Sano pubblico-sano privato: un incontro importante nell’ottica dei servizi alla

30/11/-0001 -
Sono partite in tutto il territorio jesino due importanti iniziative dei servizi socio-sanitari, sia pubblici che privati: uno screening odontoiatrico effettuato su bambini in età scolare e l’iniziativa “Per fortuna che c’è un vicino, un’esperienza di solidarietà nel volontariato familiare”.

di Silvia Malatesta


Il primo riguarda la sanità pubblica, che con questa iniziativa ha finalmente ricominciato la sua attività di prevenzione primaria sul territorio aiutando così anche i bambini appartenenti a quelle fasce di popolazione emarginate, attuando un’azione di grande valenza sociale. In particolare si tratta della prevenzione delle principali malattie del cavo orale attraverso uno screeneng odontoiatrico dei soggetti in età scolare. In pratica il Dr.Hinna e la Dott.ssa Lombardo si occuperanno di visitare i bambini che frequentano la III classe elementare in tutto il territorio della Zona Territoriale n.5 di Jesi, di effettuare una diagnosi qualora riscontrassero dei problemi ed indirizzare le famiglie dei bambini verso una cura adeguata alla patologia del bambino. Oltre a questo terranno una lezione di educazione sanitaria per la prevenzione della carie dentale e della distribuzione di kits di igiene orale.

La seconda iniziativa “Per fortuna che c’è un vicino” , promossa dal consultorio “La famiglia”, ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione verso i problemi dei minori e formare una rete di famiglie e singoli motivati a vivere l’esperienza del volontariato familiare. Dopo il successo registrato con l’iniziativa per formare le famiglie all’affido di minori in difficoltà, il consultorio la Famiglia si è reso conto che l’esigenza di avere un vicino sempre pronto ad aprire la porta e dare una mano a chi è in difficoltà è molto sentita dalla popolazione delle fasce emarginate. Si vuole cioè ricreare quella rete di rapporti che un tempo era costituita dalla nonna o dalla zia o dal vicino di casa, appunto, e che oggi si è disgregata sia per l’individualizzione crescente della nostra società sia per l’aumento di persone immigrate anche nella nostra comunità che non hanno punti di riferimento. Quindi aiutare il minore significa innanzi tutto aiutare la sua famiglia, non sostituirsi ad essa.

Il progetto prevede una campagna di sensibilizzazione della cittadinanza nella prima fase, poi un corso di formazione, che prenderà avvio all’inizio del 2006, in quattro incontri per un gruppo di singoli o famiglie che abbiano intenzione di impegnarsi nel volontariato familiare ed infine la costituzione di un gruppo di famiglie volontarie che dopo il corso siano solidali nella pratica del volontariato.

Insomma due importanti iniziative che dimostrano come l’obiettivo fondamentale da seguire sia per le istituzioni pubbliche che per le associazioni private sia la cura della persona, in un’ottica di umanizzazione preventiva dei servizi.


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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 dicembre 2005 - 1198 letture

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