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“Le libere professioni nelle Marche”, nell’ultimo rapporto di Confprofessioni il confronto con Toscana, di recente al voto, e Centro

4' di lettura 26/10/2020 - Le Marche sono una delle prime regioni italiane per crescita del numero liberi professionisti: nella nostra regione, infatti, se ne contano oltre 39.000, ma rappresentano anche un settore in cui la crisi economica ha avuto effetti pesanti, anche più di altre regioni del Centro Italia.

E’ quanto si desume dai dati elaborati dall’Osservatorio sulle libere professioni di Confprofessioni nel suo ultimo Rapporto sulle libere professioni nella regione Marche, un documento che raccoglie il maggior numero di indicatori, caratteristiche e tendenze sull’attività libero-professionale e sul lavoro indipendente, fornendo un esame approfondito della situazione economica. Dalla sezione del report dedicata al confronto con le regioni del Centro, emerge un quadro tendenzialmente negativo. Il paragone con la Toscana, anch’essa, recentemente al voto, assume un interesse ulteriore, in considerazione del fatto che, mentre in questa Regione, gli elettori hanno confermato nuovamente la fiducia nel governo di centrosinistra, le Marche sono passate al centrodestra. Occorre specificare poi che, in tutta evidenza, le statistiche, non particolarmente lusinghiere per il nostro territorio, si riferiscono a un periodo precedente all’attuale emergenza Covid-19 che, con totale certezza, aggraverà ulteriormente il quadro socio-economico dell’intero Paese.

“RAPPORTO SULLE LIBERE PROFESSIONI NELLE MARCHE”: CONFRONTO REGIONALE (CENTRO)

Le Marche fanno registrare un considerevole aumento del numero di liberi professionisti nell’ultimo decennio in esame (2007-2017), ma il reddito pro capite è sensibilmente inferiore alla media delle altre regioni del Centro. Nel confronto tra PIL pro capite delle Marche rispetto a quello delle altre regioni del Centro e alla media dell’Italia, si nota come le Marche, con un valore che si attesta al di sotto dei 26.000 euro annui, si posizionino al di sopra soltanto dell’Umbria e nettamente al di sotto dei valori registrati per la ripartizione Centro, e, in particolare, del Lazio e della Toscana. Nello specifico, in un raffronto con quest’ultima regione, più di recente al voto, osservando le aree del grafico evidenziate, si può notare che la perdita di reddito è nettamente maggiore nelle Marche.

Nel confronto che riguarda un indicatore più generale, di tutto il mercato del lavoro, si nota come il tasso di occupazione nelle Marche risulti il più variabile rispetto ai tassi registrati per le restanti regioni; presentando, comunque, a fine periodo (2018) un valore sostanzialmente simile, se pur leggermente più basso, del primo anno di riferimento (2008). In merito a tale tasso, le Marche si posizionano al di sopra della media del Centro Italia, ma la Toscana registra una performance nettamente migliore, riuscendo a superare i livelli occupazionali nel raffronto tra il primo e l’ultimo anno in esame.

Un dato più positivo, in linea con tutte le altre regioni del Centro, riguarda il numero assoluto di liberi professionisti, nella variazione relativa al periodo 2009-2018. Si nota come in tutte le regioni cresca l’aggregato dei liberi professionisti. La velocità di crescita è differente da regione a regione, il Lazio con una variazione relativa del 29% dal 2009 al 2018 si posiziona al primo posto tra le regioni della sua ripartizione. Nelle Marche si passa da 31.000 professionisti nel 2009 a 38.000 professionisti nel 2018: negli anni considerati si assiste ad un aumento del 24%, percentuale assimilabile a quella dell’Umbria (+25%). La Toscana, in questo caso, registra una crescita relativamente inferiore (+14%), partendo da un aggregato in valore assoluto inziale (95.000 professionisti nel 2009, saliti a 109.000 nel 2018) comunque superiore sia alle Marche che all’Umbria, anche se occorre considerare una sua maggiore dimensione territoriale rispetto a quest’ultime.

Infine, un aspetto più critico riguarda il relativo invecchiamento del settore libero professionale nelle Marche. Osservando l’età anagrafica di composizione del settore libero professionale, si nota come dal 2011 al 2018 la percentuale di lavoratori al di sotto dei 34 anni sia diminuita in Italia; sia solo leggermente più alta nell’aggregato del Centro (+1%); e in crescita relativamente maggiore nel Lazio. In quest’ultima regione il numero di liberi professionisti under 35 passa da poco meno di 24.300 a poco meno di 36.500, modificando il suo peso sul totale dei liberi professionisti dal 16% al 20% in sette anni. Nelle Marche, rispetto alle altre regioni centrali, si registra il calo più marcato: il 6% in meno nella percentuale di liberi professionisti giovani sul totale, dal 22% del 2011 al 16% del 2018. Sia la Toscana che l’Umbria, nella generale tendenza di riduzione, mantengono una variazione percentuale più ridotta, pari all’1% Di converso, invece, il numero di liberi professionisti over 55, è in aumento in tutto il Centro Italia e nelle Marche.

In allegato i grafici.








Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2020 alle 15:24 sul giornale del 27 ottobre 2020 - 217 letture

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