La meditazione di lunedì 20 aprile con il Vescovo Rocconi

8' di lettura 20/04/2020 - Oggi la liturgia ci parla di nascere. E’ nascere è faticoso. Ma è bello. E’ quello che può accadere in questi giorni. Sono 43 giorni che siamo in quarantena. Ce ne sono sicuramente ancora una dozzina. Come reagire? Ci si può deprimere, ci si può arrabbiare, ci si può organizzare.

Io vi dico: Facciamo in modo che questo fermarsi diventi la possibilità di rinascere. Sarebbe triste se alla fine questa quarantena finisse semplicemente come finisce un incubo. E’ da persone intelligenti trasformare anche una difficoltà, una crisi, in opportunità, addirittura in un dono ricevuto. Cosa ci ha insegnato questa quarantena? Quanto il Signore ci ha parlato? Come siamo cambiati noi, cosa abbiamo imparato? Bisogna rinascere. Di questo, di rinascere, parla il vangelo. Che questi giorni ci aiutino a trasformarci, a capire cosa vuol dire essere figli Dio, ci aiutino a vivere poi una vita fatta di relazioni più buone, caratterizzate dalla pace e dalla solidarietà.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Parola del Signore.

Meditiamo

Carissimi, per 4 giorni ascolteremo il capitolo 3 del vangelo di Giovanni: è l’incontro di Gesù con Nicodemo e il tema è la vita nuova iniziata con il Battesimo. Il motivo di questa lettura e di quelle che faremo durante il tempo pasquale è chiaro. Approfondiremo cosa vuol dire vivere da risorti. Capiremo per quale via ci viene donata la vita di figli di Dio.
Pertanto rileggeremo episodi accaduti o discorsi fatti durante la vita pubblica, ma cercando di leggere tutto alla luce della Pasqua. Nel testo che abbiamo letto incontriamo Nicodemo.
L’avevamo già incontrato recentemente. Nicodemo è quel fariseo che non ha avuto paura di presentarsi a Pilato per chiedere il corpo di Gesù morto. Intende dare degna sepoltura ad un condannato a morte per crocifissione, la pena riservata agli schiavi. Nicodemo era anche membro del Sinedrio. Quindi persona autorevole.
Ma diversamente dai suoi colleghi, Nicodemo aveva il cuore libero, sapeva ascoltare e interrogarsi. E’ un candidato alla fede. Ma di strada per arrivare alla fede ne deve ancora fare. Ma il suo cuore buono gli permette di mantenere una certa libertà, almeno nel cercare, anche se vediamo in lui una buona dose di paura, per non parlare di vigliaccheria. Infatti va a far visita a Gesù di notte.
Certo, per capire… per cercare… ma in questo momento ancora prevale il timore: il timore del giudizio, il timore di essere accomunato al quel giovane maestro, interessante ma un po’ fuori dagli schemi, forse soprattutto il timore di compromettere la sua posizione... chissà.
Non ci piace questa ipocrisia, ma ancora non era arrivato alla fede. Comincia a parlare Nicodemo: deve spiegare il motivo della sua visita: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Sei venuto da Dio! Se è così, di fronte a Gesù bisogna prendere alcuni atteggiamenti precisi. I primi fondamentali atteggiamenti sono la fiducia e l’obbedienza. Vieni da Dio… un Dio che è salvatore, un Dio che ama.
Da qui nasce la fiducia. Vieni da Dio… Un Dio che indica la via, un Dio che è alleato del suo popolo: da qui l’obbedienza.
Ma Nicodemo aggiunge una parola: Sei venuto come maestro. Sei venuto per insegnare, per donarci la luce, per indicarci la via. Da qui nasce l’atteggiamento dell’ascolto, della volontà di capire la tua parola. E’ veramente bella questa introduzione di Nicodemo. Ha capito i segni che Gesù dà e allora sottolinea che di fronte a Gesù bisogno porsi nell’atteggiamento giusto: Ascolto, fiducia, obbedienza. Insomma è come se Nicodemo avesse detto: Voglio mettermi di fronte a te in ascolto. Voglio capire, voglio accogliere la tua proposta di vita, perché so che è buona. Tu sei venuto a predicare il Regno di Dio: noi lo attendiamo e vogliamo entrarci.
