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Underground? Gli studenti ridipingono la città

2' di lettura 30/11/-0001 -
Il sottopasso pedonale della stazione di Jesi nel quale stanno lavorando gli studenti dell'Istituto d'Arte Mannucci, sarà inaugurato sabato 26 novembre.

di Silvia Malatesta


Il Prof. Farina, docente di Arte e Decorazione Pittorica dell’Istituto d’Arte “E.Manucci” di Jesi, entra di corsa nell’aula del Comune dove si sta tenendo la Conferenza stampa in presenza del Sindaco Belcecchi, dell’assessore alla cultura Animali e dell’Assessore ai Lavori Pubblici Montecchiani, con le mani sporche di vernice e sorridente.
E’ questa l’immagine che descrive al meglio la soddisfazione per il compimento di un lavoro importante, come è sicuramente il sottopasso pedonale della stazione di Jesi, che sabato 26 novembre verrà inaugurato alle ore 11.
Questo sottopasso è un ponte, un anello di congiunzione fisica tra due parti della città: il nuovo parcheggio scambiatore, opera fondamentale e strategica per poter usufruire al meglio della stazione ferroviaria, e la zona di viale Trieste, che da periferia lasciata all’abbandono del tempo diventa parte integrante del centro storico grazie ai lavori di riqualifica già avviati.
Questa relazione tra vecchio e nuovo è stata impreziosita da un’opera commissionata dal Comune di Jesi agli allievi dell’Istituto d’Arte, pensando, come afferma l’assessore Animali, che “l’arte non necessariamente sta dentro i musei ma può rappresentare segni e sensazioni anche in parti diverse della città”, trasformando il sottopasso in un luogo dell’arte contemporanea con un’istallazione capace di provocare riflessioni su quanti attraversano quel luogo quotidianamente o solo una volta.
L’opera, intitolata UNDERGROUND?, da un punto di vista estetico, raffigura la stazione come luogo metafisico e si ispira a De Chirico e De Dominicis. I ragazzi della IVB sez. di Decorazione Pittorica e IVB sez.Arte dei Metalli e Oreficeria, che hanno collaborato in maniera originale e nuova, hanno infatti interpretato il cammino fatto dal viandante-viaggiatore come non solo fisico ma come un momento di riflessione espresso attraverso semplici segni con l’ambizione di assurgere ad universali condivisi.
Come sottolinea il Prof. Farina, che nelle sue vesti di insegnante ha a cuore soprattutto i propri allievi, questi ragazzi sono cresciuti molto e hanno potuto sperimentare le problematiche più importanti del fare arte. Sentendosi parte integrante della realtà cittadina in cui vivono hanno voluto trasmettere anche un messaggio di tipo etico: i giovani vogliono ribadire l’importanza dell’esserci in questo territorio.
Dunque una bella esperienza che arricchisce la città e che nelle incognite del futuro, come sottolineato anche dal punto interrogativo nel titolo UNDERGROUND?, possa rappresentare un punto di partenza alla riqualificazione di zone fondamentali della città.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 26 novembre 2005 - 1408 letture

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