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Luigi Fabbri, Vita e idee di un intellettuale anarchico e antifascista

2' di lettura 30/11/-0001 -
All’interno di “Leggere il ‘900”, il Comune di Fabriano ha promosso, in collaborazione con la Biblioteca “Franco Segantini” di Pisa e con la partecipazione dell’Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, il Convegno internazionale di studi “Luigi Fabbri. Vita e idee di un intellettuale anarchico e antifascista” (Fabriano 1877-Montevideo 1935) che si terrà Venerdì 11 (ore 15,30-19) e sabato 12 novembre (ore 9,30-13 e 15,30-18,30), presso il Teatro “Gentile” di Fabriano.

dalla Provincia di Ancona
www.provincia.ancona.it


All’iniziativa prenderanno parte i maggiori esperti italiani ed esteri del settore, che si confronteranno su questa importante figura del movimento operaio italiano, a settantacinque anni dalla sua scomparsa. Insegnante, pubblicista, direttore di periodici e riviste culturali, Fabbri - originario della cittadina marchigiana - fu il più stretto collaboratore di Errico Malatesta ed esponente di spicco dell'antifascismo italiano in esilio. Diede vita a giornali e riviste di grande rilievo, fra cui si possono ricordare “Il Pensiero” (Roma, 1903-1911),
“Pensiero e Volontà” (Roma, 1924-1926) e “Studi Sociali” (Montevideo, 1930-1946). Fece parte della redazione di molti dei principali fogli libertari e la sua firma comparve sulle colonne di numerose altre testate italiane e straniere del tempo.
Restò sempre fedele alla scelta antimilitarista e si dichiarò contrario all’ingresso dell’Italia nella Prima guerra mondiale. A Fabriano – dove tornò a risiedere nel 1913-1915 dopo avere vissuto a Recanati, Roma, Jesi e nel Bolognese – si contò fra i protagonisti della Settimana rossa; ricercato, all’indomani dei moti riparò in Svizzera, dalla quale poté fare rientro solo alcuni mesi più tardi.
Nel 1926 – uno dei due soli maestri a farlo – rifiutò di prestare giuramento al regime e per questo perse il lavoro e dovette emigrare in Francia, dove entrò in relazione con i massimi esponenti del fuoruscitismo antifascista, fra cui Gaetano Salvemini, Pietro Nenni, Sandro Pertini e Carlo Rosselli. Nel 1929, espulso dal governo parigino, si imbarcò per l’Uruguay, accompagnato dalla moglie e dalla figlia Luce, che ne avrebbe ricalcato le orme nell’insegnamento (divenne docente nell’Università di Montevideo) e in seno all’anarchismo. Fabbri non riuscì a tornare in Italia. Si spense nella capitale uruguayana nel 1935.
Il convegno si inserisce in un ciclo di incontri iniziati martedì 8 novembre con la proiezione del film Sacco e Vanzetti di G. Montaldo, e che prevede , venerdì 11 novembre , alle ore 10,30, la presentazione del volume L. Fabbri, Epistolario. Ai corrispondenti italiani ed esteri (1900-1935), a cura di Roberto Giulianelli; e sabato 12 novembre, al mattino, la cerimonia per l’apposizione a Fabriano della targa dedicata a Luce Fabbri, accanto a quella già esistente del padre, Luigi.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 11 novembre 2005 - 1901 letture

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