Covid nelle case di riposo e RSA, Ciccioli (Fratelli d'Italia): "Nelle Marche qualcosa è andato storto"

anziani 3' di lettura 17/04/2020 - La causa ha anche presupposti diversi rispetto ad altre zone d'Italia.

Continua con insistenza lo scarico delle responsabilità della Regione soprattutto del Presidente Ceriscioli sulle Case di riposo e sulle RSA relativamente al grande numero di anziani deceduti nelle Marche, che non è imputabile solo alla diffusione del contagio e alle comorbilità delle persone ospiti, ma anche alla mancanza di adeguata assistenza sanitaria dovuta alla carenza di posti letto in Regione nei reparti di medicina e nelle discipline affini.

E’ il caso del Santa Colomba di Pesaro con 20 decessi, Villa Almagià di Ancona con 11 decessi, Casa di Riposo San Marcello con 11 decessi, 10 presso l’ RSA di Recanati, 6 alla Casa di Riposo Buttari di Osimo, 4 a Castelraimondo, con dati non aggiornati, complessivamente in tutta la Regioni siamo sugli 80.

Cosa è avvenuto in questi anni? Di fatto la Regione procedendo al taglio indiscriminato di posti letto ha sostanzialmente abolito la possibilità di ricovero per pazienti sub-acuti e sub-cronici, che intasando i reparti di degenza, sono stati trasferiti massicciamente in strutture di tipo pubblico ASUR, dei Comuni, di Fondazioni o di privati con risorse sanitarie corrispondenti agli standard previsti dalle normative, ma assolutamente non adeguate alle reali esigenze degli ospiti. L’assistenza sanitaria in tali strutture è il più delle volte in carico ai Medici di Medicina Generale del territorio o a consulenti occasionali per qualche ora a settimana.

Tutto questo nell’ordinaria amministrazione sanitaria è stato esaustivo, ma in presenza di periodi straordinari, non solo il Covid 19, ma anche altre patologie stagionali, è del tutto insufficiente.

Spessissimo in questi giorni le direzioni sanitarie di RSA, Case di riposo, e Strutture protette hanno richiesto l’intervento urgente dell’ ASUR sia per fare i tamponi che per trasferire i pazienti nei reparti ospedalieri dedicati e non hanno trovato alcuna risposta dall’altra parte. Ciò è dovuto all’intasamento negli Ospedali dei posti letto di pazienti in fase attiva, nonché alla insufficienza del personale sanitario, in questi anni mai sostituito in seguito a trasferimenti e pensionamenti. I Medici di Medicina Generale hanno avuto in gestione i casi sul territorio senza avere alcuna organizzazione alle spalle, di fatto nelle abitazioni i pazienti nella maggior parte dei casi sono stati assolutamente abbandonati e lasciati alla loro esclusiva intraprendenza.

Quanto esposto è responsabilità esclusiva della Regione che ha dato mandato di contenimento delle assunzioni all’ ASUR, che a cascata non ha proceduto alle doverose sostituzioni e programmazioni dei posti letto necessari nei reparti. Il sistema è imploso e dove ha resistito è stato più per merito dei singoli operatori o di équipe estremamente responsabilizzate, piuttosto che dell’organizzazione generale che ha difettato di dispositivi di protezione, di risorse di laboratorio e indicazioni cliniche, contraddicendosi spesso nelle decisioni organizzative sui luoghi delle cure, sui percorsi dei pazienti e sulle strategie di prevenzione.

Certamente le difficoltà sono generalizzate ed hanno coinvolto moltissime Regioni, ma va anche rilevato che il rapporto tra numero dei positivi ed i morti nella nostra Regione è altissimo; nella vicina Umbria i decessi sono circa il 3,9% dei positivi, in Veneto circa il 6,1% dei positivi, nelle Marche circa il 13,4%; un dato tragico su cui dobbiamo riflettere in modo autocritico.
Qualcosa nelle Marche è andato storto.


da Carlo Ciccioli
Portavoce regionale Fratelli d'Italia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-04-2020 alle 15:18 sul giornale del 18 aprile 2020 - 566 letture

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