Quadrilatero, infrastrutture e capannoni serviranno a vivere meglio?

30/11/-0001 -
La presidenza del Circolo LEGAMBIENTE “Azzaruolo” di Jesi esprime il proprio sostegno ai gruppi consiliari: Democratici di sinistra; P.d.C.I.; Repubblicani Europei; Rifondazione Comunista; S.D.I.; che nella riunione del Consiglio Comunale di Jesi del giorno 29 dicembre voteranno l’ordine del giorno avente come oggetto Piano d’area Vasta (PAV) Società Quadrilatero S.p.A. ed auspica che su questo punto il consiglio comunale trovi la più ampia convergenza delle forze politiche presenti.

da Circolo LEGAMBIENTE “Azzaruolo” di Jesi


In questo ordine del giorno si darà mandato al Sindaco di chiedere alla Provincia di Ancona di assicurare il pieno rispetto degli indirizzi strategici di sostenibilità ambientale e territoriale contenuti negli strumenti della pianificazione provinciale ed in particolare di assicurare il rispetto del Piano Territoriale di Coordinamento da parte del PAV della Quadrilatero;
di chiedere alla Regione Marche, a tutela dell’intero sistema delle autonomie locali, un immediato coinvolgimento, pieno, responsabile e decisorio di tutte le amministrazioni comunali della provincia e dell’Amministrazione Provinciale.

I progetti della Società Quadrilatero, che con la motivazione di creare crescita nel nostro territorio prevedono per la Valle dell’Esino consistenti interventi, tra cui in particolare: un’estesissima area leader a Falconara (500.000 metri quadrati, di cui 115.000 coperti) con destinazione direzionale e commerciale;
un rilevantissimo intervento (oltre 650.000 metri quadrati) nel Comune di Fabriano, di cui grossa parte -oltre 500.000 mq.- destinati a piastra logistica d’interscambio trasportistico;
una potenziale “area d’implementazione” a destinazione produttiva, ubicata nel Comune di Monsano;
nei fatti mettono in pericolo lo sviluppo stesso consumando vaste area di territorio ed ingenti risorse finanziarie.

Tutte queste infrastrutture e capannoni, ci serviranno a vivere meglio? Certe strade sono pure necessarie, ma i milioni di metri cubi delle nuove volumetrie avranno un impatto pesantissimo sul territorio, senza rispondere affatto alle nostre esigenze di sviluppo.
È questo il maggior limite della Quadrilatero, il voler calare le strade prima e a priori, invece che dopo ed in reale funzione del modello di sviluppo possibile per le Marche.

La sfida per il futuro della nostra Regione dovrà essere incentrata sul territorio e la qualità. Le Marche possono mantenere e migliorare il loro successo a patto che si costruisca una rete di qualità dal basso, dal territorio, usando l’arma della creatività, della coesione sociale e della valorizzazione della tradizione. Solo così potremmo competere nella sfida globale. Su questa strada molte nostre aziende prosperano, creando sviluppo sostenibile ed occupazione.

Ci appelliamo dunque al Governo Regionale ed alle Amministrazioni Locali perché rinegozino i contenuti della Quadrilatero, per non perdere né i finanziamenti – ammesso che ce ne siano – né l’opportunità d’infrastrutture utili (vedi reti telematiche, ecc…). Rendendo veramente la nostra regione Marche più competitiva negli scenari internazionali, più bella e desiderabile per i cittadini e soprattutto più efficiente e moderna.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 30 dicembre 2005 - 1467 letture

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