“Flûte!”: Mozart rivive con l’hip hop sul palco del Pergolesi

30/11/-0001 -
Sono passati 214 anni da quando, il 30 settembre 1791, andò in scena “Il flauto magico”. Da un’idea di Schikaneder, Mozart creò un’opera fantasiosa, colorita, in cui si fondono differenti stili musicali e generi, mostrando, ancora una volta, la propria necessità di sperimentazione. Ora “Il flauto magico” viene portato in scena da Natalie Pernette e Raoul Lay che, nello spirito di ricerca del suo ideatore, lo reinventano in “Flûte!”.

di Caterina Mazzieri


Lo spettacolo, un balletto per nove danzatori contemporanei e hip hop, su musiche suonate dal vivo da altrettanti musicisti, ha debuttato, per la prima volta in Italia, al Teatro Pergolesi di Jesi sabato sera, ed è andato in replica ieri pomeriggio.
Fedele all’opera originaria, “Flûte!” racconta il bizzarro percorso verso la saggezza del principe Tamino, accompagnato da Papageno. I due sono inviati dalla Regina della Notte a liberare la figlia Pamina dalle grinfie del gran sacerdote Sarastro. Dopo aver superato una serie di prove, grazie all’aiuto di un flauto e di un carillon magici, Tamino e Papageno riescono a sconfiggere il male e a trovare l’amore.

Una favola, dunque, “l’opera popolare per eccellenza”, come l’ha definita Natalie Pernette, coreografa francese che dal 2002 cerca di “dare corpo”, di regalare un’esistenza fisica alla musica classica, attraverso l’incontro ludico tra danza hip hop e contemporanea. “Ho scelto “Il flauto magico” di Mozart senza esitazioni”, ha raccontato alla vigilia dello spettacolo la coreografa, “anche per questo motivo: si tratta di un racconto scritto per tutti, fantasioso, diversamente colorito….spero che riusciremo a restituire al pubblico uno spettacolo anch’esso popolare, suscitando curiosità e interesse sia negli amanti della danza che nei melomani, sia nei giovani che negli adulti”.

Attese senz’altro soddisfatte, a sentire gli applausi che il pubblico, purtroppo non molto numeroso ma caloroso, ha rivolto alla compagnia e ai musicisti al termine delle rappresentazioni: Natalie Pernette, con le coreografie, Raoul Lay, con la musica, hanno trasformato “Il flauto magico” in una fiaba surreale, moderna, colorata e multiculturale, che ha molto divertito gli spettatori.

Con abiti eccentrici e bizzarri copricapi, i ballerini danzano gli stati d’animo e le azioni dei personaggi mescolando danza classica, hip hop e arti marziali, mentre, tra le note della partitura originaria, fanno irruzione, a tratti, sonorità rock. Le situazioni ridicole sono amplificate e sottolineate dalle movenze dei danzatori e dalla musica: Papageno si vanta di aver ucciso il drago che minacciava Tamino con piroette e movenze hip hop, la tenera principessa Pamina si trascina al suono della fisarmonica, pesante e strascicato, e così via. Quindi, nella confusione totale dell’ultima scena, tra personaggi che scendono in platea e palloni colorati che rimbalzano in scena, sale sul palco un arbitro, in pantaloncini e maglietta nera, a fischiare la fine, e il riso e l’applauso del pubblico si liberano in sala.

“Flûte!” è stato proposto al Teatro Pergolesi nel quadro della XXXVIII Stagione Lirica di tradizione, un modo per avvicinare anche il pubblico più giovane all’opera di Mozart, per ricordare lo spirito di questo grande compositore che, considerato oggi un “classico”, era per il suo tempo un innovatore, un rivoluzionario.

Chissà…forse il Maestro avrebbe apprezzato.






Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 05 dicembre 2005 - 1406 letture

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