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s2w: Comitati: ''Si ostacola invece che incentivare la riduzione dei rifiuti"

2' di lettura 30/11/-0001 -
Mercoledì 12 ottobre 2005 alle ore 10, il Coordinamento dei Comitati sarà presente alla IV Commissione Regionale inerente alla modifica del piano regionale dei rifiuti.

da Coordinamento dei Comitati
per la difesa del Territorio



Il Coordinamento dei comitati per la difesa del territorio ritiene che la proposta di modifica al piano regionale di gestione dei rifiuti, che verrà discussa in IV commissione, affosserà definitivamente ogni prospettiva reale di incentivare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata aprendo la strada all’incenerimento.
La percentuale del 35% di raccolta differenziata citata nella proposta della Giunta Regionale è un obbiettivo minimo già imposto dalla legge, rispetto al quale la Regione Marche è inadempiente dal 2003, tanto che i cittadini pagano il costo delle contravvenzioni alla legge in misura assai considerevole e in continua crescita.

Il Coordinamento sottolinea che tale 35% rappresenta un livello minimo entrato in vigore successivamente all’approvazione del piano regionale sui rifiuti (1999) e, dunque, una revisione del piano oggi deve assolutamente puntare ad un obiettivo più elevato.
Tale obiettivo può essere raggiunto fissando una soglia pari al 60% di riciclaggio come già realizzato in varie realtà nazionali (Treviso, Asti, Porto Potenza Picena ecc..) oppure stabilendo un limite temporale (3 anni) entro il quale i consorzi di gestione devono predisporre ed avviare un programma di riciclaggio esteso al totale del volume dei rifiuti prodotti.
In questo modo, applicando metodologie che prevedano il pagamento sulla base delle quantità conferite dal singolo cittadino, si passerebbe dall’attuale tassa sui rifiuti alla tariffa che farebbe immediatamente risparmiare denaro ai cittadini.

Il Coordinamento evidenzia inoltre che il raggiungimento del 35% di raccolta differenziata non deve e non può essere ostacolato da azioni che vadano nella direzione opposta, come di fatto permetterebbe la deroga per gli impianti di produzione di energia elettrica esistenti e oggi funzionanti a combustibile tradizionale a bruciare anche combustibile da rifiuti.
Alla luce di tutto ciò, la deroga prevista dalla Giunta Regionale va assolutamente stralciata.
Il Coordinamento dei Comitati ritiene di escludere in ogni caso la possibilità di realizzare nell’AERCA (Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale) impianti di termovalorizzazione o di convertire quelli esistenti di produzione di energia elettrica funzionanti a combustibile tradizionale in utilizzatori di combustibile da rifiuti, in quanto tale opzione sarebbe in palese contrasto con gli obiettivi di “risanamento� dell’AREACA fissati dalla Regione Marche.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 12 ottobre 2005 - 1927 letture

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