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Divieto di spostamento extra comunale, "Conseguenze sempre più pesanti": Confartigianato Benessere chiede incontro alle Prefetture

parrucchiera covid 2' di lettura 23/11/2020 - "Il divieto di spostamento extra comunale sta generando per le attività di servizi alla persona conseguenze sempre piu’ pesanti, gli incassi scendono vertiginosamente – afferma Daniele Zucchini, Presidente Regionale Confartigianato Benessere -.

Come Confartigianato abbiamo chiesto la possibilità di incontrare le Prefetture - stante il loro diniego alla linea interpretativa della Regione - per esplicare le difficoltà degli operatori e le conseguenze della situazione sugli utenti, tenendo presente anche che il congelamento del provvedimento regionale con il quale si consentiva di poter accedere ai servizi alla persona nei Comuni limitrofi a quello di residenza o domicilio ha suscitato malcontento e proteste da parte di alcuni Sindaci, soprattutto di quelli ai Comuni di minor dimensione demografica, nei quali molte volte questi servizi non sono presenti".

"Sensibilizzare la popolazione e gli operatori economici ad attuare e svolgere comportamenti corretti contro la diffusione del virus – dice Enrica Pigliapoco, Presidente Regionale Confartigianato Estetica - non implica il divieto di svolgimento di attività dei servizi alla persona, che danno evidenti garanzie di sicurezza per la tutela dei clienti e degli stessi operatori, indipendentemente dal fatto che il fruitore - utente del servizi provenga dal territorio dello stesso comune o da uno limitrofo o vicino. L’intento e la finalità della norma a nostro parere è quello di evitare attraverso gli spostamenti non controllati, elementi di ulteriore pericolosità, non quello di impedire attività economiche".

"Numerosissime – sottolinea Barbara Tacconelli, Responsabile Benessere Confartigianato Imprese Marche – sono le casistiche di Comuni con superfici di minori dimensioni o quei comuni che hanno nelle proprie zone produttive le attività in questione concorrenti ed insistenti su confini tra due o addirittura tre comuni, per i quali un’applicazione così pedissequa della norma appare un’inutile compressione delle opportunità economiche e civili di importanti comparti della nostra economia e della nostra comunità territoriale.

Concetti esposti chiaramente anche da Anci Marche, a firma della sua Presidente Valeria Mancinelli, la quale ha evidenziato in una nota alle Prefetture come l’impegno congiunto di istituzioni, operatori economici e cittadini e le misure stabilite per consentire il corretto svolgimento dei servizi, diano sufficienti garanzie per la tutela dei clienti e degli stessi operatori, indipendentemente dal fatto che il fruitore del servizio provenga dal territorio dello stesso comune o da uno limitrofo. Rivolgiamo quindi un invito alla Regione Marche ed alle Prefetture, affinchè possano essere individuati i protocolli idonei per rendere possibile la mobilità anche in Comuni diversi da quelli di residenza o domicilio, per poter accedere a questi servizi".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2020 alle 15:47 sul giornale del 24 novembre 2020 - 298 letture

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