Jesi in Comune interviene sulla situazione del bilancio

5' di lettura 29/05/2020 - Nei giorni scorsi è tornato inopinatamente a circolare un vecchio disegno che dovrebbe rappresentare la riduzione del debito realizzata dalla corrente amministrazione negli anni che vanno dal 2012 al 2017.

Il grafico è stato ampiamente utilizzato dalla campagna elettorale in avanti per illustrare i successi dell’amministrazione. Coincidenza vuole che proprio in questi giorni il Consiglio comunale abbia approvato il conto consuntivo. Prima di vedere che cosa c’è scritto a proposito del debito, qualche considerazione. Anzitutto è innegabile che questa amministrazione abbia garantito in questi anni gli equilibri di bilancio, ma non è l’unica. Accanto a diverse defaillances, molte città come Jesi hanno fatto di necessità virtù, scontrandosi con vincoli finanziari estremamente stringenti. Se poi vogliamo dirla tutta, nell’ultimo scorcio del vituperato Belcecchi bis la riduzione del debito era stata addirittura più consistente (più di 5 milioni in due anni, dal 2010 al 2012, da 31.478.114 a 26.293.329). Hanno fatto il resto la scadenza dei vecchi debiti, la possibilità di rinegoziarne degli altri spalmandoli sulle amministrazioni future e alcuni legittimi artifici che di fatto permettono di spostare qualche posta in bilancio, come project financing operazioni fatte con partecipate quali Fps, Asp o Jesiservizi. Su tutto però a consentire la riduzione del debito è stato, negli scorsi anni, l’immobilismo che ha caratterizzato questa amministrazione. Come ama dire il Sindaco, fino a ieri non è stato fatto il passo più lungo della gamba. In altri termini, si è campato alla giornata, ponendo mano quasi esclusivamente alle opere già finanziate dalle amministrazioni precedenti (con diversi problemi, visto che alcune sono rimaste incagliate) e liquidando tutto quello che non aveva portato voti, come Campus boario (un progetto giustamente cancellato, senza però approntare nulla di alternativo), Università, Ostello, Arca felice, Teatro Moriconi e si potrebbe continuare. Gli unici veri nuovi investimenti, in effetti, riguardano le scuole, ma c’è un motivo: in questo campo è lo Stato che ha indirizzato e sostenuto gli enti pubblici, mettendo giustamente a disposizione i fondi. D’altra parte molti sono i lavori annunciati, pochi quelli realizzati nei termini promessi. Noi invece abbiamo sempre sostenuto (e per questo siamo stati trattati da irresponsabili) che il debito pubblico può essere un investimento, soprattutto in periodi di crisi. Ma noi, non loro… Quest’anno però,colpo di scena. Poiché è scattato il liberi tutti quanto alla possibilità di fare nuovi mutui, abbiamo assistito ad una vera e propria conversione sulla via di Damasco. Ora improvvisamente i debiti sono “belli”. Se non ci credete, andate a sentire qui la dichiarazione di voto del portavoce della maggioranza in occasione dell’approvazione del consuntivo: https://webtv.comune.jesi.an.it/live47-Consiglio-Comunale.html punto 13, ora 6; minuto 19; secondo 30. (solo una precisazione, il rendiconto riporta un disavanzo straordinario di 3 milioni e non un avanzo di 9 come sostiene Filonzi).

E adesso, andiamo a vedere come sarebbe OGGI quel grafico su cui tanto hanno fatto leva le fortune di Bacci dal punto di vista mediatico. Se dovessimo completarlo con gli stessi criteri usati dai “civici” in questi anni sarebbe più o meno così come nell'immagine allegata.

In realtà uno studente di matematica delle medie che disegnasse un grafico in questo modo verrebbe sonoramente rederguito, perché nel disegno originale (quello in cima all’articolo) sono state furbamente ignorate le proporzioni e aggiunti dei tratti che non c’entrano nulla. Ridisegnato come Dio comanda il grafico alla data odierna sarebbe questo nella immagine allegata.

Ebbene sì: in un anno soltanto l’amministrazione si è rimangiata metà del lavoro fatto nei sette anni precedenti in termini di riduzione del debito. Non ci credete? Questa tabella è direttamente tratta dal consuntivo 2019 fresco fresco di approvazione.

Ed è un bilancio ante-Covid, questo significa che ci siamo giocati il jolly prima dell’attuale emergenza, che secondo noi impone di reindirizzare la spesa verso priorità parzialmente diverse da quelle programmate negli scorsi anni. L’amministrazione sta invece mantenendo la sua inerzia su un’immagine cristallizzata nemmeno al 2018 ma al 2012. L’accelerazione inspiegabilmente subita dai lavori del Corso proprio mentre impazzava l’epidemia (quando forse sarebbe stato il caso di fermarsi un attimo a riflettere) ne è l’immagine più evidente ed è dovuta evidentemente all’avvicinarsi delle elezioni. Ma non sono capaci di fare nulla di diverso dal tenere la barra dritta su un programma di mandato e che si è rivelato ampiamente carente alla luce di quel che è successo in questi dieci anni.

Intendiamoci: molta parte dei debiti o investimenti odierni non sarebbero possibili senza aver rispettato in passato i vincoli di bilancio. E però il bilancio in ordine è lo strumento e non l’obiettivo di una buona amministrazione. Inoltre per quello che importava a loro i soldi ci sono sempre stati, e molti: spostamenti di statue,Stupor mundi (che da regalo che doveva essere è diventato uno degli asset più costosi della città), Tirreno adriatico, città regia, feste di piazza… Pertanto era lecito e possibile pensare di investirli meglio.

Lo ripetiamo: spendere è male se si spende male (e così è stato in molti casi). Ma tenete a mente anche questi dettagli che vi abbiamo indicato, specie quando sentirete parlare qualcuno che diceva che fare debiti è immorale.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-05-2020 alle 16:24 sul giornale del 30 maggio 2020 - 300 letture

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