Fusione Ubi-Intesa, Gnocchini (Il Centro): "Aprire un tavolo per mantenere e valorizzare un presidio a Jesi"

Marco Gnocchini candidato de Il Centro per Mangialardi 2' di lettura 14/09/2020 - Il candidato della lista il Centro lancia la proposta di un confronto tra le parti per stipulare un protocollo di intesa che mantenga nelle Marche funzioni fondamentali. E attacca: “Dai sovranisti di casa nostra solo demagogia”.

“Sulla fusione Ubi – Banca Intesa c’è la preoccupazione che le Marche perdano competenze consolidate negli anni e che non siano mantenuti i livelli occupazionali attuali. È necessario aprire un tavolo tra i soggetti coinvolti (presidente della Regione, sindaci, parti sociali e proprietà) per stipulare un protocollo d’intesa che mantenga nelle Marche alcune funzioni fondamentali, garantendo i livelli occupazionali ed evitando che il nostro territorio venga ulteriormente depauperato, con pesanti ricadute per le famiglie e le imprese”.

Marco Gnocchini, candidato alle regionali nelle fila del Centro in sostegno di Mangialardi, interviene sulla questione della fusione Ubi Banca e Intesa SanPaolo, lanciando una proposta precisa. “L’impegno deve essere finalizzato a mantenere e valorizzare il presidio di Jesi con funzioni specialistiche o di direzione territoriale, in modo da non disperdere le forti professionalità presenti e dare un riferimento a tutto il territorio e al sistema regione. Si tratta di una proposta concreta, realizzabile e di buon senso per salvaguardare gli interessi di tutti, decisamente lontana dagli improbabili progetti di una banca regionale sostenuti dai cosiddetti sovranisti di casa nostra”.

Gnocchini entra nel dettaglio: “Il presidio di Jesi potrebbe trovare spazio in una dei due centri direzionali al momento disponibili (Fontedamo o Esagono) e potrebbe avere la funzione di Centro specialistico, in grado di gestire le operazioni più delicate e complesse legate al credito per tutto il Gruppo Intesa, o di direzione territoriale che abbia anche il coordinamento degli sportelli di Marche, Abruzzo e Umbria, anche in considerazione del fatto che il Gruppo Intesa è al momento sprovvisto di centri direzionali o presidi di questo genere nell’area del centro sud Italia.

Le Marche hanno perso centralità con le precedenti acquisizioni di banche locali: Popolare di Ancona prima e Banca delle Marche poi, che avevano le direzioni territoriali proprio a Jesi. A questo si aggiungono le fragilità della regione legate alla crisi economica, al terremoto e agli effetti della pandemia. Per questo è necessario compiere tutti i passi necessari perché questa fusione non si traduca per le Marche in perdita di posti di lavoro e di funzioni.

Nei prossimi giorni – conclude il candidato - porteremo la nostra proposta all’attenzione delle parti sociali, con cui è già iniziata una positiva interlocuzione, e con tutti i soggetti istituzionali che vorranno portarla avanti, in primis con il sindaco di Jesi Massimo Bacci che ha già sollevato il problema.”






Questo è uno spazio elettorale autogestito pubblicato il 14-09-2020 alle 10:04 sul giornale del 15 settembre 2020 - 357 letture

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