Medico, oltre a garantire la usuale presenza in turnazione H24, collabora con 5 dei suoi 9 medici alla copertura dei turni nei reparti COVID.

L’U.O.C. di Neurologia diretta dal Dr. Claudio Alesi ha parzialmente ridotto i propri posti letto, soprattutto di degenza ordinaria, ed ha visto ricollocare parte del proprio personale Infermieristico nei reparti Covid. Continua comunque a garantire l'attività per la patologia neurologica urgente, quella della Stroke Unit per la patologia tempo-dipendente, l'attività di consulenza nonché quella ambulatoriale assistenziale e iniettiva per i trattamenti immunomodulanti di pazienti de novo o già in carico. Il Personale Medico, oltre a garantire la presenza in reparto, collabora alla copertura dei turni nei reparti COVID.

L’U.O. di Nefrologia, diretta dal Dr. Stefano Santarelli, per ridurre il rischio di contagio dei propri Pazienti non affetti da Covid 19 ha ridotto ricoveri e visite ambulatoriali alle situazioni di urgenza. Per i Pazienti in dialisi cronica affetti da Covid 19 o sospetti tali ha provveduto all’allestimento di 5 postazioni di dialisi extracorporea nelle aree di ricovero per Pazienti Covid 19, anche in stanza singola. Altre 4 postazioni di dialisi sono ubicate presso l’Ospedale di Chiaravalle e sono dedicate a Pazienti in dialisi cronica Covid 19 positivi in post-acuzie. Il controllo di esami e del trattamento di Pazienti in dialisi peritoneale e trapiantati vengono praticate da remoto mediante telefono e piattaforma informatica dedicata. Il Personale Medico dell’U.O.C. di Nefrologia è anch’esso impegnato, come quello delle altre branche specialistiche, nella turnazione dei reparti Covid.

L’U.O.C. di Radiodiagnostica diretta dal Dr. Francesco Bartelli ha sin dall’inizio della pandemia allestito percorsi dedicati ai Pazienti con patologia respiratoria, anche direttamente inviati dai MMG o dal PLS. La stessa U.O.C ha momentaneamente ridimensionato l’attività ordinaria limitando le prestazioni alle priorità urgenti e brevi come da indicazioni Regionali, mentre ha solo parzialmente limitato l’attività di risonanza magnetica dal momento che queste apparecchiature sono ubicate in un’ala dell’Ospedale compresa nel percorso “NON COVID-19”. Mentre gli strumenti diagnostici siti al III livello sono stati dedicati alle attività per Pazienti interni e Oncologici provvedendo a igienizzazione delle apparecchiature dopo ogni utilizzo per impedire il rischio di contagio, tutte le attività diagnostiche di supporto ai Pazienti COVID-19 (sia esterni che interni) sono state concentrate nella diagnostica di Tomografia Computerizzata e convenzionale adiacenti al Pronto Soccorso con Personale fornito di adeguati DPI e addestrato per l’esecuzione di esami in pazienti ad alto rischio biologico.

L’U.O. Ostetricia e Ginecologia diretta dal Dr. Gianluca Grechi nell’ambito dell’attuale emergenza da Covid 19 ha continuato l’attività di assistenza alle donne in gravidanza nel pieno rispetto della tutela della loro salute e dei neonati. Tutto l’iter assistenziale sino all’evento travaglio/parto viene condotto in ambienti assolutamente protetti ed in area no-Covid. Sono garantite le prestazioni ambulatoriali prioritarie e non rimandabili come le ecografie ostetriche, l’ambulatorio della GAR (gravidanza a rischio), le colposcopie di II livello. Tali prestazioni vengono eseguite in appositi ambulatori situati al IV piano con accesso cadenzato delle pazienti in modo tale da evitare l’incontro di più persone in sala d’attesa. Vengono assicurati tutti gli interventi ginecologici urgenti non differibili (oncologici e di priorità classe A). Il servizio di pronto soccorso ostetrico che prevede un accesso diretto delle pazienti al IV piano ha continuato ad erogare regolarmente prestazioni all’utenza con rigidi controlli (pre-triage) all’ingresso. In caso di paziente Covid positiva che arrivi in ospedale in avanzato travaglio di parto e pertanto non trasferibile in sicurezza è stato creato un apposito percorso che prevede una sala travaglio parto dedicata isolata dal resto del blocco travaglio-parto abituale.

