La meditazione di oggi con il Vescovo Rocconi

4' di lettura 22/05/2020 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre». Parola del Signore

Quanta pace infonde il brano evangelico che abbiamo ascoltato oggi. Gesù dice: “In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, il Padre ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Ancora una volta si parla di gioia. Dopo pochi versetti Gesù ancora fa riferimento alla gioia che viene da lui. I discorsi di addio continuamente riportano questo messaggio: in Gesù c’è la pace, in Gesù c’è la gioia. Gesù, nel momento in cui ci chiede di accogliere la sua parola non intende mortificare la nostra libertà: tutt’altro! Vuole essere il fondamento della nostra gioia.
E oggi ci si dà un altro motivo di gioia, cioè si indica un’altra via per sperimentare la gioia del Signore. Infatti abbiamo ascoltato queste parole: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. In altre parole Gesù ci dice di chiedere e pregare nel suo nome. Certo, questo vuol dire chiedere anzitutto l’intercessione di Gesù, la sua mediazione. Gesù ci invita a rivolgerci al Padre nel suo nome, per mezzo suo. Ecco, pregare nel nome di Gesù!
Ma Gesù lascia intendere che invocare il suo nome significa anche entrare in comunione con lui e sperimentarne la potenza.
Il nome di Gesù! La parola Gesù significa: «Dio è salvezza, Dio salva». Dire Gesù è avere la possibilità di fare già un atto di fede, per cui il Padre si commuove, il Maligno è vinto, ogni grazia scende sulla terra: nel nome di Gesù. E’ proprio vero quello che dice Pietro nel suo discorso il giorno di Pentecoste: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo”.
Anche San Paolo fa riferimento in più occasioni al nome di Gesù: basti una sola citazione. Dice nella lettera ai romani: “Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore, e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo. Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato” (Rm10).
Mai il vangelo che leggiamo oggi aggiunge un pensiero. Dice ancora Gesù: In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Gesù è sempre il mediatore fra noi è il Padre, ma questo non significa che a noi non sia data la possibilità di un rapporto diretto con il Padre. Il Padre vi ama, dice Gesù, vi è vicino. Certo, questo è possibile per la redenzione operata da Gesù stesso, è possibile per la fede che abbiamo. Ma ora si realizza quanto diceva Gesù a Filippo: Chi vede me vede il Padre.
E’ stupendo quanto ascoltiamo. Eppure sono parole, queste che ascoltiamo, che a volte rischiano di rimanere lontane, di passarci sopra la testa. Sono forse parole vuote, astratte? No di certo. E’ la nostra fede che è piccola. E’ la nostra fede sbiadita che non riesce a stabilire un incontro personale e intenso con il Padre e il Figlio suo Gesù. E allora, certo, tutto rimane lontano ed evanescente. C’è da invocare con forza lo Spirito Santo perché ci guidi alla verità tutta intera: permetta, cioè, che si realizzi questo incontro personale con il Signore, che si realizzi quella amicizia forte e concreta di cui parlavamo ieri. C’è da invocare lo Spirito Santo perché ci faccia sperimentare in maniera profonda quanto è grande l’amore di Dio, come è forte e intenso il suo abbraccio e come è viva la presenza del Signore nella nostra vita... solo se sapessimo aprire veramente il cuore!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-05-2020 alle 23:42 sul giornale del 23 maggio 2020 - 165 letture

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