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la storia ritrovata: Maria Montessori: da Chiaravalle alle mille lire

5' di lettura 30/11/-0001 -
Maria Montessori, nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, nel 1870, è giudicata unanimemente la più importante pedagogista italiana, fu la prima donna italiana nella storia a conseguire, nel 1896, la laurea in medicina.

di Paolo Battisti


Dal 1898 al 1900, subito dopo gli studi universitari, cominciò a dedicarsi alla cura dei fanciulli affetti da frenastenia (l’insufficienza originaria dello sviluppo mentale), convincendosi che con il trattamento educativo si ottenevano risultati più soddisfacenti rispetto che all’uso delle cure mediche tradizionali.
La Montessori predispose i bambini all’uso dei materiali sensoriali grazie ai quali ottenne degli ottimi risultati.
Grazie all’uso di questi metodi riuscì a preparare agli esami di licenza elementare e a far promuovere bambini con ritardi mentali, senza che gli esaminatori si accorgessero dei loro handicap.
Nel 1906 fondò la “Casa dei bambini� ed iniziò l’attività educativa, destinata ai figli delle famiglie operaie del quartiere di San Lorenzo di Roma.
Il momento decisivo dell’evoluzione intellettuale della Montessori fu quando la dottoressa si accorse che i metodi che applicava alle persone sub normali avevano effetti eccellenti anche se venivano applicati per l’educazione dei bambini cosiddetti “normali�.
La sua ideologia si basava sul Messianismo del fanciullo, cioè sull’attribuire a quest’ultimo energie creative e disposizioni morali (l’amore), che l’adulto comprimeva dentro di se rendendole inattive.
I successi riportati dalla Montessori, divenuta nel frattempo direttrice della Scuola Magistrale Ortofrenica e docente universitaria di Igiene e Antropologia, la indussero ad estendere le sue positive esperienze di metodologia educativa al mondo dei ragazzi senza ritardi mentali, visto che la “dottoressa� si accorse che i metodi che adottava con le persone sub normali avevano effetti eccellenti anche se venivano applicati ai bambini senza quel tipo di problema.
Il “metodo� utilizzato da Maria Montessori ebbe un immediato successo su vasta scala, soprattutto all'estero: in Spagna, in Svezia, in Olanda, in Inghilterra, in Danimarca, negli Stati Uniti, in India, ecc.

Dopo la Prima Guerra Mondiale si trasferì in America, poi in Spagna, poi in Inghilterra.
Fu chiamata dalla famiglia imperiale tedesca a Berlino; a Londra fu presentata alla regina Vittoria. Al suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1913, il New York Tribune la presentò come: “The most interesting woman of Europe�.
Nel 1922 tornò per alcuni anni in Italia, ma la sua libertà di pensiero e di azione vennero ostacolate dal regime fascista, al punto da farle prendere la decisione di espatriare.
Mussolini fece numerosi tentativi per entrare nelle sue grazie; Giovanni Gentile, il Ministro per l’Educazione Nazionale, cercò in tutte le maniere di assicurarsi i suoi servigi.
Anche i papi Benedetto XV e Pio XI ci provarono. Ma la Montessori rimase molto ferma nei suoi ideali e nei suoi propositi (e indipendente), sentendosi più cittadina del mondo che italiana.
Aveva anche una concezione della religione molto personale; del cattolicesimo non accettò mai il dogma del peccato originale.
Per lei il bambino non aveva nessuna colpa originale da cui doveva essere redento.
Rifiutava anche ogni autorità infallibile, ma nello stesso tempo era molto autoritaria in casa.
Ruppe con la sua migliore discepola, l’americana Helen Parkhust, perché considerata troppo indipendente.
Nel 1929 venne fondata l’AMI, l’Associazione Internazionale Montessori, nata per un esigenza di unità ed identità del movimento montessoriano, visto che la dottoressa, grazie ai suoi viaggi, contribuì alla diffusione della sua pedagogia in vari stati del mondo.
Dopo aver trascorso un lungo periodo in India a cavallo della seconda guerra mondiale, Maria Montessori fece ritorno in Europa, dove si stanziò definitivamente.
Ancor oggi i suoi insegnamenti occupano un posto di notevole rilievo tra gli indirizzi dell'educazione nuova.
L'Associazione Nazionale Montessori, che ha sede ad Amsterdam, organizza annualmente una moltitudine di congressi. Anche in Italia il metodo Montessori, promosso dall’Ente Nazionale “Opera Montessori�, dopo aver avuto una fase di stallo tra le due guerre mondiali, ha avuto una notevole ripresa, tanto che oggi sono un buon numero gli istituti scolastici che adottano quel sistema d’insegnamento.
Nel metodo Montessori va sottolineato l'importante sviluppo dell'autoeducazione e dell'individualizzazione dell'insegnamento, motivi fondamentali delle "scuole nuove".
Nella "Casa dei bambini" l’alunno ha la possibilità di muoversi, di scegliere l'attività e l'occupazione preferita liberamente, con l'uso dei materiali didattici (fondamentalmente sensoriali e motori, con riferimenti anche all'attività intellettuale vera e propria, scelti dall'alunno, ma dalla funzione rigida e prestabilita) e nelle suggestioni dell'ambiente (costruito sulla misura del bambino).
Questo metodo d’insegnamento infatti, sintetizzato nello slogan “aiutami a fare da solo�, pone come centrale lo sviluppo dell’autonomia e della libertà del bambino.
L’insegnante deve coadiuvare lo studente nella conquista spontanea della scrittura, della lettura e dell’aritmetica, senza forzare con il proprio intervento il processo naturale di apprendimento.
E’ indispensabile inoltre la presenza di un corpo insegnante qualificato e preparato psicologicamente, che, rinunciando alla propria centralità, abbia le capacità di sviluppare individualmente ciascun alunno.

Il “metodo� Montessori non fu esente da critiche, sia sul piano ideologico, perché metteva in forte contrapposizione la visione del “fanciullo buono� contro quella dell’adulto sclerotizzato e corrotto, sia sul piano didattico, perché veniva messo in discussione il carattere artificioso dei materiali e l’uso troppo rigido del loro impiego.
La Montessori, che diede un contributo fondamentale allo sviluppo e al rinnovamento dell'educazione pre-scolastica e infantile, fu anche una fervida scrittrice di libri, tra cui: Il metodo della pedagogia scientifica applicata all'educazione infantile (1909: poi rielaborato e ripubblicato sotto il titolo La scoperta del bambino, 1950), L'autoeducazione nelle scuole elementari (1916), Manuale di pedagogia scientifica (1921), Il segreto dell'infanzia (1950).
Maria Montessori morì a Noordwijk, in Olanda (ormai la sua seconda patria) nel 1952.
Furono molti gli illustri personaggi che durante la sua vita ebbero modo di confrontarsi con lei (come Ghandi, Freud, Tagore, Marconi, Edison), e che le tributarono enormi riconoscimenti.
Anche l’Italia le rese omaggio effigiandola sulle banconote da mille lire, che rimasero in vigore fino alla comparsa dell’Euro.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 08 ottobre 2005 - 12042 letture

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