L'U.O.C. di Pediatria e Neonatologia diretta dalla Dr.ssa Antonella Bonucci ha mantenuto tutte le attività assistenziali rivolte al paziente pediatrico in regime di urgenza, procrastinando le attività non urgenti. I bambini che necessitano di ricovero, su richiesta del medico curante o attraverso il PS, ha garanzia di un percorso protetto e di disponibilità di posto letto nel Reparto di Pediatria, dotato di tutte camere singole, con Personale Medico e Infermieristico completamente dedicato e presente in servizio h24. E' stato codificato un percorso di presa in carico del Paziente pediatrico con sospetta infezione da Covid-19, che viene assistito in stanze dedicate e isolate dal resto del reparto. Completamente mantenuti, sia in termini logistici che di personale, sia i controlli in post-ospedalizzazione sia l'attività assistenziale al neonato, in particolare il Rooming-in per i neonati sani e il ricovero c/o la Sezione di Patologia Neonatale per i neonati che richiedono monitoraggio polifunzionale e cure intermedie.

L'U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione diretta dal Dr. Alessandro Brizzi ha risposto all'emergenza sanitaria Covid-19 riorganizzando sia le attività ospedaliere sia quelle ambulatoriali.
In ambito Ospedaliero, oltre ridurre il numero di letti di neuroriabilitazione intensiva, viene garantito il trattamento di pazienti non Covid ricoverati presso altre U.O. Inoltre è stato istituito un percorso riabilitativo di mobilizzazione, a supporto degli Operatori Sanitari, per i pazienti ricoverati nei reparti Covid e per il trattamento riabilitativo dei pazienti positivi operati per frattura di femore. Per quanto riguarda gli ambulatori, sia le attività mediche che quelle dei fisioterapisti, rivolte ai pazienti non Covid, sono state concentrate su tutti quei pazienti che presentano necessità riabilitative.

L’U.O.C di Ortopedia e Traumatologia diretta dal Dr. Rocco Politano di fronte alla riorganizzazione dell'attività clinica generale sta collaborando attivamente mettendo a disposizione sia i propri locali per l’istituzione della 1° area Covid, sia figure mediche nelle equipe per la gestione clinica e la cura dei pazienti con problematiche legate al Covid-19. Alla suddetta U.O. sono stati inoltre affidati la cura e il trattamento chirurgico dei Pazienti traumatizzati risultati positivi al Covid-19. Attraverso la riorganizzazione dei percorsi e degli spazi è stato inoltre possibile non interrompere le attività ambulatoriali per l'assistenza dei pazienti già in trattamento e quelle di pronto soccorso ortopedico e traumatologico urgenti, rivolte ai pazienti non Covid.

La Clinica di Reumatologia diretta dal Prof. Walter Grassi a seguito dell’emergenza Covid 19 ha subito un ridimensionamento della propria attività assistenziale, ma vengono comunque garantite sia la gestione delle urgenze ed emergenze sia la continuità di monitoraggio e assistenza dei pazienti con gravi malattie sistemiche, oltre che i trattamenti con farmaci immunosoppressori. Due Medici della Clinica prestano attualmente servizio nelle sezioni Covid gestendo inoltre i protocolli terapeutici con i farmaci biologici attualmente indicati in corso di infezione Covid.

Le UU.OO di Chirurgia Generale e Urologia rispettivamente dirette dal Dr. Roberto Campagnacci e dal Dr. Vincenzo Ferrara garantiscono tutti gli interventi chirurgici in regime di emergenza urgenza e quelli per patologia oncologica, mentre hanno dovuto differire, come da indicazioni regionali, tutte le altre tipologie di intervento. I percorsi multidisciplinari (Oncologia, Chirurgia, Urologia, Radioterapia) sono stati mantenuti, così come continuano ad essere erogate le prestazioni ambulatoriali urgenti (cod. U) e Brevi (cod. B) e le visite di controllo dei pazienti presi in carico dopo ricovero. Parte del Personale Medico ed Infermieristico delle suddette UU.OO. presta servizio anche nelle aree Covid per garantirne continuità assistenziale.

