vj: La piattaforma petrolifera API non è un'opera d'arte

30/11/-0001 -
L'Associazione "Comitato del quartiere Fiumesino" invia una lettera di protesta al direttore TGR Marche Roma, al presidente Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Marche, alla presidenza RAI TV Roma, al capo redattore RAI TV Marche ed al Ministro per le Comunicazioni, riguardo la messa in onda dal TG3 Marche di un servizio giornalistico sull' "isola artificiale della raffineria Api".

dall'Associazione "Comitato del quartiere Fiumesino"


Il 13 Agosto, alle ore 14,00 ed alle ore 19,30, sul TG3 Marche è andato in onda un servizio giornalistico che a giudizio degli scriventi è quanto meno “grave.�
La TV di Stato ha dedicato un servizio speciale, con impiego di mezzi e personale pagati dallo Stato e spendendo denaro pubblico, dei cittadini (impegno notevole, come messo in evidenza dalla stessa giornalista che ha curato il servizio – Daniela Sodano), per tessere gli elogi e le magnificenze di un impianto privato che, fra l’altro, appartiene ad un più ampio comprensorio industriale il quale, è notorio, ha provocato pesanti danni a persone, ambiente e a cose, e gravi incidenti anche mortali.
(a tale proposito vi preghiamo di consultare: (http://www.comitati-cittadini.net/Incidenti.htm, www.comitati-cittadini.net/Incidenti/20040908esplosione/Esplosione.htm).
Noi residenti del “Quartiere Fiumesino�, che siamo letteralmente martoriati dall’attività del complesso al quale l’impianto appartiene, siamo indignati e stravolti da tale evento.
La rubrica in seno alla quale il servizio suddetto è stato realizzato, denominata “TG itinerante�, è dedicata a far conoscere territori e paesi delle Marche mettendo in evidenza la loro cultura, la loro storia, le loro tradizioni, le opere d’arte, l’architettura, ecc.
E equiparare “la piattaforma petrolifera api�, appartenente ad una Società privata, alle opere d’arte, alla tradizione storico culturale, ed alle bellezze architettoniche delle Marche, frutto e patrimonio endemici della terra e dei cittadini marchigiani, non ci sembra affatto pertinente: a noi il servizio, per tutti i suoi contenuti – comprese le interviste – è apparso più come un servizio pubblicitario per la Società API realizzato con uno strumento pubblico, in una rubrica a connotazione pubblica e con danari pubblici. E questo non può essere consentito alla RAI TV né dai suoi dirigenti né dagli organi di controllo.
Pertanto, ai destinatari della presente, noi inoltriamo, per questo, formale protesta chiedendo i provvedimenti relativi e le spiegazioni del caso. Si rimane in attesa di un cortese riscontro ai sensi della legge n° 241 del 1990 e dell’art. 328 del C.P. così come modificato dalla legge n° 86 del 26.04.1990.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 20 agosto 2005 - 2786 letture

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