Donate due auto allo IOM, Quaglieri: "Ora serve l'aiuto di tutti"

2' di lettura 24/06/2020 - Le due vetture entreranno in funzione da subito, grazie alle donazioni di Cantine Santa Barbara e della famiglia Lombardi nel ricordo del caro Martino. 

Inaugurate martedì mattina (24 giugno, ndr) in piazza Federico II le due nuove auto Iom.

Si tratta di una Citroen C3 Aircross e di una Fiat 500 L che entreranno in funzione già da subito, a disposizione della onlus jesina, rispettivamente grazie al contributo di Stefano Antonucci della Cantina Santa Barbara e alla donazione della famiglia Lombardi in memoria del caro Martino.

Oltre alla presidente Anna Quaglieri, al direttore responsabile Maria Luisa Quaglieri e ai rappresentanti del personale sanitario, erano presenti alla cerimonia anche il sindaco Massimo Bacci e il vescovo Mons. Gerardo Rocconi per la benedizione.

Non potevano mancare i benefattori: la famiglia Antonucci e poi la signora Pierina Morosetti e i figli Paola e Luca Lombardi, mamma e fratelli del compianto Martino.

«Sono due vetture queste associate a ricordi diversi - ha detto la presidente Quaglieri -. Quella donata da Cantina Santa Barbara è l'auto della gioia: da sempre vicino a noi, Stefano Antonucci ha regalato allo IOM momenti bellissimi, giornate meravigliose piene di allegria e coesione. La sua amicizia ha fatto sì che alla nostra associazione arrivassero tante cure e sorrisi per i pazienti».

Commozione poi davanti alla Fiat 500 L, donata nel ricordo dell'imprenditore e consigliere comunale scomparso lo scorso anno: «In questa auto c'è invece un cuore - precisa la presidente -. È qui per ricordarci che Martino è sempre con noi. Che non abbiamo il potere di curare i nostri pazienti ma che ce ne possiamo prendere cura, offrendo loro amore e speranza».

La cerimonia è stata anche occasione per fare il punto sulla situazione della onlus dopo l'emergenza: «Durante la pandemia, il nostro ambulatorio è rimasto sempre operativo, Iom non si è fermato mai e in silenzio ha continuato a svolgere la sua attività di assistenza ai malati oncologici, grazie all'opera dei volontari che sono la nostra forza - aggiunge Anna Quaglieri -. Abbiamo dato un contributo anche all'emergenza donando quattro tablet al reparto di Terapia Intensiva del Carlo Urbani di Jesi per permettere ai pazienti covid di restare in contatto con i loro familiari. Ora però siamo noi a chiedere un aiuto».

L'associazione jesina infatti sta attraversando un periodo di difficoltà: «A causa dell'emergenza sanitaria, non possiamo organizzare manifestazioni per la raccolta fondi, come cene, eventi o spettacoli di teatro - spiega la presidente-. Per questo, chiediamo a tutti una mano. Anche un piccolo contributo può aiutarci a sostenere le nostre attività: un mare è fatto di tante gocce, ogni gesto di solidarietà è importante».


da IOM
Istituto Oncologico Marchigiano Jesi







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-06-2020 alle 07:55 sul giornale del 25 giugno 2020 - 489 letture

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