Civitanova: Mercato vietato a chi vende l'usato, ambulanti in rivolta: "Perché si discrimina anche chi rispetta le regole?"

2' di lettura 29/05/2020 - No a figli e figliastri, se si rispettano le regole. Monta la protesta dei rivenditori di usato per il divieto voluto dal Comune per quanto riguarda le loro bancarelle durante il mercato del sabato.

A farsene portavoce è Claudio Paolozzi, uno degli ambulanti storici di corso Dalmazia, che a causa dell’ordinanza sindacale è stato costretto a non poter scendere in strada sabato scorso e non potrà farlo nemmeno questo sabato. E, così come gli altri 10 rivenditori di usato del mercato civitanovese, non si sa ancora quando potrà tornare a farlo.

«Non è giusto, anche perché nei mercati di molte altre città come Ancona, Senigallia e Porto San Giorgio abbiamo ripreso tranquillamente, rispettando tutti i protocolli previsti dalla legge come tutti gli altri – spiega Paolozzi – capisco che magari molti rivenditori di usato non rispettano le norme e hanno materiali di dubbia provenienza. Ma perché per combattere questi si fa di tutta l’erba un fascio? Se abbiamo merce igienizzata e certificata, perché non possiamo venderla? Basta che coloro che non rispettano le norme vengano controllati e, nel caso, sanzionati. Noi veniamo discriminati e subiamo un danno economico importante».

Paolozzi è originario di Ancona, ma vive a Montecosaro da quando si è sposato ormai vent’anni fa e da allora abbina al lavoro in banca la passione per la compravendita di vestiti usati, che fa arrivare in principalmente dall’America. Vestiti delle grandi firme che, dopo essere stati controllati a partenza e arrivo, sanificati quando arrivano in Italia e imbustati, possono essere venduti a cifre decisamente più contenute. «Quello di Civitanova è un bel mercato, in cui si sono sempre fatti buoni affari – continua l’ambulante – c’è gente che il nuovo non se lo può permettere e allora si rivolge a noi per risparmiare e avere prodotti comunque di qualità. Non vorrei che ci fossero pressioni da parte di altri ambulanti per diminuire la concorrenza. Io spero che il Comune ci ripensi perché non c’è motivo per escluderci. Siamo pronti a parlarne e trovare una soluzione».

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Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2020 alle 09:46 sul giornale del 30 maggio 2020 - 203 letture

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