Fermo: Le istanze a tutti i candidati regionali dal Distretto del Cappello in grave crisi

5' di lettura 21/09/2020 - Il Presidente Nazionale Paolo Marzialetti: "istituire subito una commissione, un tavolo permanente snello, a cui vengano riconosciute mansioni di carattere propositivo, affinché l’organo esecutivo possa essere messo in condizione d’intervenire con solerzia e abbia nella rapidità d’azione una delle prerogative e caratteristiche basilari”

Qualsiasi sia lo schieramento che vincerà queste elezioni regionali sarà chiamato a dare risposte concrete alle istanze che Paolo Marzialetti, Presidente Nazionale Settore Cappello, Vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari e Presidente Uniontessile CONFAPI, ha posto ai candidati alle elezioni regionali e alle personalità politiche in occasione degli incontri che si sono tenuti nel Distretto del Cappello e non solo. Richieste scaturite e precedute da una puntuale analisi dei settori che rappresenta.

Dati alla mano, il settore del cappello da gennaio a giugno di quest’anno , rispetto all’anno precedente, ha avuto una diminuzione del 20,4% nell’import e del 20,1% nell’export. In particolare sono i cappelli di paglia ad aver scontato la diminuzione più forte nell’import ( -31%) essendo la Cina il paese maggior fornitore ( 41% del totale). Sul fronte dell’export si registra un calo di quasi il 40% , pari a circa 15.000.000 di euro, con la Svizzera che è il partner principale.
“Voglio ricordare che il nostro Distretto del Cappello Marchigiano, prima della crisi pandemica causata del Covid-19, dava lavoro a circa 1500 addetti, che arrivavano a 2000 se includiamo anche l’indotto. attraverso un centinaio di aziende che esprimevano circa 100 milioni di euro di fatturato, che rappresentano oltre il 70% di tutta la produzione italiana che vale circa la metà di quella europea, riconoscendo dunque al nostro Distretto regionale il primato anche a livello continentale- ha esordito nel suo intervento presso l'Hotel Federico II di Jesi- Ho citato non a caso l’emergenza sanitaria Covid-19, che ha provocato anche la più grande crisi economica dal secondo dopoguerra, poiché a mio avviso rappresenta la conseguenza più plateale e visibile della globalizzazione, i cui effetti collaterali stanno ponendo le condizioni per la deflagrazione di una vera e propria bomba sociale anche nella nostra regione, sulla quale per il momento siamo tutti quasi inconsciamente seduti e della quale non abbiamo l’impressione che gli attori chiamati a disinnescarla abbiano piena contezza”

“Sapete bene che la nostra regione storicamente esprime una diffusissima proliferazione d’impresa, come confermato dal dato che ci riconosce un’azienda ogni 9 abitanti e che da tanti anni ci pone ai vertici nazionali- ha continuato il presidente Marzialetti- All’interno di questo sistema di imprese diffuso, incluse anche quelle del nostro comparto tessile che hanno tutte un’alta densità di manodopera con una forte componente di manualità ed artigianalità e sono altresì la parte preponderante di quelle aziende che durante il duro periodo del “lockdown” hanno sofferto maggiormente, essendo alla mercè di ammortizzatori sociali che sono ancora adesso in ritardo di almeno tre mesi nell’erogazione. Per non parlare dei contributi ai lavoratori autonomi ed ai piccoli imprenditori, che pongono la nostra regione, anche per le ragioni appena citate, di fronte ad una potenziale enorme emergenza sociale, qualora il governo nazionale decida prima o poi di non prorogarne l’erogazione dopo il 31 Ottobre prossimo o di mettere fine al blocco dei licenziamenti.
Un’emergenza che stride ancor di più se si mettono a confronto le condizioni di chi opera nel settore pubblico rispetto a coloro che sono occupati in quello privato, una disparità che si è acuita ed evidenziata proprio durante l’emergenza sanitaria che abbiamo dovuto affrontare, con i dipendenti pubblici che sono stati enormemente più garantiti e protetti. Tanto che a loro sono attribuiti la gran parte dei 28 mld di Euro d’incremento dei depositi bancari nel periodo del “lockdown”, mentre nel settore privato, chi non operava nei settori dei beni e servizi essenziali , ha dovuto dar fondo alle proprie riserve anche personali per far fronte ai ritardi degli ammortizzatori sociali, dovendo oltretutto affrontare l’imminente futuro nella totale incertezza”.
Ed ecco la richiesta: “Vi chiediamo dunque di porre sempre maggiore attenzione alle imprese di ogni dimensione, alle PMI fino ad arrivare alle micro imprese dando loro contributi costanti a sostegno della manodopera, ma utilizzando altresi lo strumento del credito d’imposta, oltre ad adoperarvi con il sistema bancario per il sostegno alla liquidità delle imprese affinché proroghi e dilazioni i rientri dei finanziamenti in essere che dovrebbero ripartire già dal mese di Settembre in corso, vista oltretutto la loro lentezza nell’applicazione delle norme a supporto del credito agevolato garantito dallo Stato nazionale. La parte datoriale dovrà allo stesso modo collaborare con il governo regionale in particolar modo sotto il profilo della formazione continua in azienda “in-house” dei propri collaboratori per la loro riqualificazione professionale.
Per monitorare e scongiurare questo latente ed imminente pericolo, chiediamo dunque a Voi candidati governatori che contribuirete alla formazione del nuovo governo della nostra Regione Marche di istituire subito una commissione, un tavolo permanente che sia molto snello, efficiente ed efficace, a cui vengano riconosciute mansioni di carattere propositivo, affinché l’organo esecutivo possa essere messo in condizione d’intervenire con solerzia e abbia nella rapidità d’azione una delle prerogative e caratteristiche basilari”.
A conclusione del suo intervento Marzialetti aveva invitato tutti a fare visita al Distretto del Cappello, una realtà di così alta valenza nazionale ed internazionale che non può e non deve essere lasciata sola ad affrontare una situazione di tale emergenza.








Questo è un articolo pubblicato il 21-09-2020 alle 12:36 sul giornale del 22 settembre 2020 - 238 letture

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