E allora: Cosa devo fare, cosa dobbiamo fare? E’ una domanda che ritorna di frequente nel vangelo di Giovanni. La risposta di Gesù è precisa. “Cosa devi fare? Te lo dico subito: se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio». Per entrare nel Regno di Dio bisogna nascere di nuovo e precisamente dall’alto. Non è semplice questa risposta. Perché tanto per cominciare Gesù e Nicodemo parlano due lingue diverse. Per Nicodemo il Regno di Dio era l’intervento di Dio perché Israele diventasse nazione potente, perché potesse essere ritrovata libertà dai Romani, perché ci fosse un tempo di pace e di benessere, nella prosperità e nello splendore.
Noi oggi abbiamo capito che Gesù parla di regno di Dio come l’amore di Dio effuso sugli uomini, un amore che dona Gesù perche tutti possano diventare figli. Gesù parla di Regno di Dio come riconciliazione tra Dio e gli uomini, Gesù parla di Regno di Dio come di una profonda comunione di Vita fra Dio e gli uomini per l’oggi e per l’eternità.
E tutto questo si sarebbe realizzato in Gesù, fino al punto che parlare di Regno di Dio e parlare dell’opera di salvezza e di amore di Gesù coincidono.
Ebbene, dice Gesù, per accogliere il dono che Dio per mezzo di Gesù vuole fare, bisogna rinascere dall’alto. E qui incontriamo la seconda difficoltà: Ma cos’è questo nascere di nuovo e precisamente dall’alto? E’ difficile capirlo per Nicodemo, che subito ribatte: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?».
E Gesù spiega, cercando di farsi capire meglio: «Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Rinascere da acqua e Spirito! Quel rinascere di cui Gesù parla è opera dello Spirito Santo. E in quest’opera di Dio che genera i suoi figli c’è un segno: l’acqua.
Comprendiamo facilmente che Gesù sta parlando del Battesimo. Il segno è l’acqua, ma l’azione è dello Spirito Santo che trasforma gli uomini da creature meravigliose a figli di Dio.
Un testo di Isaia dice così: Lo Spirito del Signore fa diventare il deserto un giardino.
Questa è l’azione dello Spirito Santo: trasformare, sempre con questo criterio: da deserto a giardino. Nel Battesimo, l’uomo lontano da Dio, l’uomo che cerca un senso alla vita, l’uomo a volte immerso nei suoi errori, viene rinnovato, riceve una vita nuova, una scintilla divina viene posta in lui, proprio perché ha accolto il dono, ha accolto il dono della fede.
E’ quello che dirà Pietro il giorno di Pentecoste, dopo aver annunciato la resurrezione di Gesù: «Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo (At 2,38).
Gesù, pertanto, con Nicodemo, parla di quella vita che dona Dio, quella vita che ha origine nel battesimo e che rende veramente figli di Dio. E’ quella vita di fede per cui possiamo rivolgerci a Dio e chiamarlo Abbà, Padre. E’ una vita che non possono dare i Genitori, perché loro sono carne, cioè corruttibili, per cui possono dare una vita che, bene che vada, dura cento anni. Ma la vita che dona Dio è una vita incorruttibile, perché Dio è Padre di misericordia. E solo chi ha questa vita donata da Dio può entrare nel Regno di Dio, anzi c’è già! Bisogna rinascere da Dio per entrare nel Regno di Dio. Se si nasce da Dio si è figli di Dio.
Ed ecco che ora abbiamo una risposta migliore alla domanda che ci eravamo posti all’inizio: Cos’è il Regno di Dio? Il Regno di Dio è l’abbraccio di Dio, è la vittoria di Dio sulla morte e la possibilità di avere la vita, una vita nuova, la vita dei figli, per sempre, con l’Eterno, figli nel Figlio, figli inscindibilmente unito al Figlio Gesù, nel cuore della SS Trinità.

Carissimi, è questo il nostro destino, la nostra speranza, la meta della nostra vita. Sì, siamo nati per questo: per essere per sempre nell’amore di Dio e nel suo abbraccio forte e dolcissimo: questo è il Regno di Dio, questa è la beatitudine eterna. Benedetti da Dio, chiediamo che il Signore ci custodisca nel suo amore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-04-2020 alle 11:59 sul giornale del 21 aprile 2020 - 230 letture

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