Mons. Gerardo Rocconi, la meditazione di oggi

11' di lettura 10/05/2020 - Non possiamo nascondere la nostra gioia dopo la notizia che dal 18 potremo celebrare la S. Messa con il Popolo. L’attività pastorale vera e propria ancora troverà tante difficoltà di svolgimento. Ma almeno questo momento intenso, l’Eucaristia, ci sarà.

Non possiamo fare a meno di incontrare il Risorto nella sua Parola e nella SS Eucaristia. Non possiamo fare a meno! Tanti lo capiscono. E ne ringrazio il Signore. E vedo che sono i più piccoli, i più semplici a capire il valore dell’Eucaristia. Ne ringrazio il Signore con le stesse parole che ha usato Gesù: Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza (Lc 10,21). Ora si tratta di vivere la S. Messa in maniera rinnovata, partecipandovi autenticamente e fruttuosamente. Ne abbiamo già parlato e in questi giorni riprenderemo questo discorso, affinché i giorni di digiuno eucaristico non siano stati inutili.

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto»? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: «Mostraci il Padre»? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».

Meditiamo

E’ la quinta domenica di Pasqua. Il vangelo proposto per questa giornata lo abbiamo ascolta fra ieri e l’altro ieri. E’ bello riascoltarlo, tanto è importante. Siamo nel cenacolo, durante la Cena. Gesù annuncia che sta arrivando la sua Ora, anzi ormai Gesù è dentro la sua Ora per la quale è venuto. E’ l’ora della glorificazione: glorificazione del Padre, perché Gesù è obbediente fino a dare la vita; glorificazione del Figlio, perché per la sua obbedienza Gesù è il vincitore del potere di Satana, è il vincitore della morte, è il vincitore dell’inferno. Tutto questo lo diciamo con una sola parola: Gesù è il Signore. È una serata non solo segnata da quei due misteriosi gesti (lavanda dei piedi e istituzione della SS. Eucaristia), ma anche da un intensissimo e drammatico silenzio ed ascolto.

1- Gesù rompe il silenzio e dice: Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Come si svolgerà il tutto, come si realizzerà la sua Ora? Innanzitutto Gesù deve andarsene. Ci sarà un momento in cui lo sposo sarà tolto. L’Ora di Gesù comprende il momento della sofferenza e del distacco. E i discepoli sentiranno l’assenza del Maestro e ci soffriranno. Ma al momento non possono seguirlo. Nonostante che Pietro manifesti la sua dedizione. Ora solo il Maestro deve bere il calice amaro della passione. Adesso Gesù è solo nel vivere la sua Ora. Poi sarà il momento della Chiesa e di ogni discepolo, ma ora no. Dove va Lui, Gesù, i suoi per il momento non possono andare. Ma Gesù ci tiene a dire che il momento che affronta è un momento di amore. Obbedisce al Padre per amore, affronta la passione per amore, offre la vita, come già aveva indicato nel lavare i piedi, per amore. Ciò che fa, lo fa per amore, alla fine trionferà l’amore e il frutto sarà la salvezza di tutti. Per questo Gesù dice: Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Invita alla serenità e alla fiducia. E per questo aggiunge il motivo della sua partenza: Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”?

2- Il passaggio è difficile, ma c’è una meta, c’è uno scopo per cui Gesù si comporta così. Non li abbandona, anzi pensa al futuro, un futuro in piena comunione. Ecco allora lo scopo del suo andare, del suo passaggio da questo mondo al Padre: “Vado a prepararvi un posto”.

3- Gesù sa che anche la vita dei suoi sarà impegnativa e a volte difficilissima, ma lui non li abbandonerà. Anzi ogni fatica avrà uno scopo. Per questo Gesù aggiunge: Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. Quella gioia e quella vita che Gesù avrà, la promette anche per i suoi. Gesù se ne va incontro alla sua passione, ma alla fine sarà lui il vincitore. E poi, radunerà tutti nel suo Regno. Perché dove è lui siano coloro che in lui hanno creduto.

4- La domanda ora è: Cosa fare, quale strada percorrere? E Gesù conclude: Del luogo dove io vado, conoscete la via. I discepoli non comprendono. Come fanno a sapere la via se non hanno compreso bene nemmeno la meta? E’ la ragionevole obiezione di Tommaso. Ma anche questo serve a Gesù per continuare nella rivelazione di se stesso.

6- E pertanto afferma: Io sono la via, la verità e la vita. Gesù è la Via: solo chi passa attraverso lui e lo segue mentre apre la strada. può arrivare al Padre. Egli è la Via: non ce ne sono altre per arrivare al Padre, non ci sono altre vie di salvezza: ogni altra strada è illusoria e falsa. Non c’è altro mezzo per formare la famiglia di Dio, per avere cioè una relazione di intimità e familiarità con Dio. Con queste parole Gesù si dimostra Via anche nella conoscenza del Padre. Ovviamente si tratta di una conoscenza secondo la Bibbia, cioè conoscenza-esperienza-amore. Sì, Gesù è per noi una via che conduce al Padre, la via unica. Chi vuole raggiungere la salvezza, chi vuole rispondere all’amore di Dio deve incamminarsi per questa via.

