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dot Sadam: trattative in corso, l’atto di indirizzo è flessibile

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Dal Palazzo si fa sapere che continua serenamente il confronto con l’azienda e con la Regione, ma il timore è palpabile: si può bypassare il Comune? Non un piano industriale, non un progetto esecutivo degli impianti, non una proposta alternativa, niente che aiuti a valutare. E non ci saranno più incontri tra amministrazione jesina e Sadam fino al tavolo romano del 5 marzo, come ci dice l’assessore Maiolatesi.

12 febbraio scorso: l’incontro in Regione tra amministrazione jesina, sindaco Fabiano Belcecchi, assessore allo sviluppo economico Daniele Olivi e assessore all'ambiente Gilberto Maiolatesi, e la Eridania Sadam, con l'assessore regionale all'agricoltura Paolo Petrini a fare da mediatore. Ma sembra non ce ne saranno altri prima del tavolo fissato per il prossimo 5 marzo al Ministero delle politiche agricole. Questo trapela dalle parole dell’assessore Maiolatesi. “Quell’incontro serviva per sondare se c’erano i presupposti, ma bisogna pensare che nelle trattative si parte da una piattaforma flessibile non da punti rigidamente fissati”.


La piattaforma è il documento di indirizzo uscito dal consiglio comunale di Jesi del 13 dicembre scorso, su cui l’azienda “si è impegnata ad esprimere la propria posizione e comunicarla all'Amministrazione comunale” - dicono in una nota dal Comune. Ma nulla si è detto sul piano industriale, sul progetto esecutivo, su un’eventuale proposta alternativa dell’azienda o sul perché, a più di due mesi, la stessa non ha espresso la sua posizione sull’atto di indirizzo dell’amministrazione jesina. E quindi, su cosa si decide?


Noi abbiamo chiesto il piano industriale entro marzo e questo rimane” - precisa Maiolatesi - “è comunque obbligatorio che forniscano il progetto esecutivo per la procedura di VIA, che, lo abbiamo accertato, è una VIA ministeriale in questi casi”. Il comune dovrebbe avere comunque qualche arma, la concessione edilizia, ad esempio, che però “non compete più al sindaco, come fu per la turbogas, perché ora è un atto dirigenziale, sono i tecnici che decidono, ed è diverso” - continua l’assessore - “ma qualche arma c’è ancora e in questi giorni il sindaco prenderà contatti con le altre realtà interessate dalle riconversioni Sadam”.


All’incontro del 12 l’azienda ha mostrato un atteggiamento aperto e non arrogante, diversamente dalle ultime dichiarazioni di Maccaferri sulla stampa” - ci dice - “ma il rischio c’è ed è quello che il Comune venga bypassato, anche perché in sede ministeriale, è presente la Regione a rappresentare l’ente locale interessato”.


Di tutta risposta alle voci che dirottano a Roma la decisione, il Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente della Vallesina ha diffuso un interessante comunicato, seguito all’incontro del 12 febbraio tra il Comitato Citasfe di Fermo (presidente Elmo Tappatà) e il capo dipartimento politico dello sviluppo economico del Ministero dell’agricoltura Giuseppe Nezzo. Da Nezzo sarebbero arrivate alcune precisazioni: “Per quel che riguarda un'eventuale riconversione in centrale a biomasse, l'intento politico del ministero dell'agricoltura sarebbe quello di erogare contributi verso eventuali piccole centrali, di potenza inferiore ad un megawatt, alimentate con biomasse provenienti da aziende agricole locali” - fa sapere Tappatà - “l'installazione di tali centrali, Ned-silicon compresa, non viene imposta dal ministero o dal governo, pertanto, grandi o piccole che siano, non possono essere istallate se non con il consenso di tutti, cioè le varie istituzioni locali, la popolazione, i comitati ecc.”.


Intanto per venerdì 20 febbraio alle 21, presso il Palazzo dei Convegni di Jesi, il Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente della Vallesina mostrerà un’intervista al sindaco di Forlimpopoli Paolo Zoffoli, che ha detto “no” alla riconversione dello zuccherificio in una centrale a biomasse da 22 megawatt, costringendo la Sfir (altra protagonista del settore saccarifero insieme alla Eridania) a bonificare i siti e a destinarli a coltivazioni. Zoffoli “è riuscito ad ottenere dall’azienda un altro progetto, che rispetta salute, ambiente, ma soprattutto garantisce reale occupazione per gli ex dipendenti dello zuccherificio e per il settore agricolo. Un progetto che in meno di un anno (dal dicembre 2007 al novembre 2008) ha consentito la riassunzione dei dipendenti in cassa integrazione (unica riconversione in fase di reale completamento)” - dice il Comitato. Ma ancora prima della serata Piero Tamburini amministratore delegato di Eridania Sadam già smentisce la faccenda di Forlimpopoli e le riassunzioni.

di Maria Chiara La Rovere
redazione@viverejesi.it
di Wally del 19/02/2009 ore 00:31:21
Commento Sconsigliato Leggilo comunque»
di Wally del 20/02/2009 ore 18:19:32
Off - Topic
Bravo-Bravi................anche questo è;-Commento Sconsigliato- ahahahaahahahahahahah
ancora un bravo ai censori.......se sei filo va bene,altrimenti:-Commento Sconsigliato-ahahahahhaahahhahahahahahaaahahhahahaha
Wally
di michele del 20/02/2009 ore 21:40:15
Off - Topic
Wally, devi registrarti o firmarti con nome e cognome.
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