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Rifondazione: "Obelischi e consulte per affermare il potere"

Partito della rifondazione comunista 2' di lettura 02/12/2020 - L'evento dei consigli comunali in città sono sempre fonte sia di stupore che di riflessione: come quello del 30 novembre u.s.

Come è possibile che in un sol giorno a colpi di maggioranza si spostino monumenti e si approvi il regolamento di una CONSULTA PER le donne? Tutto è possibile nell'era Bacci??? Il tema dello spostamento della fontana delle leonesse dalla piazza Federico 2^, alla piazza principale,lo si impone senza alcun rispetto della volontà di chi la città, la abita ogni giorno. Senza minimamente considerare l'ipotesi di un referendum consultivo, è l'espressione di una maggioranza chiusa in se stessa, tronfia del potere espresso a suon di mani alzate nel chiuso di un consiglio comunale. Ci chiediamo, se è solo per onorare la memoria del Cassio. Crediamo di NO! Il fatto è che l'idea che guida questa amministrazione,legandola al lascito è l'idea del potere, esercitato nelle mani di pochi,che deve essere rappresentato nella piazza principale della città. Simbologia migliore, non c'è che l'erezione dell'obelisco a cui le leonesse fanno da contorno,in piazza della Repubblica. La storiografia sugli obelischi è antica, dagli antichi egizi, ai romani,ma stanno a rappresentare,soprattutto nella storia dall'800 in poi il simbolo del potere e dei poteri occulti. Piazza della Repubblica,quindi, non come luogo accogliente in cui svolgere manifestazioni di popolo, di bambine e bambini che l'attraversano nel suo perimetro in bicicletta,di gruppetti di persone che si intrattengono. Insomma non più luogo di incontro,ma luogo in cui imporre, l'occhio vigile e sovrastante del moderno e attuale Re Sole. E la consulta “PER” le donne? E' una “inclusione” del femminile in quanto tale – come risorsa, valore aggiunto -, che lascia immodificata l’insignificanza storica delle donne e la presenza degli uomini ,come occhio vigile affinchè nulla possa cambiarne l'insignificanza stessa. La consulta avrebbe senso se rappresentasse una comune volontà di lavorare per la valorizzazione delle differenze e l’inclusione sociale e per la costruzione di uno spazio pubblico aperto, partecipato e solidale, contro ogni esclusione sociale. E' certo che il Cassio e l'attuale Re Sole non possono permetterlo! Non è un caso che l'obelisco possa rappresentare anche un simbolo fallico! In città c'è la necessità di fondare o rifondare la nostra convivenza, di riaffermare i valori della solidarietà,dell'inclusione e della partecipazione. Non abbiamo bisogno del silenzio, ma di trovare la modalità utile per agire. Rivolgiamo un appello ai sindacati, alle associazioni di volontariato e femminili, alla sinistra diffusa che non frequenta il palazzo, affinche' l'uso privato del bene comune: CITTA', rimanga di tutte e tutti.


da Rifondazione Comunista
Circolo Karl Marx




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2020 alle 18:59 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 276 letture

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