L’U.O.C di Farmacia oltre ad essersi immediatamente attivata per reperire i farmaci necessari per il trattamento del Covid 19, i gel idroalcolici per l’igiene delle mani e i disinfettanti per la sanificazione di strumentari e ambienti di lavoro, ha collaborato con le Unità Cliniche per definire la terapia appropriata, connubio che ha permesso di raggiungere l'obiettivo di poter trattare tutti i pazienti sia nelle aree covid che in terapia intensiva/sub intensiva; ha garantito i protocolli terapeutici sia per pazienti interni all'ospedale che per pazienti sul territorio ed ha proseguito l'attività di preparazione di chemioterapici. Per altri Pazienti esterni, sempre in collaborazione con la CRI, si è rimodulata l’organizzazione al fine di limitare l'accesso di esterni nella Farmacia dell'Ospedale, tramite ricetta elettronica e/o informatizzata e relativa consegna a domicilio.

L’U.O. di Patologia Clinica diretta dalla Dott.ssa Francesca Brecciaroli ha implementato di una unità sia il Personale Medico che quello tecnico di laboratori al fine di potenziare la presenza nei giorni festivi; ha inoltre aumentato la propria dotazione di strumenti diagnostici per ridurre i tempi di refertazione degli esami eseguiti in Pazienti Covid positivi nonché è in corso di allestimento la processazione di tamponi rinofaringei per la diagnosi di infezione Covid.

L’U.O. di Medicina Trasfusionale diretta dalla Dott.ssa Daniela Spadini ha provveduto all'applicazione di nuovi protocolli per la selezione del donatore, in linea con le direttive del CNS. L’U.O. ha allestito un "pre triage" in sala d'attesa con il controllo della temperatura corporea prima di ammettere i donatori alla sala prelievi nonché procedure di distanziamento dei donatori, utilizzo dei DPI per le procedure ravvicinate e sanificazione delle superfici (piani di lavoro, poltrone da prelievo, macchine per aferesi) al termine dell'attività. Le attività inerenti alla donazione sia interne che esterna all’Ospedale procedono quindi regolarmente.

Il Dipartimento di Salute Mentale si occupa, oltre al supporto psicologico telefonico, ambulatoriale, domiciliare dei propri assistiti, della rete ospedaliera interna con interlocuzione con i servizi medici mediante diversi dispositivi: 1) Apertura di sportelli d’ascolto per gli operatori sanitari in generale e dei reparti COVID e pronto soccorso alla luce delle problematiche psicologiche possibili in un così profondo cambiamento operativo e funzionale. 2) Il martedì pomeriggio ed il giovedì pomeriggio si effettuano videoconferenze per mantenere una rete fra professionisti di “prima linea” funzionale all’apprendimento dall’esperienza 3) in corso di attivazione un servizio psicologico cerniera tra medici pazienti e famiglie per facilitare la comunicazione e ripristinare un dialogo per i pazienti in isolamento

L’U.O. di Oncologia diretta dal Dr. Mobin Safi continua a garantire la regolare attività di Day Hospital per i propri Pazienti e tutto il personale è dotato degli opportuni presidi di protezione individuale. Sono altresì garantite le prime visite anche tramite consultazione della documentazione in remoto. Il follow up dei pazienti viene mantenuto nei pazienti con ripresa di malattia, infine viene garantita l’assistenza dei Pazienti domiciliari in terapia palliativa e/o in fase terminale tramite il personale dell'IOM, dell'U.O Hospice e delle cure domiciliari.

L’U.O.C. di Dermatologia diretta dal Dr. Giuseppe Lemme in tale periodo oltre ad aver contribuito alla continuità assistenziale nelle aree Covid, assicura le seguenti attività: chirurgica dermatologica per interventi non prorogabili (priorità A), prestazioni ambulatoriali Urgenti e Brevi, follow up per Pazienti con tumori cutanei, fototerapia per Pazienti affetti da linfomi cutanei, assistenza per terapie immunomodulatrici non procrastinabili, le consulenze interne ad altre U.O.

L’U.O. di Odontostomatologia, garantisce prime visite con priorità Urgenti e Brevi, pronto soccorso odontoiatrico, servizio di consulenza interna per altre U.O., screening e follow-up lesioni orali a rischio oncologico, trattamento odontoiatrico dei Pazienti oncologici, trattamenti in urgenza per servizio di protesi sociale ed ortodonzia

L’U.O.C. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva continua a garantire esami endoscopici e prime visite con priorità U e B per i pazienti esterni e le attività di consulenza interna per i pazienti ricoverati. Uno dei Medici collabora inoltre alla turnazione nei reparti Covid.


di Cristina Carnevali
redazione@viverejesi.it





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-04-2020 alle 12:32 sul giornale del 06 aprile 2020 - 1287 letture

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