In mezzo a tante strade sbagliate, tante proposte facili, tante ambiguità non dimentichiamo che Cristo, col suo Vangelo, col suo esempio, con i suoi comandamenti, è sempre e solo la via più sicura, la via che sbocca in una piena e duratura felicità. Gesù non ha detto semplicemente Io sono la Via. Ha aggiunto: sono la Verità e la Vita. E’ la Verità, non in senso filosofico, ma in senso biblico: Gesù è il Sì di Dio: in lui si sono realizzate tutte le promesse.

La verità è l'esigenza più profonda dello spirito umano. Cristo è la parola di verità, pronunciata da Dio stesso, come risposta a tutti gli interrogativi del cuore umano. Gesù è il SI’ perché dice con la sua vita donata fino alla fine che Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio; e lo esprime donando la sua vita perché altri abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. In questo suo dono dimostra non solo di essere la Verità, ma di essere appunto la Vita. L’avevamo già ascoltato nel Prologo di Giovanni: in Lui era la Vita. Senza di lui è impossibile avere la vita vera, cioè la vita eterna. Non c’è vera vita dove è impossibile vincere la morte. Ora solo Gesù l’ha vinta e la vince per noi. Perciò solo lui è la Vita, la Vita vera. In tutti c’è il desiderio di vivere la vita nella sua pienezza. Siamo animati da grandi speranze, da tanti bei progetti per l'avvenire. Non va dimenticato, però, che la vera pienezza della vita si trova solo in Cristo, morto e risorto per noi. Solo Cristo è capace di riempire fino in fondo lo spazio del cuore umano. Egli solo dà la forza e la gioia di vivere. E Gesù, che è la Via, la Verità, la Vita, ci vuol donare la possibilità di conoscere il Padre, di entrare in comunione con lui, di entrare in un rapporto intenso, profondo e autentico con Dio. E ci vuol far comprendere che tanto più intenso è il nostro rapporto con Lui, tanto più grande è il nostro amore, tanto più generosa è la nostra obbedienza a Lui, altrettanto è grande la nostra comunione con Dio.

8- E’ a questo punto che Filippo dice: Signore, mostraci il Padre e ci basta . Chiara la risposta di Gesù: Filippo! Chi ha visto me, ha visto il Padre. Attraverso l’umanità visibile di Gesù noi possiamo vedere il volto invisibile di Dio. Attraverso la tenerezza e l’amore di Gesù noi possiamo sperimentare l’amore di Dio. Attraverso la croce di Gesù noi possiamo sperimentare la passione che Dio ha per l’uomo. E tutto questo, aveva detto Filippo, ci basta, sì ci basta! Dio riempie il cuore, Dio dà senso alla vita, Dio dà valore ad una esistenza. Nel nostro affanno per rincorrere tante cose, non troviamo nulla che soddisfi il nostro cuore inquieto. Con forza dobbiamo dire: Solo Dio basta, solo Dio dà pienezza. Dopo aver affermato che chi incontra Gesù in realtà incontra Dio, Gesù aggiunge: Credete a me, credetemi! E’ un invito accorato perché c’è un ulteriore passaggio. C’è un coinvolgimento dei discepoli. Questi sono chiamati a credere in Gesù, rivelatore del Padre, e poi, a loro volta sono chiamati a manifestare la presenza di Gesù. Infatti, quando Gesù “ritornerà dalla morte” donerà loro il suo Spirito e sorretti da quella forza, renderanno presente Gesù, Via, Verità e Vita e indicheranno con sicurezza il cammino per andare al Padre. E le loro opere nel mondo, se faranno autentica esperienza di Gesù, saranno grandi come quelle del loro Maestro. Tutto questo perché il loro Maestro, ormai glorificato, è in mezzo a loro, è presente, non li lascia orfani, è con loro fino alla fine. Ecco perchè Gesù può dire:

12- Chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. Le loro opere nel mondo saranno grandi come quelle del loro Maestro, perché il loro Maestro è in mezzo a loro.

Ecco perché Gesù può ancora dire: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò (14,13-14). Gesù continuerà ad agire nella Chiesa. In altre parole la missione affidata alla Chiesa è la continuazione dell’opera di Gesù a beneficio dell’umanità. Che cosa sono queste opere grandi da compiere, opere che indicano la presenza di Gesù e la forza del suo Spirito? I miracoli? Anche! Le grandi realizzazioni? Anche! Ma soprattutto, in un mondo lacerato dall’odio e dall’arroganza, è la capacità di vivere nell’amore e di costruire autentiche comunità dove si vive l’amore, comunità che proprio per questo diventano segni della venuta del Regno di Dio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-05-2020 alle 22:53 sul giornale del 11 maggio 2020 - 154 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, comunicato stampa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/blqi





logoEV